Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte valuta il rinvio del suo incontro con Emmanuel Macron, in programma venerdì 15 a Parigi. Al momento “non ci sono le condizioni” per la visita del premier, informa Palazzo Chigi. La possibile rinuncia di Conte diventa l’ultimo atto dello scontro tra Roma e Parigi, cominciato dopo le parole pronunciate dal portavoce di En Marche e dallo stesso presidente Macron che avevano definitivo “vomitevole” e “cinico” il comportamento del governo italiano nel caso della nave Aquarius.
Nel pomeriggio Matteo Salvini aveva detto che Conte averebbe dovuto annullare la missione se dalla Francia non fossero arrivate esplicite scuse. Ma da Macron non è arrivata nessuna retromarcia, anzi un nuovo attacco. Nel suo discorso da Mouchams, in Vandea, il presidente francese ha detto di non poter dare ragione a “chi cerca la provocazione“. Alla richiesta di scuse ufficiali di Roma è seguita poi la condanna dei toni considerati “ingiustificabili” e l’avvertimento di Enzo Moavero Milanesi all’ambasciata transalpina: c’è il rischio di “compromettere le relazioni tra Italia e Francia”. E, prima dei dubbi di Conte sul bilaterale con Macron, dal governo italiano c’era già stato un altro rifiuto certo, quello del ministro dell’Economia, Giovanni Tria, che ha annullato il viaggio oltralpe in programma per oggi per incontrare l’omologo Bruno Le Maire.
Lo scontro Salvini-Macron – “La Francia chieda scusa e accolga 9mila migranti come promesso”: alla richiesta di scuse ufficiali avanzate proprio dal ministero dell’Interno Salvini in Senato, Parigi ha inizialmente replicato che non è stata ricevuta “nessuna informazione dalla presidenza del Consiglio italiana su una richiesta di scuse o su un possibile annullamento della visita di Giuseppe Conte”. Poi però è tornato a parlare Macron, all’apparenza con toni concilianti. “Non bisogna cedere all’emozione che alcuni manipolano” sulla vicenda dell’Aquarius, ha detto il presidente, assicurando che la Francia “lavora mano nella mano con l’Italia” nella gestione dei flussi migratori. “Da un anno lavoriamo in modo esemplare, abbiamo ridotto a un decimo gli sbarchi grazie a un lavoro con la Libia, nel Sahel”, ha aggiunto Macron. “Un lavoro attivo – ha continuato – costante, costruttivo, un lavoro senza tregua della Francia che, dall’estate scorsa fino a qualche giorno fa sulla Libia, si è messa in luce in partnership con l’Italia”. Poi l’affondo: “Chi cerca la provocazione? Chi è che dice ‘io sono più forte dei democratici e una nave che vedo arrivare davanti alle mie coste la caccio via’? Se gli do ragione, aiuto la democrazia? Non dimentichiamo chi ci sta parlando e chi si rivolge a noi“.
“Così compromettete le relazioni” – Le dichiarazioni arrivate martedì da Parigi “stanno compromettendo le relazioni tra Italia e Francia. I toni impiegati sono ingiustificabili, tenuto conto che da molti mesi ormai il nostro Paese ha pubblicamente denunciato l’insostenibilità dell’attuale situazione di latitanza di un approccio coordinato e coeso a livello europeo circa la gestione dei flussi migratori, rispetto ai quali l’Italia non si è mai tirata indietro”. Nella nota della Farnesina diffusa dopo aver ricevuto l’Incaricata d’Affari francese Claire Anne Raulin c’è tutta la tensione che corre tra i due governi dopo le dichiarazioni di Parigi sulla nave con a bordo 629 migranti bloccata per giorni tra Malta e la Sicilia in seguito alla chiusura dei porti decisa dal ministro dell’Interno Matteo Salvini e ora partita alla volta del porto spagnolo di Valencia.
“Vomitevoli”. Poi la precisazione – Quali sono le dichiarazioni che hanno indotto il ministero degli Esteri a convocare il rappresentante diplomatico di Parigi e diramare questo comunicato? Martedì Gabriel Attal, portavoce del partito di governo La Republique En Marche, aveva definito la scelta dell’esecutivo Lega-M5s di chiudere i porti “vomitevole”. Poi erano arrivate le parole di Macron: “Dall’Italia cinismo e irresponsabilità”, aveva detto il capo dell’Eliseo. Cui in giornata avevano risposto sia Luigi Di Maio che Salvini. “Parlano proprio loro”, la replica del capo politico M5s. Il portavoce del presidente in un’intervista a Repubblica ha spiegato di non avere “nulla contro l’Italia, forse ho usato una parola sbagliata ma è stata una reazione a caldo, vedendo quello che stava succedendo”.
“Situazione va sanata”. E Tria annulla il viaggio – La linea del ministro degli Esteri è rimasta ferma, perché pur comprendendo che “anche uno Stato amico e alleato possa dissentire dalle posizioni di un altro Stato” tale dissenso “dovrebbe essere espresso in forme e modi coerenti con tale rapporto di amicizia, in particolare tenendo a mente che anche in tempi recenti l’Italia non ha fatto mancare alla Francia il proprio aiuto per fornire la necessaria assistenza a persone migranti”. Per Moavero Milanesi ora “la situazione va sanata”. Altrimenti, il rischio concreto, caldeggiato anche da Salvini, è che salti il bilaterale tra Conte e Macron, in programma venerdì. Salvo che non giungano scuse ufficiali da Parigi. Nel frattempo, un primo segnale è giunto dal ministro dell’Economia, Tria, che proprio per la vicenda Aquarius ha cancellato l’incontro con l’omologo Le Maire provocando “rammarico”, come ha spiegato un portavoce del ministero del Tesoro francese. Negli stessi minuti, la prima apertura francese con il ministero degli Esteri francese che in una nota ha sottolineato come Parigi tenga “al dialogo e alla cooperazione con Roma” e la necessità di arrivare rapidamente ad un accordo sulla riforma del regime di asilo europeo: “È il senso del lavoro che vogliamo portare avanti con i nostri partner italiani nei prossimi giorni e che sarà naturalmente al centro del colloqui previsti venerdì tra il presidente della Repubblica e il presidente del Consiglio italiano”.
Salvini: “Colpa dell’instabilità creata in Libia” – Ma Roma richiede altro prima di confermare definitivamente l’incontro: un passo indietro formale dell’Eliseo. In mattinata Salvini era tornato a puntare il dito contro Parigi: “Se i francesi avranno l’umiltà di chiedere amici come prima, e si lavora nell’interesse di tutti, però insulti da parte di chi respinge e chiude i porti non li accettiamo“. Ricordando che “gli insulti” sono stati “rivolti non a un governo ma a un popolo che è primo al mondo per solidarietà e accoglienza”, il ministro dell’Interno ha detto che i “francesi fanno i fenomeni ma hanno respinto più di diecimila persone alle frontiere con l’Italia, tra cui moltissime donne e bambini”. “Sommessamente – aggiunge – ricordo poi che, sul fronte Nord Africa, paghiamo tutti l’instabilità portata proprio dai francesi in Libia e a sud della Libia. L’Italia oggi è tornata centrale e ha risvegliato l’Europa, spero che tutti i Paesi diano il loro contributo per l’obiettivo comune: difesa delle frontiere esterne, difesa del Mediterraneo”.
Vienna e Berlino: “Asse con Italia per frontiere esterne” – Sul tema, è arrivato il sostegno di Germania e Austria. Al termine di un incontro bilaterale, il cancelliere austriaco Sebastian Kurz ha annunciato la necessità di “un asse dei volenterosi” per contrastare l’immigrazione illegale. “Sono lieto della buona cooperazione che vogliamo costruire fra Roma, Vienna e Berlino. È ragionevole – ha aggiunto – collaborare per ridurre ulteriormente l’immigrazione illegale”. A fargli eco, il ministro dell’Interno tedesco, Horst Seehofer, che ha manifestato pieno sostegno sottolineando che il tema sarà uno dei focus della presidenza viennese dell’Unione europea al via da luglio. “Noi siamo per una soluzione unitaria europea della questione dei migranti”, ha poi aggiunto il portavoce di Angela Merkel, Steffen Seibert, perché “l’Italia è un partner molto importante” e “per la sua posizione geografica è particolarmente esposta a un numero grande di profughi e di migranti”, quindi non “dovrebbe esser lasciato solo con questo compito”.
Politica
Aquarius, lite Italia-Francia. Conte verso rinvio dell’incontro con Macron: “Non ci sono condizioni”. Da Parigi nessuna scusa
Salgono i toni dello scontro tra Roma e Parigi: dopo il viaggio annullato dal ministro Tria, anche il premier valuta di rimandare il bilaterale. Salvini aveva chiesto le scuse. L'Eliseo aveva replicato: "Nessuna richiesta ufficiale". Poi il nuovo attacco del presidente francese: "Non do ragione a chi provoca" Moavero avverte: "Rischio di compromettere le relazioni"
Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte valuta il rinvio del suo incontro con Emmanuel Macron, in programma venerdì 15 a Parigi. Al momento “non ci sono le condizioni” per la visita del premier, informa Palazzo Chigi. La possibile rinuncia di Conte diventa l’ultimo atto dello scontro tra Roma e Parigi, cominciato dopo le parole pronunciate dal portavoce di En Marche e dallo stesso presidente Macron che avevano definitivo “vomitevole” e “cinico” il comportamento del governo italiano nel caso della nave Aquarius.
Nel pomeriggio Matteo Salvini aveva detto che Conte averebbe dovuto annullare la missione se dalla Francia non fossero arrivate esplicite scuse. Ma da Macron non è arrivata nessuna retromarcia, anzi un nuovo attacco. Nel suo discorso da Mouchams, in Vandea, il presidente francese ha detto di non poter dare ragione a “chi cerca la provocazione“. Alla richiesta di scuse ufficiali di Roma è seguita poi la condanna dei toni considerati “ingiustificabili” e l’avvertimento di Enzo Moavero Milanesi all’ambasciata transalpina: c’è il rischio di “compromettere le relazioni tra Italia e Francia”. E, prima dei dubbi di Conte sul bilaterale con Macron, dal governo italiano c’era già stato un altro rifiuto certo, quello del ministro dell’Economia, Giovanni Tria, che ha annullato il viaggio oltralpe in programma per oggi per incontrare l’omologo Bruno Le Maire.
Lo scontro Salvini-Macron – “La Francia chieda scusa e accolga 9mila migranti come promesso”: alla richiesta di scuse ufficiali avanzate proprio dal ministero dell’Interno Salvini in Senato, Parigi ha inizialmente replicato che non è stata ricevuta “nessuna informazione dalla presidenza del Consiglio italiana su una richiesta di scuse o su un possibile annullamento della visita di Giuseppe Conte”. Poi però è tornato a parlare Macron, all’apparenza con toni concilianti. “Non bisogna cedere all’emozione che alcuni manipolano” sulla vicenda dell’Aquarius, ha detto il presidente, assicurando che la Francia “lavora mano nella mano con l’Italia” nella gestione dei flussi migratori. “Da un anno lavoriamo in modo esemplare, abbiamo ridotto a un decimo gli sbarchi grazie a un lavoro con la Libia, nel Sahel”, ha aggiunto Macron. “Un lavoro attivo – ha continuato – costante, costruttivo, un lavoro senza tregua della Francia che, dall’estate scorsa fino a qualche giorno fa sulla Libia, si è messa in luce in partnership con l’Italia”. Poi l’affondo: “Chi cerca la provocazione? Chi è che dice ‘io sono più forte dei democratici e una nave che vedo arrivare davanti alle mie coste la caccio via’? Se gli do ragione, aiuto la democrazia? Non dimentichiamo chi ci sta parlando e chi si rivolge a noi“.
“Così compromettete le relazioni” – Le dichiarazioni arrivate martedì da Parigi “stanno compromettendo le relazioni tra Italia e Francia. I toni impiegati sono ingiustificabili, tenuto conto che da molti mesi ormai il nostro Paese ha pubblicamente denunciato l’insostenibilità dell’attuale situazione di latitanza di un approccio coordinato e coeso a livello europeo circa la gestione dei flussi migratori, rispetto ai quali l’Italia non si è mai tirata indietro”. Nella nota della Farnesina diffusa dopo aver ricevuto l’Incaricata d’Affari francese Claire Anne Raulin c’è tutta la tensione che corre tra i due governi dopo le dichiarazioni di Parigi sulla nave con a bordo 629 migranti bloccata per giorni tra Malta e la Sicilia in seguito alla chiusura dei porti decisa dal ministro dell’Interno Matteo Salvini e ora partita alla volta del porto spagnolo di Valencia.
“Vomitevoli”. Poi la precisazione – Quali sono le dichiarazioni che hanno indotto il ministero degli Esteri a convocare il rappresentante diplomatico di Parigi e diramare questo comunicato? Martedì Gabriel Attal, portavoce del partito di governo La Republique En Marche, aveva definito la scelta dell’esecutivo Lega-M5s di chiudere i porti “vomitevole”. Poi erano arrivate le parole di Macron: “Dall’Italia cinismo e irresponsabilità”, aveva detto il capo dell’Eliseo. Cui in giornata avevano risposto sia Luigi Di Maio che Salvini. “Parlano proprio loro”, la replica del capo politico M5s. Il portavoce del presidente in un’intervista a Repubblica ha spiegato di non avere “nulla contro l’Italia, forse ho usato una parola sbagliata ma è stata una reazione a caldo, vedendo quello che stava succedendo”.
“Situazione va sanata”. E Tria annulla il viaggio – La linea del ministro degli Esteri è rimasta ferma, perché pur comprendendo che “anche uno Stato amico e alleato possa dissentire dalle posizioni di un altro Stato” tale dissenso “dovrebbe essere espresso in forme e modi coerenti con tale rapporto di amicizia, in particolare tenendo a mente che anche in tempi recenti l’Italia non ha fatto mancare alla Francia il proprio aiuto per fornire la necessaria assistenza a persone migranti”. Per Moavero Milanesi ora “la situazione va sanata”. Altrimenti, il rischio concreto, caldeggiato anche da Salvini, è che salti il bilaterale tra Conte e Macron, in programma venerdì. Salvo che non giungano scuse ufficiali da Parigi. Nel frattempo, un primo segnale è giunto dal ministro dell’Economia, Tria, che proprio per la vicenda Aquarius ha cancellato l’incontro con l’omologo Le Maire provocando “rammarico”, come ha spiegato un portavoce del ministero del Tesoro francese. Negli stessi minuti, la prima apertura francese con il ministero degli Esteri francese che in una nota ha sottolineato come Parigi tenga “al dialogo e alla cooperazione con Roma” e la necessità di arrivare rapidamente ad un accordo sulla riforma del regime di asilo europeo: “È il senso del lavoro che vogliamo portare avanti con i nostri partner italiani nei prossimi giorni e che sarà naturalmente al centro del colloqui previsti venerdì tra il presidente della Repubblica e il presidente del Consiglio italiano”.
Salvini: “Colpa dell’instabilità creata in Libia” – Ma Roma richiede altro prima di confermare definitivamente l’incontro: un passo indietro formale dell’Eliseo. In mattinata Salvini era tornato a puntare il dito contro Parigi: “Se i francesi avranno l’umiltà di chiedere amici come prima, e si lavora nell’interesse di tutti, però insulti da parte di chi respinge e chiude i porti non li accettiamo“. Ricordando che “gli insulti” sono stati “rivolti non a un governo ma a un popolo che è primo al mondo per solidarietà e accoglienza”, il ministro dell’Interno ha detto che i “francesi fanno i fenomeni ma hanno respinto più di diecimila persone alle frontiere con l’Italia, tra cui moltissime donne e bambini”. “Sommessamente – aggiunge – ricordo poi che, sul fronte Nord Africa, paghiamo tutti l’instabilità portata proprio dai francesi in Libia e a sud della Libia. L’Italia oggi è tornata centrale e ha risvegliato l’Europa, spero che tutti i Paesi diano il loro contributo per l’obiettivo comune: difesa delle frontiere esterne, difesa del Mediterraneo”.
Vienna e Berlino: “Asse con Italia per frontiere esterne” – Sul tema, è arrivato il sostegno di Germania e Austria. Al termine di un incontro bilaterale, il cancelliere austriaco Sebastian Kurz ha annunciato la necessità di “un asse dei volenterosi” per contrastare l’immigrazione illegale. “Sono lieto della buona cooperazione che vogliamo costruire fra Roma, Vienna e Berlino. È ragionevole – ha aggiunto – collaborare per ridurre ulteriormente l’immigrazione illegale”. A fargli eco, il ministro dell’Interno tedesco, Horst Seehofer, che ha manifestato pieno sostegno sottolineando che il tema sarà uno dei focus della presidenza viennese dell’Unione europea al via da luglio. “Noi siamo per una soluzione unitaria europea della questione dei migranti”, ha poi aggiunto il portavoce di Angela Merkel, Steffen Seibert, perché “l’Italia è un partner molto importante” e “per la sua posizione geografica è particolarmente esposta a un numero grande di profughi e di migranti”, quindi non “dovrebbe esser lasciato solo con questo compito”.
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Aquarius, Salvini a Macron: “Emmanuel, se hai il cuore così d’oro, accogli 9mila migranti come avevi promesso”
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Roma, 28 feb. (Adnkronos/Labitalia) - Btm 2025 si conclude con una conferma del successo della manifestazione, che ha ribadito la sua centralità nel panorama turistico nazionale. Oltre 500 gli espositori, inclusi comuni, associazioni di categoria e aziende dei vari segmenti, su 16mila metri quadrati di area espositiva, la partecipazione di 80 buyer nazionali e internazionali, più di 100 eventi e 400 relatori hanno animato tre giorni intensi di incontri, approfondimenti e opportunità di business che hanno visto 49.950 ingressi alla Fiera del Levante di Bari, con numeri in leggero aumento rispetto al 2024.
Il tema di questa edizione, 'Il viaggio nel viaggio', ha riscosso grande interesse, portando alla luce nuove prospettive sul concetto stesso di viaggio e sulle trasformazioni che stanno investendo il settore. Mary Rossi, responsabile eventi Btm, ha sottolineato il valore di questa riflessione: "Da Btm 2025 ci portiamo a casa tante interessanti riflessioni. Uno degli aspetti chiave che volevamo far emergere con il tema 'Il viaggio nel viaggio' è il percorso verso la destinazione scelta, perché crediamo che sia proprio il cammino a generare emozioni, sensazioni e pensieri che ci fanno crescere. Abbiamo affrontato il tema in molteplici declinazioni, spingendoci anche oltre i confini terrestri con il turismo spaziale. Btm è stata un’occasione di confronto che ha arricchito operatori e professionisti con nuovi strumenti da applicare nel loro lavoro".
L’edizione 2025 ha messo al centro argomenti chiave come digitalizzazione, sostenibilità, intelligenza artificiale, turismo esperienziale, extralberghiero e wedding tourism. Tra i momenti più apprezzati, i panel su smart destination, big data per il turismo, nuove strategie di marketing e il ruolo della narrazione nella scelta delle destinazioni. Numerosi gli interventi istituzionali e dei principali protagonisti del settore. Il ministro del Turismo, Daniela Santanché, ha aperto la manifestazione con un intervento in streaming sulle strategie nazionali per la crescita del turismo, sottolineando l’importanza dell’innovazione e della sostenibilità per il futuro del settore. Tra i tanti interventi, l’onorevole Gianluca Caramanna, il senatore Gianmarco Centinaio, la presidente di Federturismo Confindustria, Marina Lalli, Alessandro Callari, Regional Manager di Booking.com, Antonio Laveneziana,Territory Manager Italy di Airbnb, Valentina Sumini, Architetta dello spazio e Roberta Milano, marketing strategist.
Tra le novità più apprezzate di questa edizione, il focus sul turismo extralberghiero, che ha visto una grande partecipazione da parte di operatori e property manager, e il T-Trade, ampliato con un’area business dedicata al turismo organizzato e alle destinazioni internazionali che ha visto ampia vivacità durante i tre giorni grazie alla presenza di espositori di spicco come Msc Crociere, Azemar, Croazia, Malta, Polonia, Seychelles, Visit Brussels e Repubblica Ceca. Confermata l’ottima accoglienza per le sezioni Btm Gusto, che ha valorizzato il turismo enogastronomico, e Btm Say Yes, dedicato al wedding tourism, con un proprio programma buyer. Grande fermento anche per l’Apulia Tourism Investment, che ha ospitato il Forum della Tornanza, un momento di confronto sulle nuove opportunità di investimento e sviluppo per il turismo in Puglia.
Nevio D’Arpa, Ceo & founder di Btm, ha espresso soddisfazione per il successo dell’evento e ha voluto ringraziare le istituzioni: "Un plauso particolare va all’assessore al Turismo, Gianfranco Lopane, per il supporto che ha dato alla manifestazione e per la visione strategica sul futuro del turismo in Puglia. La differenza che rende Btm unica è il nostro investimento nei contenuti: qui non ci limitiamo a mettere in mostra prodotti e destinazioni, ma costruiamo un dibattito di qualità che aiuta gli operatori a comprendere e anticipare i cambiamenti del settore. Il Comitato scientifico di Btm ha lavorato con grande attenzione per costruire un programma ricco di spunti e soluzioni. I numeri ci vedono in una leggera ma costante crescita, segno che il format funziona e che BtmM continua a rappresentare un punto di riferimento per il turismo del Sud Italia".
Gaetano Frulli, presidente della Fiera del Levante, ha sottolineato il valore strategico dell’evento: "La grande partecipazione e l’alta qualità degli operatori presenti hanno ribadito l’importanza di questa manifestazione".
L’assessore al turismo di Regione Puglia, Gianfranco Lopane, ha aggiunto: “I progressi fatti da Btm negli anni sono sotto gli occhi di tutti, già oggi è uno dei più importanti eventi fieristici del turismo e ci auguriamo che questa crescita prosegua in futuro per il bene del turismo e della Puglia”
Luca Scandale, direttore generale di Pugliapromozione, ha evidenziato il valore della collaborazione tra pubblico e privato per lo sviluppo turistico della regione: "La proficua sinergia tra gli operatori del turismo realizzata a Btm, in collaborazione con il Buy Puglia Meet & Connect a cura di Pugliapromozione, rappresenta una solida base per la crescita qualitativa del turismo in Puglia. E per questo motivo la collaborazione tra pubblico e privato resta essenziale".
Dopo il successo di questa edizione, l’organizzazione di Btm è già al lavoro per l’edizione 2026, con l’obiettivo di ampliare ulteriormente l’evento e offrire nuovi spunti di riflessione sul turismo del futuro.
Roma, 28 feb. (Adnkronos) - “Nello studio ovale è andata in scena la rappresentazione plastica del bullismo diplomatico con cui la nuova amministrazione americana intenderebbe governare il mondo. Trump bullizza e umilia Zelensky e attraverso di lui il popolo ucraino che da tre anni resiste alla violenta aggressione russa, difendendo i confini e con essi i valori dell’Europa. Cosa ne pensa Meloni dell’atteggiamento indegno del suo amico Trump verso Zelensky? La premier condannerà l’atteggiamento del presidente americano o fuggirà anche stavolta facendo finta di nulla?”. Lo afferma il segretario di Più Europa Riccardo Magi.
Roma, 28 feb. (Adnkronos) - "Bulli che aggrediscono nello studio ovale, davanti alla stampa, un leader coraggioso che guida un popolo che difende la sua libertà dall’aggressione di un dittatore assassino. A questo sono ridotti gli Usa oggi. I leader europei dovrebbero mostrare meno compiacenza e più forza. I bulli si affrontano così. #StandWithUkraine oggi e sempre". Lo scrive Carlo Calenda.
Roma, 28 feb. (Adnkronos) - La proposta è stata lanciata da Michele Serra su Repubblica. "Una piazza per l'Europa". Senza bandiere di partito, solo il "blu monocromo della piazza europeista". Per la libertà e l'unità dell'Ue, sotto attacco come mai prima d'ora. "Qualcosa che dica, con la sintesi a volte implacabile degli slogan: 'qui o si fa l’Europa o si muore'", scrive Serra. La possibile data e il luogo li ha suggeriti Ivan Scalfarotto di Iv, il primo tra i politici stamattina ad aderire: "Facciamola a Milano, presto, il 15 marzo. Tutti in piazza per l’Europa". Da lì in poi le adesioni "al sassolino lanciato nello stagno", come lo ha definito Serra, si sono moltiplicate.
A partire da Italia Viva e poi Azione e Più Europa. Mezzo Pd ha mandato via social dichiarazioni a sostegno dell'iniziativa e domani ne parlerà Elly Schlein su Repubblica. Anche Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni accolgono l'appello per la piazza. Ci tengono però, in un momento in cui si parla di riarmo europeo, a rimarcare la posizione: no a spendere in armi, sì alla spesa sociale. Chi resta defilato per ora è Giuseppe Conte oggi impegnato nel lancio della manifestazione M5S del 5 aprile. "Non ci confondiamo con le piazze, io ho parlato della nostra", ha risposto il leader pentastellato interpellato dai cronisti.
"Noi ci siamo: gli Stati Uniti d’Europa sono un sogno, ma l’Europa unita e forte è una necessità", twitta di buon mattino Matteo Renzi. Poi Carlo Calenda: "Aderiamo con convinzione all'appello lanciato da Michele Serra per una piazza che celebri il significato profondo dell'essere europei. Ci saremo. Oggi più che mai. Senza simboli di partito ma uniti, insieme, per ribadire e difendere i nostri valori". Riccardo Magi di Più Europa aderisce e lancia una possibile data alternativa: "Una grande piazza che potrebbe essere organizzata il 25 di marzo, giorno in cui si celebra la firma del Trattato di Roma".
Nel Pd le adesioni arrivano man mano allo spicciolata. Molte dall'area riformista dem con Piero De Luca, Simona Malpezzi, Piero Fassino, Lia Quartapelle, tra gli altri. Quindi Stefano Bonaccini: "Con tutto quello che sta accadendo nel mondo, in Occidente in particolare: se non ora, quando?". Aderiscono anche Matteo Ricci, Sandra Zampa, Gianni Cuperlo che scrive: "Caro Michele, fissa giorno, ora, piazza e città. Io, come tante e tanti, ci sarò". Poi arriva anche il post del capodelegazione del Pd in Europa, Nicola Zingaretti: "Ottima idea una piazza per rilanciare un’Europa più forte e unita. Incontrarsi sotto tante bandiere europee per costruire il futuro. Noi ci siamo".
Ne parla anche l'ex-commissario Ue, Paolo Gentiloni, intervenendo alla scuole di politiche per amministratori di Dario Nardella: "Ho visto l’appello di Michele Serra a fare una manifestazione tutti insieme, senza bandiere, ecco penso che anche questo è un regalo del nuovo presidente degli Stati Uniti".
Accolgono l'appello anche Bonelli e Fratoianni puntualizzando la loro posizione sull'Ue. Scrive Bonelli: "Certamente con alcuni avremo visioni diverse su quale Europa vogliamo, ma la nostra è un’Europa che costruisce la pace, non lavora per il riarmo e sceglie la via del dialogo e della diplomazia e si batte per politiche che contrastino la crisi climatica". Considerazioni simili a quelle di Fratoianni: "Giustissimo dire 'o si fa l'Europa o si muore'. Ma perchè l'Europa si faccia, e si salvi, ha bisogno di capire quale è la sua prospettiva che per noi non può che essere quella di un'Europa di pace e non quella di scorporare dal patto di stabilità le spese per il riarmo, ma che lo si faccia semmai per la spesa sociale. Se dovesse continuare a ripetere gli errori che oggi la rendono così fragile, l'Europa non solo non si farà, ma rischia di non farcela".
Roma, 28 feb. (Adnkronos/Labitalia) - Nelle scorse settimane si è tenuto il secondo Congresso confederale di Cne e Federimprese Europa alla presenza di Enti, istituzioni e organizzazioni sindacali facenti parte del circuito confederale e non. Il presidente nazionale, Mary Modaffari, confermata alla guida della Confederazione, ha esposto le linee guida programmatiche confederative delle due realtà che in poco tempo hanno raccolto una consenso importante nel mondo sindacale datoriale.
"L’attuale fase storica è segnata dallo sviluppo di tecnologie incredibilmente innovative, che mutano le modalità produttive. Altresì l’apertura dei mercati e l’ascesa di importanti realtà economiche extra-occidentali stanno spostando il baricentro del mondo. Pure in Occidente assistiamo alla crisi delle logiche istituzionali che hanno caratterizzato la scena pubblica dopo la fine della Seconda guerra mondiale. La Cne imprese si inserisce entro questo quadro, dato che, da realtà giovane e innovativa quale siamo, ci candidiamo a interpretare con decisione le forze produttive del Paese, che intendiamo difendere e far crescere. Vogliamo condividere i nostri progetti con tutte le istituzioni pubbliche e private, con le altre realtà associative degli imprenditori e dei lavoratori, con il mondo dell’informazione e della cultura. Tutto ciò per costruire un’Italia più libera e forte, meglio in grado di rispondere alle sfide del presente", ha detto nel suo discorso di apertura congressuale la presidente Modaffari.
"Vogliamo individuare, con l’aiuto di tutti, soluzioni condivise che sappiano affrontare i problemi strutturali. Le nostre imprese sono tra le migliori al mondo e i nostri lavoratori non hanno eguali. Le une e gli altri, però, potranno esprimersi al meglio se la politica farà la sua parte: ciò che raramente è avvenuto in passato. Abbiamo allora il compito di costruire, insieme, un quadro di stabilità che sia capace di favorire progetti e investimenti di lungo periodo. Noi siamo un’associazione di associazioni e di Federazioni: siamo una Confederazione e questo è uno dei nostri punti di forza in quanto ogni realtà associata nel contesto confederale porta le proprie esperienze in diversi settori integrandosi le une sulle altre. Un sistema nuovo di associazionismo che vede un solo corpo con tanti parti imprenditoriali. Il nostro obiettivo è contribuire al rinnovamento della società italiana e cercheremo di farlo dialogando con le altre realtà associative e con il governo", ha concluso.
Roma, 28 feb. (Adnkronos) - "Non levatemi i miei sogni", cantava Vincenzo Capua nel brano autobiografico 'Faccio il cantautore' che dava il titolo al suo album uscito l'anno scorso. E adesso quella stessa passione lo porterà sabato 8 marzo sul palco della finale del San Marino Song Contest, il concorso che incoronerà l'artista che rappresenterà la Repubblica del Titano all'Eurovision Song Contest. Capua, entrato tra i 20 finalisti, presenta al concorso di San Marino il brano inedito 'Sei sempre tu'. Una scelta coraggiosa, visto che il concorso permette di presentare anche brani già pubblicati, purché usciti non prima di settembre 2024. "Certo, ci sono brani già noti, quello di Gabry Ponte poi è già un tormentone. E questo probabilmente è un bene per lui perché è già nelle orecchie e nel cuore del pubblico e della giuria. Però è previsto dal regolamento che si possano portare anche brani già editi, quindi è stata una mia precisa scelta presentarmi con un inedito. Ho voluto lavorare a questo pezzo come fosse per Sanremo. Mi piace che questa canzone venga scoperta per l'occasione: sarà più complicato ma anche più emozionante", dice Capua, classe 1989, in un'intervista all'Adnkronos.
Il brano che l'artista romano, noto anche come conduttore radiofonico e per le sue partecipazioni a Castrocaro, all'Edicola Fiore e a 'L'anno che verrà', presenterà sul palco del Teatro Nuovo di Dogana "è una canzone che ho scritto recentemente ed è molto autobiografica - spiega Capua - un brano che parla di amore e di forza interiore, della lotta costante che ognuno affronta con i propri demoni interiori e che in qualche modo si vince quando si ha accanto una persona che ti ama, ti supporta e a volte ti sopporta". 'Sei sempre tu', che uscirà solo il giorno prima della finale, il 7 marzo, è prodotto dall'etichetta della Nazionale italiana cantanti ("voglio ringraziare la Nazionale di cui faccio parte perché ha prodotto già il mio album e continua a produrre le mie canzoni", dice) ed è dedicato idealmente alla compagna dell'artista: "Alla mia compagna Claudia - spiega - con cui convivo da tanti anni. Lei è la mia musa ispiratrice. Abbiamo una bellissima famiglia allargata composta anche dai nostri figli, avuti da precedenti relazioni. Mia figlia Giorgia, già molto appassionata di musica, e Gaia e Diego". Per Capua, 'Sei sempre tu' è "il primo singolo del nuovo album che spero di far uscire entro la fine di quest'anno", sottolinea. Mentre si dice contento di ritrovare a San Marino anche Pierdavide Carone (in gara con il brano 'Mi vuoi sposare?', ndr.) con il quale ha duettato in 'Ci credi ancora', uno dei brani dell'album 'Faccio il cantautore' uscito l'anno scorso.
Un album la cui title-track era dedicata proprio alla vita non sempre facile di chi vuol fare il cantautore: "Ho voluto scrivere quella canzone proprio per chi come me deve scontrarsi ogni giorno con gli alti e bassi di questo mestiere, che spesso non viene riconosciuto perché appunto è considerato poco sicuro e instabile, rispetto al mito del posto fisso che Checco Zalone ha raccontato tanto bene. Ma forse qualcosa sta cambiando se anche a Sanremo c'è stato un grande ritorno di cantautori, che hanno ottenuto risultati importanti. Questa edizione è stata un po' la rivincita dei cantautori", rimarca.
Quanto ai pronostici su San Marino, il commento di Capua è all'insegna del fair play: "Ci sono tanti artisti importanti che hanno molte più possibilità di me di vincere. Per me la vittoria è essere lì in finale a presentare la mia musica. Poi può succedere di tutto. Ma quello che voglio è dare il massimo e fare bene la mia performance", conclude. (di Antonella Nesi)
Roma, 28 feb. (Adnkronos) - "Penso che dire oggi 'o si fa l'Europa o si muore', sia assolutamente giusto e condivisibile. Lo diciamo da tempo. E a maggior ragione oggi di fronte all'aggressione di Trump e delle destre nazionaliste sostenute da autocrati come Putin e lo stesso presidente Usa". Nicola Fratoianni risponde così interpellato dall'Adnkronos sulla proposta di una piazza per l'Europa lanciata da Michele Serra su Repubblica.
"Ma perchè l'Europa si faccia, e si salvi, ha bisogno di capire quale è la sua prospettiva che per noi non può che essere quella di un'Europa di pace e non quella di scorporare dal patto di stabilità, le spese per il riarmo, ma che lo faccia semmai per la spesa sociale, per politiche industriali che vadano verso la transizione verde".
"Se dovesse continuare a ripetere gli errori che oggi la rendono così fragile, l'Europa non solo non si farà, ma rischia di non farcela. Occorre avere chiara questa prospettiva. Detto questo bene l'appello di Michele Serra ma non basta evocazioni, servono scelte politiche".