“Tra due mesi chiudiamo”. Ivano Spano è il commissario straordinario dal 2006 dell’Istituto Statale Sordi di Roma. Ha gli occhi lucidi mentre pronuncia la frase con cui conclude l’intervista al terzo piano del palazzo di via Nomentana 56. “Stiamo portando letteralmente avanti la baracca. In questi anni è successo di tutto. Siamo andati avanti con acrobazie, vincendo bandi internazionali e grazie all’impegno straordinario dei lavoratori, che sono rimasti senza stipendio per lunghi periodi”. Ora, però, le casse sono vuote e il futuro per i 21 lavoratori (di cui la metà sordi) è incerto. “Il Miur? Promette, ma non ha mai fatto”.
La storia – L’Issr, fondato nel 1784, ha ospitato la prima scuola pubblica per sordi in Italia. La più antica, l’ultima ancora attivo dopo la chiusura di quelle di Milano e Palermo. “L’Istituto non è commissariato per mala gestione, ma perché la legge Bassanini, intervenuta alla fine degli anni ‘90 per evitare la ghettizzazione degli studenti sordi e ciechi in Italia, prevedeva che la parte di istituti specializzati avrebbe dovuto avere un regolamento che ne finalizzava l’azione”, spiega Silvia Simoncini, segretario nazionale NidiL-Cgil che si sta occupando della vertenza. Il problema è che il regolamento, di fatto, non è mai arrivato. Ricapitoliamo: nel 1997, a seguito della legge Bassanini, l’Issr viene trasformato in Ente dotato di personalità giuridica e amministrativa, sottoposto a vigilanza del Miur, in attesa di regolamento. Nel 2006 l’allora ministro Fioroni decide di affidarlo alla gestione di un commissario straordinario, Ivano Spano.
Cosa sta succedendo – Nonostante le difficoltà economiche, l’Istituto cresce: oggi sono 21 i lavoratori coinvolti, di cui 8 sordi. “Siamo in un limbo. Non abbiamo contratti, non ci sono concorsi, non si intravede una possibilità di essere assunti. Facciamo sacrifici di ogni tipo da più di 10 anni”, racconta Luca Des Dorides, sordo, rappresentante dei lavoratori all’Issr. Ci accomodiamo per l’intervista nella biblioteca dell’Istituto, circondati da riviste specializzate, una sala multimediale, manoscritti di fine ‘700. “È una delle più fornite d’Europa. Abbiamo deciso di tenerla aperta a tutti per dare la possibilità alle persone sorde di incontrarsi – aggiunge –. Tanti sordi come me hanno visto la prima persona sorda solo da adulti”. Molti qui lavorano da anni con contratti a progetto e ritenute d’acconto, anche se l’Issr vanta attività di eccellenza mondiale. Un esempio? A maggio Luca andrà in Giappone per la prima edizione del festival di cinema sordo giapponese, nato sulla scia di quello italiano. “Tra le tante attività l’Istituto ha lanciato il più importante festival del cinema sordo europeo, con oltre 200 cortometraggi arrivati da tutto il mondo per ogni edizione e poi catalogati e conservati in mediateca – racconta –. Quest’anno l’edizione è prevista a luglio, ma per ora non ci è stato detto niente. Le casse sono vuote e il progetto è a rischio”.
Il futuro – “La situazione è quasi kafkiana: chi per tanti anni ha trattenuto i soldi della legge Bassanini è lo stesso soggetto che deve fare il regolamento”, spiega Luca. “Negli ultimi anni abbiamo aiutato più di 10mila famiglie, da tutta Italia. I lavoratori sono stanchi di questa situazione – aggiunge il commissario Spano –. E non è un problema di schieramento politico, mi creda. Ho visto passare sei ministri in dieci anni. Ogni volta eravamo lì per chiudere un accordo, ma poi tutto saltava perché cambiava governo”. I lavoratori, dal canto loro, si sono affidati al sindacato per una vertenza. L’ultimo incontro è datato due mesi fa, al Miur. “Stiamo parlando di persone che sono state negli anni per diversi mesi senza prendere gli stipendi, ma che non hanno mai fatto mancare il proprio supporto”, continua Silvia Simoncini. “Siamo senza finanziamento da tempo: ci barcameniamo con gli affitti, ma quest’anno la vedo dura. A volte affrontiamo delle piccole spese di tasca nostra. Se si rompe una caldaia è una tragedia”, conclude Luca.
Il Ministero – Oggi l’Istituto è diventato punto di riferimento per la comunità sorda, ospita un centro servizi, associazioni, scuole, asilo nido, laboratori, accademie, cooperative e centri di riabilitazione per bambini sordi. Arrivano qui da tutta Italia. Luca è entrato più di 10 anni fa dopo un dottorato di ricerca. “In Italia sono pochissimi i sordi con dottorato. Il numero di persone passate di qui, invece, è incalcolabile”. Spano prova un misto di disperazione e speranza: “Col nuovo governo mi sento praticamente tutti i giorni. Stiamo cercando una strada per aggirare il regolamento e assumere finalmente i lavoratori tramite un bando interno. Ma il tempo è quasi finito”. “Il tema è sul tavolo del ministro – assicura il Miur –. Ci stiamo lavorando in queste settimane”. Finanziamento? “Se ne discuterà nella prossima legge di bilancio. Per ora non puntiamo a mettere fondi a pioggia, ma a dare finalmente un regolamento all’Istituto che preveda un riordino dell’ente”. Tempistiche? “Vogliamo dare una soluzione di prospettiva, ma la decisione finale è tutta politica”.
Società
Roma, l’Istituto per sordi a rischio chiusura. ‘Abbiamo aiutato 10mila famiglie, ma siamo in un limbo senza contratti’
Fondato nel 1784, l'Issr ha ospitato la prima scuola pubblica per sordi in Italia. Da più di 20 anni i suoi lavoratori - oggi 21, di cui 8 non udenti - aspettano un regolamento che non è mai arrivato. E così vivono in un limbo, senza finanziamenti da tempo
“Tra due mesi chiudiamo”. Ivano Spano è il commissario straordinario dal 2006 dell’Istituto Statale Sordi di Roma. Ha gli occhi lucidi mentre pronuncia la frase con cui conclude l’intervista al terzo piano del palazzo di via Nomentana 56. “Stiamo portando letteralmente avanti la baracca. In questi anni è successo di tutto. Siamo andati avanti con acrobazie, vincendo bandi internazionali e grazie all’impegno straordinario dei lavoratori, che sono rimasti senza stipendio per lunghi periodi”. Ora, però, le casse sono vuote e il futuro per i 21 lavoratori (di cui la metà sordi) è incerto. “Il Miur? Promette, ma non ha mai fatto”.
La storia – L’Issr, fondato nel 1784, ha ospitato la prima scuola pubblica per sordi in Italia. La più antica, l’ultima ancora attivo dopo la chiusura di quelle di Milano e Palermo. “L’Istituto non è commissariato per mala gestione, ma perché la legge Bassanini, intervenuta alla fine degli anni ‘90 per evitare la ghettizzazione degli studenti sordi e ciechi in Italia, prevedeva che la parte di istituti specializzati avrebbe dovuto avere un regolamento che ne finalizzava l’azione”, spiega Silvia Simoncini, segretario nazionale NidiL-Cgil che si sta occupando della vertenza. Il problema è che il regolamento, di fatto, non è mai arrivato. Ricapitoliamo: nel 1997, a seguito della legge Bassanini, l’Issr viene trasformato in Ente dotato di personalità giuridica e amministrativa, sottoposto a vigilanza del Miur, in attesa di regolamento. Nel 2006 l’allora ministro Fioroni decide di affidarlo alla gestione di un commissario straordinario, Ivano Spano.
Cosa sta succedendo – Nonostante le difficoltà economiche, l’Istituto cresce: oggi sono 21 i lavoratori coinvolti, di cui 8 sordi. “Siamo in un limbo. Non abbiamo contratti, non ci sono concorsi, non si intravede una possibilità di essere assunti. Facciamo sacrifici di ogni tipo da più di 10 anni”, racconta Luca Des Dorides, sordo, rappresentante dei lavoratori all’Issr. Ci accomodiamo per l’intervista nella biblioteca dell’Istituto, circondati da riviste specializzate, una sala multimediale, manoscritti di fine ‘700. “È una delle più fornite d’Europa. Abbiamo deciso di tenerla aperta a tutti per dare la possibilità alle persone sorde di incontrarsi – aggiunge –. Tanti sordi come me hanno visto la prima persona sorda solo da adulti”. Molti qui lavorano da anni con contratti a progetto e ritenute d’acconto, anche se l’Issr vanta attività di eccellenza mondiale. Un esempio? A maggio Luca andrà in Giappone per la prima edizione del festival di cinema sordo giapponese, nato sulla scia di quello italiano. “Tra le tante attività l’Istituto ha lanciato il più importante festival del cinema sordo europeo, con oltre 200 cortometraggi arrivati da tutto il mondo per ogni edizione e poi catalogati e conservati in mediateca – racconta –. Quest’anno l’edizione è prevista a luglio, ma per ora non ci è stato detto niente. Le casse sono vuote e il progetto è a rischio”.
Il futuro – “La situazione è quasi kafkiana: chi per tanti anni ha trattenuto i soldi della legge Bassanini è lo stesso soggetto che deve fare il regolamento”, spiega Luca. “Negli ultimi anni abbiamo aiutato più di 10mila famiglie, da tutta Italia. I lavoratori sono stanchi di questa situazione – aggiunge il commissario Spano –. E non è un problema di schieramento politico, mi creda. Ho visto passare sei ministri in dieci anni. Ogni volta eravamo lì per chiudere un accordo, ma poi tutto saltava perché cambiava governo”. I lavoratori, dal canto loro, si sono affidati al sindacato per una vertenza. L’ultimo incontro è datato due mesi fa, al Miur. “Stiamo parlando di persone che sono state negli anni per diversi mesi senza prendere gli stipendi, ma che non hanno mai fatto mancare il proprio supporto”, continua Silvia Simoncini. “Siamo senza finanziamento da tempo: ci barcameniamo con gli affitti, ma quest’anno la vedo dura. A volte affrontiamo delle piccole spese di tasca nostra. Se si rompe una caldaia è una tragedia”, conclude Luca.
Il Ministero – Oggi l’Istituto è diventato punto di riferimento per la comunità sorda, ospita un centro servizi, associazioni, scuole, asilo nido, laboratori, accademie, cooperative e centri di riabilitazione per bambini sordi. Arrivano qui da tutta Italia. Luca è entrato più di 10 anni fa dopo un dottorato di ricerca. “In Italia sono pochissimi i sordi con dottorato. Il numero di persone passate di qui, invece, è incalcolabile”. Spano prova un misto di disperazione e speranza: “Col nuovo governo mi sento praticamente tutti i giorni. Stiamo cercando una strada per aggirare il regolamento e assumere finalmente i lavoratori tramite un bando interno. Ma il tempo è quasi finito”. “Il tema è sul tavolo del ministro – assicura il Miur –. Ci stiamo lavorando in queste settimane”. Finanziamento? “Se ne discuterà nella prossima legge di bilancio. Per ora non puntiamo a mettere fondi a pioggia, ma a dare finalmente un regolamento all’Istituto che preveda un riordino dell’ente”. Tempistiche? “Vogliamo dare una soluzione di prospettiva, ma la decisione finale è tutta politica”.
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Palermo, 27 feb. (Adnkronos) - Aggredita nel mercato di Ballarò la troupe di Striscia la Notizia, il tg satirico di Mediaset. L'inviata Stefania Petyx e i suoi operatori sono stati aggrediti da alcune persone mentre stavano realizzando un'intervista con l'assessore alle Attività produttive, Giuliano Forzinetti. "Esprimo ferma condanna per la vile, ingiustificata e violenta aggressione subita dall’assessore alle Attività produttive Giuliano Forzinetti, dall’inviata di "Striscia la Notizia", Stefania Petyx e dalla sua troupe nel mercato di Ballarò- dice il sindaco Roberto Lagalla - Un episodio che conferma come certi soggetti tentano una inutile resistenza al lavoro di ripristino della legalità in quest’area della città voluta dall'Amministrazione. Al contrario, per me è doveroso sottolineare che in questo quartiere ci sia anche la presenza di una più ampia fetta di residenti e commercianti come coloro che intervenendo in difesa ed in soccorso delle persone aggredite hanno dimostrato di possedere la cultura della civiltà e della sensibilità. È da loro che bisogna ripartire ed è per loro che bisogna insistere nell’attività di repressione di ogni forma di illegalità. L’auspicio è che le forze dell’ordine riescano ad individuare al più presto tutti i responsabili di questa vicenda”.
Roma, 27 feb. (Adnkronos) - Sui referendum, compreso quello sul Jobs Act, "ci saremo con le nostre proposte e senza chiedere abiure nè forzature, nel rispetto del passato e del presente. Io sono contenta di far parte dell'unico partito che fa dei congressi e può cambiare idea senza che un giorno si svegli il capo con un piede diverso o una tegola in testa". Lo dice Elly Schlein nella replica nella Direzione Pd.
Roma, 27 feb. (Adnkronos) - "Qualcuno cerca di strumentalizzare le mie parole di prima, peraltro senza riportarle per intero: se c'è una leader italiana che si è schierata contro le parole e i falsi storici di Trump sono io, perché Meloni non ha ritenuto di farlo". Lo dice Elly Schlein nella replica in Direzione Pd.
Roma, 27 feb. (Adnkronos) - "Riprendo gli interventi di Fassino, Picierno, Zampa e dico che siamo d'accordo sul fatto che senza il supporto all'Ucraina, a quest'ora staremmo discutendo di come Putin ha riscritto i confini dell'Ucraina e questa è una cosa che da sinistra non si può accettare". Così Elly Schlein nella replica in Direzione Pd.
"Io invece non sono d'accordo sul fatto che l'Europa non potesse fare niente di diverso. Non c'è stato nessuno in Europa che ha voluto questa guerra partita dall'aggressione di Putin" e Trump su questo ha detto "un falso storico".
"Ma è altrettanto vero che, anche se l'Europa non ha voluto questa guerra e ha sostenuto l'Ucraina, non possiamo dire di essere stati in grado come Europa di fare abbastanza per la pace. Noi lo chiediamo da due anni. Se questa iniziativa fosse stata presa prima, quando Biden sosteneva Kiev, forse avrebbe reso la discussione più facile rispetto a farla oggi dove quello che sta facendo Trump non è un negoziato equo ma di assumere il punto di vista dell'aggressore. Per questo, a maggior ragione, l'Europa deve starci dentro".
Roma, 27 feb. (Adnkronos) - Approvata all'unanimità la relazione della segretaria del Pd, Elly Schlein, in Direzione.
Roma, 27 feb. (Adnkronos Salute) - Piccole ombre o filamenti che sembrano fluttuare nel campo visivo, specie quando si guardano sfondi luminosi o chiari, come un cielo azzurro o un foglio bianco. Si presentano così le miodesopsie, un disturbo visivo molto comune e fastidioso a cui è dedicato 'Mosche volanti e problemi alla retina: cosa c'è da sapere'. Si tratta del primo episodio del vodcast ‘Guardiamoci negli occhi’, una serie dell’Oculista Italiano realizzata da Adnkronos - pubblicato oggi e disponibile nella sezione podcast di Adnkronos.com e su l’oculistaitaliano.it - che approfondisce in modo semplice, autorevole e diretto, le principali problematiche della vista e suggerisce accorgimenti che possono aiutare a mantenere gli occhi in buona salute, grazie al contributo di esperti, medici oculisti, ricercatori e professionisti del settore farmaceutico.
Insieme a Vittorio Picardo, specialista in oftalmologia e a Carmelo Chines, direttore della testata L’Oculista Italiano, presenti in studio, sono intervenuti Scipione Rossi, professore e responsabile dell'Unità operativa di Oculistica dell'ospedale San Carlo di Nancy, Roma e Tommaso Candian, specialista dell’Unità operativa complessa di Oculistica dell'Ospedale S. Antonio di Padova.
Spesso innocue, le miodesopsie - questo il termine tecnico del sintomo - possono essere il segnale di patologie più gravi della retina. All’origine delle mosche volanti “può esserci l’invecchiamento dell’umor vitreo, o corpo vitreo, la sostanza gelatinosa che si trova tra il cristallino e la retina - spiega Picardo - ma anche la miopia o alcuni traumi oculari, come la classica pallonata. Nella maggior parte dei casi tali condizioni non sono preoccupanti, ma non vanno mai sottovalutate perché il vitreo può anche sporcarsi a causa di un problema retinico, come la maculopatia, come la maculopatia diabetica. "Il diabete danneggia i piccoli vasi sanguigni della retina, che diventano come rubinetti che perdono - chiarisce Rossi - Questo porta a emorragie o accumulo di liquidi negli strati retinici, con conseguenze potenzialmente gravi sulla vista. Le terapie moderne prevedono iniezioni intravitreali, che aiutano a riassorbire questi liquidi, migliorando la visione e controllare l’evoluzione della malattia". Oltre a monitorare i sintomi, Chines consiglia alcune buone abitudini per la salute degli occhi: "Una dieta ricca di antiossidanti, come i flavonoidi del mirtillo, può aiutare a stabilizzare il vitreo - ricorda - È importante anche una buona idratazione e l’uso di occhiali da sole con filtri adeguati, per proteggere gli occhi dalla luce intensa". (VIDEO)
Se le mosche volanti compaiono improvvisamente o si associano a lampi luminosi, definiti fosfeni, diventa più urgente rivolgersi all’oculista perché "possono essere il segnale di un campanello d'allarme della retina che inizia a strapparsi - avverte Picardo - Se la retina si strappa dal vitreo, può anche staccarsi e il distacco di retina è una condizione che purtroppo trasferisce il paziente da un ambulatorio oculistico, a una sala operatoria". A tale proposito Candian evidenzia che, "quando il distacco è in fase iniziale, il laser può essere risolutivo. Nei casi più avanzati, invece, si ricorre alla chirurgia mini-invasiva, con strumenti di precisione, come microsonde, che permettono di riattaccare la retina in modo efficace e con un recupero sempre più rapido".
È sicuramente importante la prevenzione e il riconoscimento tempestivo dei sintomi, ma è "fondamentale la relazione che c'è tra un paziente il proprio oculista - conclude Chines - imparare un dialogo diverso con l’oculista, prendere coscienza della situazione e ascoltare i suoi consigli". Maggiori dettagli consigli e approfondimenti su 'Mosche volanti e problemi alla retina: cosa c'è da sapere', il primo episodio del vodcast di 'Guardiamoci negli occhi', online sulla sezione podcast di Adnkronos.com, sul canale YouTube di adnkronos.com e su l’ oculistaitaliano.it.
Roma, 27 feb. (Adnkronos) - "Serve un salto quantico" in Europa e "spero domenica a Londra vadano anche per fare questo" e per farlo "serve un vero protagonismo delle istituzioni europee e non di singoli Paesi". Così Elly Schlein nella replica alla Direzione Pd.