Cosa muove miliardi di euro in Grecia da maggio a ottobre? Il turismo. Ecco a dove partire per farsi qualche domanda sui roghi che stanno devastando la marina ateniese provocando oltre 70 morti. Anno 2007. La Grecia era ancora inebriata dai fasti delle Olimpiadi 2004, organizzate alla perfezione ma costate tre volte più del previsto anche per via di tangenti, il caso Siemens-Ote e i mille rivoli della politica che è stata parte del buco finanziario. In quell’estate torrida decine di incendi che imperversarono per 12 giorni (con annessa crisi politica) fecero 77 vittime. Ben 2.500 i chilometri quadrati di boschi andati in fumo, tra l’Attica, il Peloponneso meridionale e l’isola di Eubea, luogo caro tra gli altri anche a Lady Diana, che la aveva eletta a meta del suo viaggio di nozze con il Principe Carlo.
Oggi in quei lembi di terra non c’è più cenere, ma cemento. Pentelis fu bersaglio del dolo nel 2007 e lo è stato anche lunedì. Nelle prime ore del 16 agosto 2007 fiamme e fumo denso erano i padroni nella zona di Rachi Dioniso. Il fuoco fu appiccato da quattro fronti diversi, bruciando boschi, terreni agricoli, case e cottage lungo l’asse che porta fino a Ntrafi. Uno dei fronti di fiamme scese nel comune di Melissia, dove furono bruciate altre piccole aree forestali.
Laconia, Mani e Tripoli sono tre perle del Peloponneso, dove Umberto Eco non mancava ogni anno. Si dice sia l’unico pezzetto di Grecia sopravvissuto dalla dominazione ottomana di 300 anni. Dopo i roghi del 2007 hanno avuto un nuovo sviluppo turistico, con strutture e resort anche di notevole pregio. Non certo 5 stelle plus come il Navarino, reso famoso dalla vacanza di Cristiano Ronaldo, ma comunque alla moda.
Nella zona di Faneromeni, sull’isola di Salamina, le fiamme distrussero case e automobili così come a Lagonissi, chiamata la Costa Azzurra ellenica, passando per Achaia, Patrasso, Ritsona, Kefalovriso, fino all’Epiro dove scoppiarono in totale 15 incendi nella prefettura di Ioannina. Tutti siti dove negli ultimi due lustri si sono moltiplicate le strutture ricettive per far fronte alla massa di presenze di vacanzieri: lo scorso anno si è toccato il record dei 20 milioni di visitatori, quest’anno si punta a 24, anche grazie ai nuovi vettori che garantiscono voli low cost praticamente da tutte le capitali europee e anche da Pechino.
Sì Pechino: lì ecco le mire del gruppo Fosun (proprietario tra l’altro del Club Mediterranee) che ha deciso di decuplicare i turisti cinesi in Grecia nel prossimo triennio (nel 2017 sono stati “solo” 100mila, si punta al milione). Il volo diretto Atene-Pechino c’è già, al pari della partnership commerciale dopo che Cosco China ha privatizzato l’hub containers del Pireo.
Salendo a nord verso l’oracolo di Delfi ecco un nuovo progetto milionario, il mega resort da 10mila posti letto Atalanti-Hills che sorgerà a due passi dalle Termopili dove Leonida e i 300 fermarono i persiani di Serse. Investimento da 1,5 miliardi a cura del gruppo Lokron Real Estate Grecia che è amministrato (da sede londinese) una vecchia conoscenza della politica greca: la signora Brigitta Papastravrou, madre di Stavros Papastravrou, ex braccio destro dell’ex premier conservatore Antonis Samaras coinvolto in tutti gli scandali ellenici dell’ultimo decennio: come i fondi dei giovani del PPE, la Lista Lagarde, il caso Novartis dei farmaci, il caso Siemens con le tangenti per le Olimpiadi.
Da oggi in Grecia circola ufficialmente anche l’ipotesi del dolo ma nei fatti è il segreto di Pulcinella. Da 30 anni ogni estate bruciano boschi su terraferma e isole, che poi dopo 6 mesi vengono per magia tramutati in resort e bed and breakfast. Questa volta però è diverso, perché le 47 detonazioni simultanee non sono da riferirsi al singolo piromane o a pochi ceffi che fanno gli interessi dell’investitore di turno: secondo fonti militari, potrebbero essere figlie di una mano tecnologica organizzata che si dice possa usare mini mine da far esplodere con timer agganciato ad un semplice cellulare. E hanno scelto questi giorni perché il famoso vento greco meltemi spira proprio a dovere.
twitter: @FDepalo
Mondo
Incendi Grecia, resort e cemento dopo le fiamme: il precedente del 2007 tra l’Attica e il Peloponneso
La Grecia era ancora inebriata dai fasti delle Olimpiadi 2004, in quell'estate torrida decine di incendi che imperversarono per 12 giorni (con annessa crisi politica) fecero 77 vittime. Ben 2.500 i chilometri quadrati di boschi andati in fumo, tra l'Attica, il Peloponneso meridionale e l'isola di Eubea. Oggi in quei lembi di terra non c'è più cenere, ma cemento
Cosa muove miliardi di euro in Grecia da maggio a ottobre? Il turismo. Ecco a dove partire per farsi qualche domanda sui roghi che stanno devastando la marina ateniese provocando oltre 70 morti. Anno 2007. La Grecia era ancora inebriata dai fasti delle Olimpiadi 2004, organizzate alla perfezione ma costate tre volte più del previsto anche per via di tangenti, il caso Siemens-Ote e i mille rivoli della politica che è stata parte del buco finanziario. In quell’estate torrida decine di incendi che imperversarono per 12 giorni (con annessa crisi politica) fecero 77 vittime. Ben 2.500 i chilometri quadrati di boschi andati in fumo, tra l’Attica, il Peloponneso meridionale e l’isola di Eubea, luogo caro tra gli altri anche a Lady Diana, che la aveva eletta a meta del suo viaggio di nozze con il Principe Carlo.
Oggi in quei lembi di terra non c’è più cenere, ma cemento. Pentelis fu bersaglio del dolo nel 2007 e lo è stato anche lunedì. Nelle prime ore del 16 agosto 2007 fiamme e fumo denso erano i padroni nella zona di Rachi Dioniso. Il fuoco fu appiccato da quattro fronti diversi, bruciando boschi, terreni agricoli, case e cottage lungo l’asse che porta fino a Ntrafi. Uno dei fronti di fiamme scese nel comune di Melissia, dove furono bruciate altre piccole aree forestali.
Laconia, Mani e Tripoli sono tre perle del Peloponneso, dove Umberto Eco non mancava ogni anno. Si dice sia l’unico pezzetto di Grecia sopravvissuto dalla dominazione ottomana di 300 anni. Dopo i roghi del 2007 hanno avuto un nuovo sviluppo turistico, con strutture e resort anche di notevole pregio. Non certo 5 stelle plus come il Navarino, reso famoso dalla vacanza di Cristiano Ronaldo, ma comunque alla moda.
Nella zona di Faneromeni, sull’isola di Salamina, le fiamme distrussero case e automobili così come a Lagonissi, chiamata la Costa Azzurra ellenica, passando per Achaia, Patrasso, Ritsona, Kefalovriso, fino all’Epiro dove scoppiarono in totale 15 incendi nella prefettura di Ioannina. Tutti siti dove negli ultimi due lustri si sono moltiplicate le strutture ricettive per far fronte alla massa di presenze di vacanzieri: lo scorso anno si è toccato il record dei 20 milioni di visitatori, quest’anno si punta a 24, anche grazie ai nuovi vettori che garantiscono voli low cost praticamente da tutte le capitali europee e anche da Pechino.
Sì Pechino: lì ecco le mire del gruppo Fosun (proprietario tra l’altro del Club Mediterranee) che ha deciso di decuplicare i turisti cinesi in Grecia nel prossimo triennio (nel 2017 sono stati “solo” 100mila, si punta al milione). Il volo diretto Atene-Pechino c’è già, al pari della partnership commerciale dopo che Cosco China ha privatizzato l’hub containers del Pireo.
Salendo a nord verso l’oracolo di Delfi ecco un nuovo progetto milionario, il mega resort da 10mila posti letto Atalanti-Hills che sorgerà a due passi dalle Termopili dove Leonida e i 300 fermarono i persiani di Serse. Investimento da 1,5 miliardi a cura del gruppo Lokron Real Estate Grecia che è amministrato (da sede londinese) una vecchia conoscenza della politica greca: la signora Brigitta Papastravrou, madre di Stavros Papastravrou, ex braccio destro dell’ex premier conservatore Antonis Samaras coinvolto in tutti gli scandali ellenici dell’ultimo decennio: come i fondi dei giovani del PPE, la Lista Lagarde, il caso Novartis dei farmaci, il caso Siemens con le tangenti per le Olimpiadi.
Da oggi in Grecia circola ufficialmente anche l’ipotesi del dolo ma nei fatti è il segreto di Pulcinella. Da 30 anni ogni estate bruciano boschi su terraferma e isole, che poi dopo 6 mesi vengono per magia tramutati in resort e bed and breakfast. Questa volta però è diverso, perché le 47 detonazioni simultanee non sono da riferirsi al singolo piromane o a pochi ceffi che fanno gli interessi dell’investitore di turno: secondo fonti militari, potrebbero essere figlie di una mano tecnologica organizzata che si dice possa usare mini mine da far esplodere con timer agganciato ad un semplice cellulare. E hanno scelto questi giorni perché il famoso vento greco meltemi spira proprio a dovere.
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La corsa militare dell’Europa innesca una ondata di vendite sui debiti dei Paesi: su gli interessi
(Adnkronos) - Stefano Conti è un uomo libero. L'Adnkronos può rivelare che al processo a Panama City sono cadute tutte le accuse. Raggiunto al telefono, Andrea Di Giuseppe, il parlamentare di Fratelli d'Italia eletto nella Circoscrizione Centro e Nord America, festeggia il risultato raggiunto dopo oltre due anni: "Dieci minuti fa ho parlato con il padre, si è commosso alla notizia che Stefano era finalmente stato prosciolto. Ha passato oltre 400 giorni in una delle peggiori galere del mondo, un luogo che non si riesce neanche a immaginare, e senza nessuna condanna, ma solo per una carcerazione preventiva in attesa di un processo che sembrava non arrivare mai. Ma insieme alla Farnesina e all'ambasciata, ho fatto di tutto per fargli ridurre la misura cautelare e farlo stare in una condizione meno disumana. L'anno scorso siamo riusciti a fargli avere i domiciliari, oggi la notizia più bella. Una grande vittoria per il nostro Paese".
Stefano Conti è un trader brianzolo di 40 anni, che per oltre due anni è stato accusato di tratta di esseri umani a scopo sessuale. Rischiava una condanna fino a 30 anni di reclusione, nonostante le presunte vittime avessero ritrattato le accuse, sostenendo di aver subito pressioni dalla polizia panamense.
Conti ha anche pubblicato un libro intitolato 'Ora parlo io: 423 giorni nell'inferno di Panama', in cui racconta la sua esperienza nel carcere panamense e ribadisce la sua innocenza. Il libro è uscito a dicembre scorso, in attesa dell'inizio del processo.
Andrea Di Giuseppe ha partecipato alle udienze preliminari, "non per influire sul merito della vicenda", spiega all'Adnkronos, ma per fargli avere il giusto processo che qualunque essere umano merita. Ho coinvolto la comunità italiana, ho parlato con i politici panamensi, sono stato accanto a lui davanti al giudice, per far capire al sistema giudiziario che quell'uomo non era solo, ma aveva accanto a sé il suo Paese”.
Conti "rimarrà ancora a Panama fino al 4 aprile, per motivi burocratici, ma appena avrà tutti i documenti in ordine potrà tornare in Italia", aggiunge il deputato italiano. Che non ha finito quella che è diventata una sorta di missione. "Dopo aver aiutato a liberare i due italiani in Venezuela, e dopo il più famoso caso di Chico Forti, il prossimo per cui mi impegnerò è l'ingegner Maurizio Cocco, rinchiuso in Costa d’Avorio da oltre due anni. Ne sentirete parlare presto". Sì perché gli italiani rinchiusi all'estero sono circa duemila, "e molti di questi sono in stato di carcerazione preventiva. Dei conti di Montecristo dimenticati da tutti. Ma ora il nostro governo, grazie anche all'azione dei sottosegretari agli Esteri Silli e Cirielli, e ovviamente all'attivismo della premier Meloni, sta finalmente affrontando questi casi. Non sono più dei fantasmi, ma dei nostri connazionali che devono poter avere tutta l'assistenza legale, politica e umana che possiamo dargli. È solo l'inizio. L'Italia sta contando e pesando di più nel mondo", conclude Di Giuseppe. (Di Giorgio Rutelli)
(Adnkronos) - Stefano Conti è un uomo libero. L'Adnkronos può rivelare che al processo a Panama City sono cadute tutte le accuse. Raggiunto al telefono, Andrea Di Giuseppe, il parlamentare di Fratelli d'Italia eletto nella Circoscrizione Centro e Nord America, festeggia il risultato raggiunto dopo oltre due anni: "Dieci minuti fa ho parlato con il padre, si è commosso alla notizia che Stefano era finalmente stato prosciolto. Ha passato oltre 400 giorni in una delle peggiori galere del mondo, un luogo che non si riesce neanche a immaginare, e senza nessuna condanna, ma solo per una carcerazione preventiva in attesa di un processo che sembrava non arrivare mai. Ma insieme alla Farnesina e all'ambasciata, ho fatto di tutto per fargli ridurre la misura cautelare e farlo stare in una condizione meno disumana. L'anno scorso siamo riusciti a fargli avere i domiciliari, oggi la notizia più bella. Una grande vittoria per il nostro Paese".
Stefano Conti è un trader brianzolo di 40 anni, che per oltre due anni è stato accusato di tratta di esseri umani a scopo sessuale. Rischiava una condanna fino a 30 anni di reclusione, nonostante le presunte vittime avessero ritrattato le accuse, sostenendo di aver subito pressioni dalla polizia panamense.
Conti ha anche pubblicato un libro intitolato 'Ora parlo io: 423 giorni nell'inferno di Panama', in cui racconta la sua esperienza nel carcere panamense e ribadisce la sua innocenza. Il libro è uscito a dicembre scorso, in attesa dell'inizio del processo.
Andrea Di Giuseppe ha partecipato alle udienze preliminari, "non per influire sul merito della vicenda", spiega all'Adnkronos, ma per fargli avere il giusto processo che qualunque essere umano merita. Ho coinvolto la comunità italiana, ho parlato con i politici panamensi, sono stato accanto a lui davanti al giudice, per far capire al sistema giudiziario che quell'uomo non era solo, ma aveva accanto a sé il suo Paese”.
Conti "rimarrà ancora a Panama fino al 4 aprile, per motivi burocratici, ma appena avrà tutti i documenti in ordine potrà tornare in Italia", aggiunge il deputato italiano. Che non ha finito quella che è diventata una sorta di missione. "Dopo aver aiutato a liberare i due italiani in Venezuela, e dopo il più famoso caso di Chico Forti, il prossimo per cui mi impegnerò è l'ingegner Maurizio Cocco, rinchiuso in Costa d’Avorio da oltre due anni. Ne sentirete parlare presto". Sì perché gli italiani rinchiusi all'estero sono circa duemila, "e molti di questi sono in stato di carcerazione preventiva. Dei conti di Montecristo dimenticati da tutti. Ma ora il nostro governo, grazie anche all'azione dei sottosegretari agli Esteri Silli e Cirielli, e ovviamente all'attivismo della premier Meloni, sta finalmente affrontando questi casi. Non sono più dei fantasmi, ma dei nostri connazionali che devono poter avere tutta l'assistenza legale, politica e umana che possiamo dargli. È solo l'inizio. L'Italia sta contando e pesando di più nel mondo", conclude Di Giuseppe. (Di Giorgio Rutelli)
Roma, 6 mar. (Adnkronos) - "Più che le conclusioni del Consiglio europeo sembrano un bollettino di guerra, con i nostri governanti che, in un clima di ubriacatura collettiva, programmano una spesa straordinaria di miliardi su miliardi per armi, missili e munizioni. E la premier Meloni cosa dice? 'Riarmo non è la parola adatta' per questo piano. Si preoccupa della forma e di come ingannare i cittadini. Ma i cittadini non sono stupidi! Giorgia Meloni come lo vuoi chiamare questo folle programma che, anziché offrire soluzioni ai bisogni concreti di famiglie e imprese, affossa l’Europa della giustizia e della civiltà giuridica per progettare l’Europa della guerra?". Lo scrive Giuseppe Conte sui social.
"I fatti sono chiari: dopo 2 anni e mezzo di spese, disastri e fallimenti in Ucraina anziché chiedere scusa agli italiani, Meloni ha chiesto a Von der Leyen di investire cifre folli in armi e spese militari dopo aver firmato sulla nostra testa a Bruxelles vincoli e tagli sugli investimenti che ci servono davvero su sanità, energia, carovita, industria e lavoro. Potremmo trovarci a spendere oltre 30 miliardi aggiuntivi sulle armi mentre ne mettiamo 3 scarsi sul carobollette".
"Stiamo vivendo pagine davvero buie per l’Europa. I nostri governanti, dopo avere fallito con la strategia dell’escalation militare con la Russia, non hanno la dignità di ravvedersi, anzi rilanciano la propaganda bellica. La conclusione è che il blu di una bandiera di pace scolora nel verde militare. Dai 209 miliardi che noi abbiamo riportato in Italia dall'Europa per aziende, lavoro, infrastrutture, scuole e asili nido, passiamo a montagne di soldi destinati alle armi".
Roma, 6 mar. (Adnkronos) - "Much appreciated". Lo scrive Elon Musk su X commentando un post in cui si riporta la posizione della Lega e di Matteo Salvini sul ddl Spazio e Starlink. Anche il referente in Italia del patron di Tesla, Andrea Stroppa, ringrazia via social Salvini: "Grazie al vice PdC Matteo Salvini per aver preso posizione pubblicamente".
Roma, 6 mar. (Adnkronos) - Gianfranco Librandi, presidente del movimento politico “L’Italia c’è”, ha smentito categoricamente le recenti affermazioni giornalistiche riguardanti una presunta “coalizione di volenterosi” per il finanziamento di Forza Italia. Librandi ha dichiarato: “Sono tutte fantasie del giornalista. Smentisco assolutamente di aver parlato di una coalizione di volenterosi che dovrebbero contribuire al finanziamento del partito”.
Roma, 6 mar. (Adnkronos) - "Il vergognoso oltraggio del Museo della Shoah di Roma è l'ennesimo episodio di un sentimento antisemita che purtroppo sta riaffiorando. È gravissima l'offesa alla comunità ebraica ed è gravissima l'offesa alla centralità della persona umana e all'amicizia tra i popoli. Compito di ognuno deve essere quello di prendere decisamente le distanze da questi vergognosi atti, purtroppo sempre più frequenti in ambienti della sinistra radicale infiltrata da estremisti islamici , che offendono la memoria storica e le vittime della Shoah. Esprimo la mia più sentita solidarietà all'intera Comunità ebraica con l'auspicio che tali autentici delinquenti razzisti antisemiti siano immediatamente assicurati alla giustizia ". Lo ha dichiarato Edmondo Cirielli, Vice Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.
Roma, 6 mar. (Adnkronos) - "Meloni ha perso un'occasione rispetto a due mesi fa quando si diceva che sarà il ponte tra l'America di Trump e l'Europa e invece Trump parla con Macron, con Starmer e lo farà con Merz. Meloni è rimasta un po' spiazzata. Le consiglio di non essere timida in Europa perchè se pensa di sistemare i dazi un tete a tete con Trump, quello la disintegra. Meloni deve stare con l'Europa e Schlein quando le dice di non stare nel mezzo tra America e Europa è perchè nel mezzo c'è l'Oceano e si affoga". Lo dice Matteo Renzi a Diritto e Rovescio su Rete4.