Gli unici due ballottaggi: Spadolini e Grasso
OpenPolis
ricorda che, a differenza della Camera, il presidente del Senato è sempre stato un esponente della maggioranza parlamentare. Chi è stato più a lungo sullo scranno più alto di Palazzo Madama è stato Cesare Marzagora, indipendente eletto con la Dc, che ha presieduto l’Aula dal 1953 al 1967. Fino al 1987 i presidenti sono stati sempre eletti al primo scrutinio, in diversi casi con maggioranze molto più ampie del quorum stabilito. Ciò è particolarmente vero tra gli anni Settanta e Ottanta, quando la guida dell’altro ramo era assegnata all’opposizione. Ma anche prima: il liberale Enrico De Nicola venne eletto nel 1951 con il 93 per cento dei voti, Marzagora nel 1963 con il 75 per cento.

Nel 1987, sottolinea ancora OpenPolis, si è interrotta la consuetudine: da allora su 9 elezioni, in 6 casi la votazione ha dovuto essere ripetuta per raggiungere il risultato. In due occasioni solo il ballottaggio al quarto scrutinio ha sbloccato la situazione. Si tratta delle elezioni di Carlo Scognamiglio Pasini (Forza Italia) nel 1994, candidato di centrodestra eletto con 162 voti contro i 161 raccolti dal candidato del centrosinistra Giovanni Spadolini, e di quella di Pietro Grasso (Pd) nel 2013, candidato di centrosinistra eletto con 137 voti contro i 117 del candidato di centrodestra Renato Schifani (peraltro presidente dal 2008 al 2013). Quest’ultima è stata l’elezione con la più bassa maggioranza nella storia del senato repubblicano (137 voti, 44 per cento), anche per l’alto numero di schede bianche e nulle (59 in totale).

INDIETRO

Camere, l’elezione dei presidenti tra blitz e franchi tiratori. Ecco regole, candidati e aneddoti per seguire gli scrutini

Community - Condividi gli articoli ed ottieni crediti
Articolo Precedente

Camere, Martina (Pd): “Ci aspettavamo novità che non c’è stata. Gioco di veti tra M5s e centrodestra blocca tutto”

next