Fili elettrici scoperti, discariche a cielo aperto e cataste di rifiuti non raccolti: per questo motivo il campo nomadi di Palermo è stato posto sotto sequestro dal Tribunale del capoluogo siciliano che giudica “grave” la situazione di pericolo per le venti famiglie che ci abitano, con rischi di inquinamento sia dell’aria che del terreno. Il sequestro è stato notificato al capo dei vigili urbani, in quanto custode del campo, e al sindaco Leoluca Orlando, considerato proprietario dell’area. Il provvedimento, che non è ancora stato eseguito, implicherebbe lo sgombero fino al ripristino delle condizioni di sicurezza. L’indagine, aperta dal pm Piero Padova e coordinata dal procuratore Francesco Lo Voi, nasce da un primo sequestro d’urgenza chiesto un anno e mezzo fa dai vigili urbani che, però, non fu convalidato perché non vennero identificati con chiarezza i reati commessi. Da allora niente è stato fatto in concreto per risolvere il problema.

Ora i magistrati palermitani, oltre alla discarica abusiva, ipotizzano il reato di omissione di atti d’ufficio, rivolta proprio a chi avrebbe dovuto sanare la situazione di rischio: gli allacci alla luce, ad esempio, per cui il Comune si è limitato a fornire la centralina, sono realizzati in modo artigianale con il rischio costante di folgorazione. Nessuno raccoglie la spazzatura e in diverse discariche abusive confluiscono rifiuti umani e animali. Il fascicolo è ancora a carico di ignoti, ma sotto inchiesta potrebbero finire presto i funzionari del Comune che, pur essendo a conoscenza della “gravissima situazione di pericolo” vissuta dagli occupanti dell’area, sono rimasti inerti a giudizio della magistratura.

Nel testo del provvedimento viene anche ricostruita la storia del  campo sequestrato, nato nei primi Anni Novanta, quando un gruppo di cittadini rom della ex Jugoslavia fuggiti dal conflitto del Kosovo, si sono stabiliti a Palermo, prima nel quartiere Zen e poi definitivamente alla Favorita. “Questo provvedimento è la conferma della necessità e urgenza di dare attuazione al progetto, che è già inserito e finanziato con il Pon Metro, per la definitiva dismissione del campo, attraverso la ricollocazione dei suoi attuali abitanti e l’intensificazione dei percorsi di integrazione”, commentano il sindaco Orlando e l’assessore Giuseppe Mattina, che ricordano come l’abbandono del campo sia “un obiettivo che la stessa comunità rom di Palermo si è dato, come confermato anche recentemente negli incontri avuti con l’amministrazione comunale”.

Il progetto a cui fanno riferimento, con uno stanziamento di 900mila euro, prevede, per coloro che lasceranno il campo, un “percorso di accompagnamento alla casa, pensato in relazione al numero di componenti del nucleo e ai soggetti interessati e alla complessità e gravità della situazione sociale”. Per quanto riguarda i minori, dal Comune ricordano che nei giorni scorsi è partito il progetto per “l’inclusione dei bambini Rom, Sinti e Camminanti, finanziato in parte con fondi comunali e in parte con fondi del Pon inclusione“.

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