Dall’anno scolastico 2019/2020 a scuola si studierà anche la storia del contrasto del fenomeno mafioso. La madrina di questa proposta, approvata nell’ambito della legge sull’introduzione dell’educazione civica, è la deputata del M5s Dalila Nesci. L’insegnamento della storia dell’antimafia sarà fatto nella scuola primaria, secondaria di primo e secondo grado e sarà inserito nel monte ore complessivo previsto per le competenze relative all’area storico – sociale di “Cittadinanza e Costituzione”.

“Gli studenti nati negli anni 1990 – 2000 – spiega l’onorevole Nesci – non conoscono, se non in maniera superficiale lo sviluppo del fenomeno mafioso negli anni e, dunque, faticano a delinearne l’evoluzione in un quadro oggettivo e informato. Non avendo vissuto in maniera cosciente le tensioni originate dalle stragi di Capaci, Palermo, Firenze e dalle tante altre che hanno funestato il nostro Paese, gli stessi ragazzi non dispongono degli strumenti necessari per interpretare il presente e per progettare il futuro in un’ottica di necessaria difesa della legalità e delle strutture di garanzia dello Stato”.

Secondo la deputata “gli studenti della scuola primaria e secondaria non hanno conosciuto ancora in profondità l’opera, la testimonianza e la lezione morale di figure come Giovanni Falcone e Paolo Borsellino per esempio. Al contrario l’affermarsi di una generale tendenza involontariamente celebrativa della potenza mafiosa si è radicata a livello culturale”. L’emendamento introduce così nelle scuole di ogni ordine e grado l’insegnamento della storia del contrasto del fenomeno mafioso: “Dobbiamo raccontare – spiega Dalila Nesci – la storia delle persone che hanno lottato e lottano contro le mafie parlando sia di chi ormai non c’è più sia di chi è impegnato oggi in questa battaglia. Penso ai testimoni di giustizia: sono modelli alternativi che possono evitare che i nostri ragazzi rimangano affascinati da un fenomeno che spesso è rappresentato da una narrazione che non aiuta. Occorre offrire alle giovani generazioni l’esempio di modelli positivi educando alla critica e all’autonomia di giudizio per impedire che si emulino comportamenti mafiosi che segnino negativamente il loro percorso di vita. Ho depositato un ordine del giorno affinché in futuro possiamo tornare a parlare di questa questione in maniera più dettagliata. Servono insegnanti adeguatamente formati”.

La proposta di legge iniziale, che sarà oggetto di una discussione futura, d’altro canto prevedeva anche l’istituzione del “Premio per il coraggio della verità”. Doveva essere assegnato annualmente agli studenti più meritevoli che nel corso dell’anno scolastico si fossero distinti per avere realizzato un’opera di carattere artistico-letterario sull’impegno nel contrasto mafioso. Intanto il primo passo verrà compiuto in queste ore grazie al ddl stralciato in emendamento.

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