Sono state almeno 120mila le domande per accedere al reddito di cittadinanza raccolte e presentate in due giorni dalle diverse strutture impegnate su questo fronte. Alle 92.094 domande presentate alle Poste, direttamente allo sportello o tramite il sito gestito per conto del governo, si aggiungono le 30mila raccolte dai Caf nel primo giorno di assistenza che se seguono lo stesso ritmo anche nel secondo giorno porterebbero il totale attorno alle 150mila domande. Intanto alla Camera sono stati presentati 800 emendamenti al decretone, 65 dei quali firmati da M5s e Lega. Che, tra l’altro, riprovano ad allargare le maglie del reddito e della pensione di cittadinanza alle famiglie con disabili e con tanti figli. Entro lunedì è atteso anche un pacchetto di emendamenti del governo, dove il ruolo da protagonista dovrebbe essere giocato dall’intesa, ancora da sancire, con le Regioni sul ruolo dei navigator.

Sono a firma di entrambi gli alleati giallo-verdi una serie di emendamenti che chiedono di rivedere la scala di equivalenza avvantaggiando i nuclei con componenti con gravi disabilità e nonché di facilitare le famiglie con più di cinque figli. La Lega insiste poi nel proporre uno ‘sconto’ per le mamme lavoratrici in base alla prole: 4 mesi di scivolo per ogni figlio, per un massimo di un anno. Si tratta di un emendamento analogo a quello già presentato in Senato, che non è riuscito a ottenere il via libera. Un altro emendamento targato Lega chiede di non includere ai fini del calcolo Isee, necessario per la presentazione della domanda al Reddito, il bonus bebè e quello nido.

Il Movimento guidato da Luigi Di Maio vorrebbe invece riscrivere il capitolo legato agli incentivi per i datori di lavoro che assumono beneficiari del reddito: l’obiettivo è quello di estendere il bonus anche a chi stabilizza i precari o trasforma i part-time in contratti a tempo pieno indeterminato. Sempre pentastellata ma costosa, pari a circa 200 milioni l’euro l’anno, la proposta di escludere i lavoratori gravosi dall’attesa di tre mesi per accedere alla pensione anticipata. E’ invece tutta leghista l’idea di introdurre una no tax area per i lavoratori frontalieri a 10.000 euro, così come quella che amplia la platea dell’Inpgi prevedendo che dal primo gennaio 2020 i comunicatori professionali e quelli che operano presso le pubbliche amministrazioni siano iscritti alla Cassa.

Tra le richieste torna anche quella che punta a eliminare il tetto dei 45 anni per il riscatto agevolato della laurea e per dare un sostegno più robusto (15% in più) agli studenti fuori sede. Ma le risorse a disposizione dei deputati sono poche e dunque – secondo quanto viene riferito da fonti di maggioranza – non sarà facile incassare il via libera.

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