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Alberto Angela e il rapporto con le ammiratrici sui social: “Sono un naturalista, le osservo e basta”

Poi ha commentato come, sempre sui social, negli ultimi tempi si sia accesa un'attenzione eccessiva nei confronti di suo figlio Edoardo: "Mi è spiaciuto, su Instagram sono apparsi quaranta profili falsi a nome di mio figlio. Sono andato dalla polizia postale, è partita un’azione legale"

“Non faccio tivù per apparire sui rotocalchi, ma per condividere il piacere pazzesco di scoprire cose che non sapevi prima“. Chi può averlo detto se non Alberto Angela? In un’intervista al Corriere della Sera, il divulgatore scientifico si racconta, parlando per la prima volta del suo rapporto con le fan e dell’attenzione mediatica che ha travolto, tutto d’un colpo, lui e la sua famiglia. “Io sono molto diverso dai miei colleghi, sono un ricercatore prestato alla televisione. Per dieci anni ero nei luoghi dove si fanno documentari, dentro le tende in mezzo al Serengeti, con i leoni”, ha spiegato.

Poi, parlando delle sue numerose fan sui social, che durante la messa in onda delle sue trasmissioni si scatenano in commenti del tipo “Qualsiasi donna vorrebbe sentirsi sussurrare all’orecchio “peristilio” da #Alberto Angela”, ha detto: “Io non commento. Il Web è quello che è, e questo è uno dei suoi volti. Sui social viaggia molta emotività. Lascio agli altri commentare queste cose, perché mi sembra tutto molto evidente. Sono come il naturalista nella savana che guarda con il binocolo: non deve intervenire e giudicare, osserva e basta. Però in tutto questo c’è una cosa che non si dice mai”.

E poi ha commentato come, sempre sui social, negli ultimi tempi si sia accesa un’attenzione eccessiva nei confronti di suo figlio Edoardo: “Mi è spiaciuto come potrebbe dispiacere a lei, ha figli? Mi dispiace perché lui non è qualcuno che vuole esporsi, è una persona normale. Lì è il mondo che bussa alla porta, è un effetto collaterale dell’epoca in cui viviamo”. “Su Instagram sono apparsi quaranta profili falsi a nome di mio figlio – ha aggiunto Angela -. Sono andato dalla polizia postale, è partita un’azione legale. Questo si chiama furto di identità ed è un reato”. E, per concludere, un accenno alle sue mani (anche queste apprezzatissime dai fan, soprattutto per il suo modo di gesticolare): “Non le ho assicurate ma credo che dovrebbero farlo tutti gli italiani: sono la punteggiatura dei pensieri”.