Colto da aneurisma cerebrale, ambulanza in ritardo e tac dell’ospedale di Termoli fuori uso: è morto Michele Cesaride, il 47 di Larino, la cui storia ieri ha costretto il ministro della Saluta Giulia Grillo ad inviare a Termoli gli ispettori per capire cosa fosse effettivamente accaduto all’ospedale del San Timoteo. Qui, infatti, era stato trasportato il 47enne, che però non ha potuto usufruire della Tac perché l’apparecchio era in manutenzione programmata e che già era arrivato troppo tardi in ospedale perché l’ambulanza era impegnata in un altro intervento. Una combinazione di disservizi che alla fine ha costretto il personale medico a trasportare Cesaride all’ospedale di San Giovanni Rotondo (Foggia), dove l’uomo è arrivato in coma e oggi è morto.

I vertici dell’azienda sanitaria molisana ieri hanno condotto una verifica sull’operato del personale in servizio al San Timoteo per capire meglio le dinamiche degli eventi. Il direttore amministrativo della struttura, Antonio Forciniti, ha dichiarato che è stato fatto tutto quello che c’era da fare. La vicenda, tuttavia, ha avuto clamore mediatico a livello nazionale ma anche locale, con l’Ordine dei Medici di Isernia a chiedere maggiore chiarezza su quanto avvenuto. “Lo abbiamo detto in tempi non sospetti – si legge in un documento reso pubblico – così non va. Non si possono chiudere i punti di primo intervento di Venafro (Isernia) e Larino senza mettere in campo valide alternative per far fronte alle urgenze, chi decide le sorti della sanità molisana si faccia un esame di coscienza. E si impegni a restituire ai molisani una sanità degna di questo nome”.

Dopo l’invio degli ispettori, sul caso ha detto nuovamente la sua anche la ministra della Salute Giulia Grillo: “Mi sento di dire alla famiglia che siamo vicini come Governo, io come persona, perché so benissimo cosa si passa in questi frangenti e quindi faremo di tutto per fare luce su questa situazione che mi sembra abbia dei profili abbastanza gravi – ha detto la ministra – Ho sentito dire anche in diversi tg che non sarebbe cambiato comunque il quadro clinico e quindi sarebbe praticamente deceduto lo stesso il paziente. Inviterei a un po’ di cautela nel fare queste affermazioni – ha aggiunto – Immagino ci sarà un’indagine dell’autorità giudiziaria che stabilirà eventualmente le cause del decesso, noi abbiamo mandato i nostri ispettori per fare chiarezza sull’aspetto gestionale e organizzativo”. La famiglia, nel frattempo, ha autorizzato l’espianto degli organi che verrà effettuato nelle prossime ore.

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