Inchieste controverse, errori procedurali, qualche uscita infelice: la procura della FederCalcio è nel mirino. Non soltanto di una parte sempre più larga della dirigenza, che vuole riformare una giustizia sportiva che costa quasi 3 milioni di euro l’anno, impiega quasi 5 mesi per far partire un’inchiesta e non dà risultati proprio soddisfacenti. Adesso anche della Guardia di Finanza: negli scorsi giorni le Fiamme Gialle si sono presentate negli uffici della Figc. Oltre ad aver acquisito dei documenti relativi all’inchiesta sulle plusvalenze fittizie del Chievo Verona, volevano vedere il contenuto del computer di uno dei procuratori aggiunti (che si occupa prevalentemente di prova tv e deferimenti dei tecnici).
GLI ERRORI DELLA PROCURA – Quale fosse lo scopo dell’accertamento non è ancora noto. Quel che è certo è che anche la giustizia ordinaria sembra interessata alla giustizia sportiva, tanto discussa e criticata nell’ambiente per alcune vicende recenti. Una di queste è proprio il caso Chievo: la scorsa estate la società del presidente Campedelli si era salvata grazie a un vizio procedurale che aveva mandato in fumo mesi di indagine, costringendo a rifare il processo (poi concluso con una penalizzazione soft sul campionato in corso). È più o meno quanto successo in questi giorni per il processo sportivo sul Palermo che sta sconvolgendo la Serie B (con la retrocessione d’ufficio dei siciliani e l’incredibile annullamento del playout, ma questa è un’altra storia): dalla sentenza è uscito indenne l’ex patron Maurizio Zamparini, presidente del club al tempo degli illeciti, perché il deferimento era inammissibile in quanto violati i termini di difesa. Gli svarioni si succedono, l’ultimo martedì: l’Inter non è stata punita per i cori discriminatori durante l’ultimo match di campionato perché “la relazione della Procura non è pervenuta in tempo” al giudice, si legge nel comunicato della Lega Serie A.
L’ACCESSO AGLI ATTI: TEMPI LUNGHI E COSTI ALTI – È anche per questa serie di gaffe che qualcuno in Figc ha deciso di chiedere conto ufficialmente dell’operato degli organi di giustizia sportiva, con un accesso agli atti presentato da alcuni consiglieri. I risultati sono contrastanti: ad esempio, la Procura risulta avere un tasso di produttività altissimo, addirittura del 94% su quasi 1.400 fascicoli aperti. La percentuale, però, non è del tutto attendibile visto che include anche gli accoglimenti parziali (che non sono stati affatto dei successi, dove magari la procura aveva chiesto una pena pesantissima ed è riuscita a ottenere una sanzione minima). Dal report emergono anche altri dati che mostrano i limiti del sistema: ad esempio i 149 giorni (quasi 5 mesi) di tempo medio per l’iscrizione nel registro della notizia di illecito dopo la sua acquisizione. Oppure i 30 giorni che passano per la definizione dei giudizi in Corte di appello (quelli che hanno paralizzato i campionati): “Tanto” anche per stessa ammissione della Figc, “pur considerando che il tempo attualmente previsto dal codice è di 60 giorni”. E poi i costi: la macchina costa complessivamente quasi 3 milioni di euro l’anno, a fronte di risultati non proprio soddisfacenti.
LA RIFORMA IN ARRIVO – L’interrogazione non è fine a se stessa: all’orizzonte c’è la riforma del codice Figc, considerata una priorità dopo il pasticcio dei ricorsi in Serie B in cui un grosso ruolo hanno avuto proprio i tribunali federali (e ora c’è il rischio di fare il bis). Tempi più rapidi, terzietà dei giudici, afflittività della pena i cardini: per procedere si attende solo la riforma a monte del Coni, che a sua volta individuerà un iter apposito per i ricorsi sulle iscrizioni ai campionati (come preteso dal sottosegretario Giorgetti). A questo, qualcuno vorrebbe accompagnare anche uno spoils system negli uffici. Nel corso della sua gestione il procuratore Giuseppe Pecoraro ha avuto il merito e il coraggio di andare a fondo sull’inchiesta sulle infiltrazioni della mafia nella curva della Juventus di Andrea Agnelli, con cui però si è attirato anche tanti nemici (già all’epoca si parlò di un “rimpasto”). E certo non sono diminuiti con i risultati recenti, accompagnati da alcune dichiarazioni a 360 gradi (dallo stadio della Roma alla demolizione di San Siro, passando per il tifo per lo scudetto del Napoli), giudicate “inopportune” per il suo ruolo. Stesso discorso per i giudizi federali, troppo legati alla precedente gestione. Le loro cariche formalmente scadono nel 2020, ma dopo la riforma tutto potrebbe essere rimesso in discussione. La giustizia sportiva dovrà cambiare.
Twitter: @lVendemiale
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Figc, perquisizione delle Fiamme Gialle in procura federale: acquisiti documenti sul Chievo, visionato il pc di un inquirente
In attesa della riforma di una giustizia sportiva che costa quasi 3 milioni di euro l’anno, impiega quasi 5 mesi per far partire un’inchiesta e non dà risultati soddisfacenti, l'organismo della Federazione guidato da Giuseppe Pecoraro è nel mirino della giustizia ordinaria
Inchieste controverse, errori procedurali, qualche uscita infelice: la procura della FederCalcio è nel mirino. Non soltanto di una parte sempre più larga della dirigenza, che vuole riformare una giustizia sportiva che costa quasi 3 milioni di euro l’anno, impiega quasi 5 mesi per far partire un’inchiesta e non dà risultati proprio soddisfacenti. Adesso anche della Guardia di Finanza: negli scorsi giorni le Fiamme Gialle si sono presentate negli uffici della Figc. Oltre ad aver acquisito dei documenti relativi all’inchiesta sulle plusvalenze fittizie del Chievo Verona, volevano vedere il contenuto del computer di uno dei procuratori aggiunti (che si occupa prevalentemente di prova tv e deferimenti dei tecnici).
GLI ERRORI DELLA PROCURA – Quale fosse lo scopo dell’accertamento non è ancora noto. Quel che è certo è che anche la giustizia ordinaria sembra interessata alla giustizia sportiva, tanto discussa e criticata nell’ambiente per alcune vicende recenti. Una di queste è proprio il caso Chievo: la scorsa estate la società del presidente Campedelli si era salvata grazie a un vizio procedurale che aveva mandato in fumo mesi di indagine, costringendo a rifare il processo (poi concluso con una penalizzazione soft sul campionato in corso). È più o meno quanto successo in questi giorni per il processo sportivo sul Palermo che sta sconvolgendo la Serie B (con la retrocessione d’ufficio dei siciliani e l’incredibile annullamento del playout, ma questa è un’altra storia): dalla sentenza è uscito indenne l’ex patron Maurizio Zamparini, presidente del club al tempo degli illeciti, perché il deferimento era inammissibile in quanto violati i termini di difesa. Gli svarioni si succedono, l’ultimo martedì: l’Inter non è stata punita per i cori discriminatori durante l’ultimo match di campionato perché “la relazione della Procura non è pervenuta in tempo” al giudice, si legge nel comunicato della Lega Serie A.
L’ACCESSO AGLI ATTI: TEMPI LUNGHI E COSTI ALTI – È anche per questa serie di gaffe che qualcuno in Figc ha deciso di chiedere conto ufficialmente dell’operato degli organi di giustizia sportiva, con un accesso agli atti presentato da alcuni consiglieri. I risultati sono contrastanti: ad esempio, la Procura risulta avere un tasso di produttività altissimo, addirittura del 94% su quasi 1.400 fascicoli aperti. La percentuale, però, non è del tutto attendibile visto che include anche gli accoglimenti parziali (che non sono stati affatto dei successi, dove magari la procura aveva chiesto una pena pesantissima ed è riuscita a ottenere una sanzione minima). Dal report emergono anche altri dati che mostrano i limiti del sistema: ad esempio i 149 giorni (quasi 5 mesi) di tempo medio per l’iscrizione nel registro della notizia di illecito dopo la sua acquisizione. Oppure i 30 giorni che passano per la definizione dei giudizi in Corte di appello (quelli che hanno paralizzato i campionati): “Tanto” anche per stessa ammissione della Figc, “pur considerando che il tempo attualmente previsto dal codice è di 60 giorni”. E poi i costi: la macchina costa complessivamente quasi 3 milioni di euro l’anno, a fronte di risultati non proprio soddisfacenti.
LA RIFORMA IN ARRIVO – L’interrogazione non è fine a se stessa: all’orizzonte c’è la riforma del codice Figc, considerata una priorità dopo il pasticcio dei ricorsi in Serie B in cui un grosso ruolo hanno avuto proprio i tribunali federali (e ora c’è il rischio di fare il bis). Tempi più rapidi, terzietà dei giudici, afflittività della pena i cardini: per procedere si attende solo la riforma a monte del Coni, che a sua volta individuerà un iter apposito per i ricorsi sulle iscrizioni ai campionati (come preteso dal sottosegretario Giorgetti). A questo, qualcuno vorrebbe accompagnare anche uno spoils system negli uffici. Nel corso della sua gestione il procuratore Giuseppe Pecoraro ha avuto il merito e il coraggio di andare a fondo sull’inchiesta sulle infiltrazioni della mafia nella curva della Juventus di Andrea Agnelli, con cui però si è attirato anche tanti nemici (già all’epoca si parlò di un “rimpasto”). E certo non sono diminuiti con i risultati recenti, accompagnati da alcune dichiarazioni a 360 gradi (dallo stadio della Roma alla demolizione di San Siro, passando per il tifo per lo scudetto del Napoli), giudicate “inopportune” per il suo ruolo. Stesso discorso per i giudizi federali, troppo legati alla precedente gestione. Le loro cariche formalmente scadono nel 2020, ma dopo la riforma tutto potrebbe essere rimesso in discussione. La giustizia sportiva dovrà cambiare.
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(Adnkronos) - Stefano Conti è un uomo libero. L'Adnkronos può rivelare che al processo a Panama City sono cadute tutte le accuse. Raggiunto al telefono, Andrea Di Giuseppe, il parlamentare di Fratelli d'Italia eletto nella Circoscrizione Centro e Nord America, festeggia il risultato raggiunto dopo oltre due anni: "Dieci minuti fa ho parlato con il padre, si è commosso alla notizia che Stefano era finalmente stato prosciolto. Ha passato oltre 400 giorni in una delle peggiori galere del mondo, un luogo che non si riesce neanche a immaginare, e senza nessuna condanna, ma solo per una carcerazione preventiva in attesa di un processo che sembrava non arrivare mai. Ma insieme alla Farnesina e all'ambasciata, ho fatto di tutto per fargli ridurre la misura cautelare e farlo stare in una condizione meno disumana. L'anno scorso siamo riusciti a fargli avere i domiciliari, oggi la notizia più bella. Una grande vittoria per il nostro Paese".
Stefano Conti è un trader brianzolo di 40 anni, che per oltre due anni è stato accusato di tratta di esseri umani a scopo sessuale. Rischiava una condanna fino a 30 anni di reclusione, nonostante le presunte vittime avessero ritrattato le accuse, sostenendo di aver subito pressioni dalla polizia panamense.
Conti ha anche pubblicato un libro intitolato 'Ora parlo io: 423 giorni nell'inferno di Panama', in cui racconta la sua esperienza nel carcere panamense e ribadisce la sua innocenza. Il libro è uscito a dicembre scorso, in attesa dell'inizio del processo.
Andrea Di Giuseppe ha partecipato alle udienze preliminari, "non per influire sul merito della vicenda", spiega all'Adnkronos, ma per fargli avere il giusto processo che qualunque essere umano merita. Ho coinvolto la comunità italiana, ho parlato con i politici panamensi, sono stato accanto a lui davanti al giudice, per far capire al sistema giudiziario che quell'uomo non era solo, ma aveva accanto a sé il suo Paese”.
Conti "rimarrà ancora a Panama fino al 4 aprile, per motivi burocratici, ma appena avrà tutti i documenti in ordine potrà tornare in Italia", aggiunge il deputato italiano. Che non ha finito quella che è diventata una sorta di missione. "Dopo aver aiutato a liberare i due italiani in Venezuela, e dopo il più famoso caso di Chico Forti, il prossimo per cui mi impegnerò è l'ingegner Maurizio Cocco, rinchiuso in Costa d’Avorio da oltre due anni. Ne sentirete parlare presto". Sì perché gli italiani rinchiusi all'estero sono circa duemila, "e molti di questi sono in stato di carcerazione preventiva. Dei conti di Montecristo dimenticati da tutti. Ma ora il nostro governo, grazie anche all'azione dei sottosegretari agli Esteri Silli e Cirielli, e ovviamente all'attivismo della premier Meloni, sta finalmente affrontando questi casi. Non sono più dei fantasmi, ma dei nostri connazionali che devono poter avere tutta l'assistenza legale, politica e umana che possiamo dargli. È solo l'inizio. L'Italia sta contando e pesando di più nel mondo", conclude Di Giuseppe. (Di Giorgio Rutelli)
(Adnkronos) - Stefano Conti è un uomo libero. L'Adnkronos può rivelare che al processo a Panama City sono cadute tutte le accuse. Raggiunto al telefono, Andrea Di Giuseppe, il parlamentare di Fratelli d'Italia eletto nella Circoscrizione Centro e Nord America, festeggia il risultato raggiunto dopo oltre due anni: "Dieci minuti fa ho parlato con il padre, si è commosso alla notizia che Stefano era finalmente stato prosciolto. Ha passato oltre 400 giorni in una delle peggiori galere del mondo, un luogo che non si riesce neanche a immaginare, e senza nessuna condanna, ma solo per una carcerazione preventiva in attesa di un processo che sembrava non arrivare mai. Ma insieme alla Farnesina e all'ambasciata, ho fatto di tutto per fargli ridurre la misura cautelare e farlo stare in una condizione meno disumana. L'anno scorso siamo riusciti a fargli avere i domiciliari, oggi la notizia più bella. Una grande vittoria per il nostro Paese".
Stefano Conti è un trader brianzolo di 40 anni, che per oltre due anni è stato accusato di tratta di esseri umani a scopo sessuale. Rischiava una condanna fino a 30 anni di reclusione, nonostante le presunte vittime avessero ritrattato le accuse, sostenendo di aver subito pressioni dalla polizia panamense.
Conti ha anche pubblicato un libro intitolato 'Ora parlo io: 423 giorni nell'inferno di Panama', in cui racconta la sua esperienza nel carcere panamense e ribadisce la sua innocenza. Il libro è uscito a dicembre scorso, in attesa dell'inizio del processo.
Andrea Di Giuseppe ha partecipato alle udienze preliminari, "non per influire sul merito della vicenda", spiega all'Adnkronos, ma per fargli avere il giusto processo che qualunque essere umano merita. Ho coinvolto la comunità italiana, ho parlato con i politici panamensi, sono stato accanto a lui davanti al giudice, per far capire al sistema giudiziario che quell'uomo non era solo, ma aveva accanto a sé il suo Paese”.
Conti "rimarrà ancora a Panama fino al 4 aprile, per motivi burocratici, ma appena avrà tutti i documenti in ordine potrà tornare in Italia", aggiunge il deputato italiano. Che non ha finito quella che è diventata una sorta di missione. "Dopo aver aiutato a liberare i due italiani in Venezuela, e dopo il più famoso caso di Chico Forti, il prossimo per cui mi impegnerò è l'ingegner Maurizio Cocco, rinchiuso in Costa d’Avorio da oltre due anni. Ne sentirete parlare presto". Sì perché gli italiani rinchiusi all'estero sono circa duemila, "e molti di questi sono in stato di carcerazione preventiva. Dei conti di Montecristo dimenticati da tutti. Ma ora il nostro governo, grazie anche all'azione dei sottosegretari agli Esteri Silli e Cirielli, e ovviamente all'attivismo della premier Meloni, sta finalmente affrontando questi casi. Non sono più dei fantasmi, ma dei nostri connazionali che devono poter avere tutta l'assistenza legale, politica e umana che possiamo dargli. È solo l'inizio. L'Italia sta contando e pesando di più nel mondo", conclude Di Giuseppe. (Di Giorgio Rutelli)
Roma, 6 mar. (Adnkronos) - "Più che le conclusioni del Consiglio europeo sembrano un bollettino di guerra, con i nostri governanti che, in un clima di ubriacatura collettiva, programmano una spesa straordinaria di miliardi su miliardi per armi, missili e munizioni. E la premier Meloni cosa dice? 'Riarmo non è la parola adatta' per questo piano. Si preoccupa della forma e di come ingannare i cittadini. Ma i cittadini non sono stupidi! Giorgia Meloni come lo vuoi chiamare questo folle programma che, anziché offrire soluzioni ai bisogni concreti di famiglie e imprese, affossa l’Europa della giustizia e della civiltà giuridica per progettare l’Europa della guerra?". Lo scrive Giuseppe Conte sui social.
"I fatti sono chiari: dopo 2 anni e mezzo di spese, disastri e fallimenti in Ucraina anziché chiedere scusa agli italiani, Meloni ha chiesto a Von der Leyen di investire cifre folli in armi e spese militari dopo aver firmato sulla nostra testa a Bruxelles vincoli e tagli sugli investimenti che ci servono davvero su sanità, energia, carovita, industria e lavoro. Potremmo trovarci a spendere oltre 30 miliardi aggiuntivi sulle armi mentre ne mettiamo 3 scarsi sul carobollette".
"Stiamo vivendo pagine davvero buie per l’Europa. I nostri governanti, dopo avere fallito con la strategia dell’escalation militare con la Russia, non hanno la dignità di ravvedersi, anzi rilanciano la propaganda bellica. La conclusione è che il blu di una bandiera di pace scolora nel verde militare. Dai 209 miliardi che noi abbiamo riportato in Italia dall'Europa per aziende, lavoro, infrastrutture, scuole e asili nido, passiamo a montagne di soldi destinati alle armi".
Roma, 6 mar. (Adnkronos) - "Much appreciated". Lo scrive Elon Musk su X commentando un post in cui si riporta la posizione della Lega e di Matteo Salvini sul ddl Spazio e Starlink. Anche il referente in Italia del patron di Tesla, Andrea Stroppa, ringrazia via social Salvini: "Grazie al vice PdC Matteo Salvini per aver preso posizione pubblicamente".
Roma, 6 mar. (Adnkronos) - Gianfranco Librandi, presidente del movimento politico “L’Italia c’è”, ha smentito categoricamente le recenti affermazioni giornalistiche riguardanti una presunta “coalizione di volenterosi” per il finanziamento di Forza Italia. Librandi ha dichiarato: “Sono tutte fantasie del giornalista. Smentisco assolutamente di aver parlato di una coalizione di volenterosi che dovrebbero contribuire al finanziamento del partito”.
Roma, 6 mar. (Adnkronos) - "Il vergognoso oltraggio del Museo della Shoah di Roma è l'ennesimo episodio di un sentimento antisemita che purtroppo sta riaffiorando. È gravissima l'offesa alla comunità ebraica ed è gravissima l'offesa alla centralità della persona umana e all'amicizia tra i popoli. Compito di ognuno deve essere quello di prendere decisamente le distanze da questi vergognosi atti, purtroppo sempre più frequenti in ambienti della sinistra radicale infiltrata da estremisti islamici , che offendono la memoria storica e le vittime della Shoah. Esprimo la mia più sentita solidarietà all'intera Comunità ebraica con l'auspicio che tali autentici delinquenti razzisti antisemiti siano immediatamente assicurati alla giustizia ". Lo ha dichiarato Edmondo Cirielli, Vice Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.
Roma, 6 mar. (Adnkronos) - "Meloni ha perso un'occasione rispetto a due mesi fa quando si diceva che sarà il ponte tra l'America di Trump e l'Europa e invece Trump parla con Macron, con Starmer e lo farà con Merz. Meloni è rimasta un po' spiazzata. Le consiglio di non essere timida in Europa perchè se pensa di sistemare i dazi un tete a tete con Trump, quello la disintegra. Meloni deve stare con l'Europa e Schlein quando le dice di non stare nel mezzo tra America e Europa è perchè nel mezzo c'è l'Oceano e si affoga". Lo dice Matteo Renzi a Diritto e Rovescio su Rete4.