Il remo azzurro vola sulle acque del Strathclyde Country Park di Glasgow. Ai campionati europei la Nazionale di canottaggio raccoglie tre medaglie dalla prima giornata di finali. E in due casi si tratta di oro. In entrambi si tratta della specialità del quattro di coppia, la barca che nella storia ha dato le gioie più grandi all’Italia dei remi (a partire dal celebre trionfo alle Olimpiadi di Sydney nel 2000). La Nazionale infatti mette tutti in fila sia nel settore pesi leggeri (sotto i 72 chili e mezzo) sia in quello degli assoluti.

Tra i quattro “PL” (specialità non olimpica) fin dai primi metri è l’equipaggio guidato dal veterano Catello Amarante (39 anni) e composto da Paolo Di Girolamo, Andrea Micheletti e Matteo Mulas. Quello del quadruplo leggero azzurro è stato un vero e proprio show di tecnica e tattica, con la prua italiana che non ha mai smesso di incrementare secondi di vantaggio sugli avversari più immediati, a partire dalla Repubblica Ceca. Al traguardo i cechi hanno un ritardo di oltre 8″ (un distacco enorme, più di due barche-luce), mentre terza sarà l’Olanda con 9 secondi e mezzo di distacco.

Più complicata la gara del quattro di coppia “pesante” (specialità olimpica) di Filippo Mondelli, Andrea Panizza, Luca Rambaldi e Giacomo Gentili, che ha impiegato la metà dei 2mila metri di gara per scrollarsi di dosso l’Ucraina e la Polonia e, pur rimanendo sempre in testa, ha dovuto rispondere al ritorno violento della Lituania negli ultimi 200 metri. Anche in questo caso gli azzurri hanno abbandonato in anticipo la bagarre per le medaglie, conquistando quella più importante con un vantaggio di un paio di secondi. L’orizzonte, ora, si allunga ai Mondiali e ai Giochi di Tokyo. “Abbiamo disputato una bella gara – commenta Rambaldi, 24enne finanziere delle Fiamme Gialle cresciuto alla Moltrasio di Como – Coraggiosa e impostata con la tattica giusta. Con gli allenamenti che ci attendono potremo andare ancora più veloci, siamo quattro ragazzi dal carattere forte che lavorano assieme per un unico obiettivo”.

La terza medaglia, infine, è un bronzo e quello che più importa è che si tratta di una specialità olimpica nel settore femminile, una boccata d’ossigeno per il movimento del remo.  Il due senza italiano di Sara Bertolasi e Alessandra Patelli, già composto per le Olimpiadi di Rio del 2016 (finì fuori in semifinale), fa sognare per 1600 metri facendo da battistrada con mezza barca sulle avversarie. E’ nel finale che le azzurre soffronto il serrate di Romania e Olanda, entrambe nazionali in cui il settore femminile è tradizionalmente più vivace. “E’ stata una bella gara, sono soddisfatta” dice la Bertolasi, trentenne comasca di grande esperienza, nata alla Lario di cui ora è anche direttore tecnico, ma tesserata come atleta alla Canottieri Milano. “Ci abbiamo provato fin dall’inizio – continua – La barca era agile e siamo state brave a non farci irrigidire dalle onde, a insistere con la nostra cadenza fino alla chiusura della sfida, che è un po’ il nostro punto debole; sapevamo, di contro, che Romania e Olanda ce l’avevano migliore della nostra. Le prime due erano più forti, va bene così”. “Sono davvero contenta – aggiunge la Patelli, 27enne nata alla Sile di Treviso e cresciuta alla Canottieri Padova – Contenta non solo del risultato ma soprattutto perché, nonostante insieme abbiamo già partecipato a un’Olimpiade, possiamo ancora migliorare”.

Nel medagliere parziale l’Italia è seconda dietro alla Romania (3 ori, un argento e un bronzo) e alla Francia (un oro, un argento e un bronzo). Oltre alle medaglie dalle altre barche nelle finali in programma oggi sono arrivati due quarti posti, entrambi in specialità olimpiche: nel quattro senza senior maschile di Matteo Castaldo, Marco Di Costanzo, Giovanni Abagnale e Vincenzo Abbagnale e nel doppio senior femminile di Alessandra Montesano e Valentina Iseppi. Quinto il due senza maschile senior (anche questo presente nel programma olimpico) formato da Domenico Montrone e Matteo Lodo. Domani giornata conclusiva dell’Europeo con l’Italia impegnata in altre sette finali: tra questa c’è anche l’ammiraglia, cioè l’otto. Diretta televisiva su Rai Sport e Rai 2 da mezzogiorno.

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