Se è vero che sempre più nazioni, tra cui l’Argentina o Malta, prevedono il cambio di nome e genere anche per persone transgender non medicalizzate, per la legge italiana e per la burocrazia una persona transgender esiste come tale solo se all’interno del percorso medico/legale. In caso contrario, essa esiste semplicemente come persona appartenente al suo sesso biologico. Molte giovani persone transgender che si stanno interrogando sul “se” apportare o meno modifiche al proprio corpo recentemente stanno venendo a conoscenza dell’opzione “non med”, ma come incoraggiarli/e a intraprendere questo percorso se il contesto non è pronto ad accoglierli dal punto di vista legale e sociale?

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