Non c’è un allarme stranieri detenuti”, scrive l’associazione Antigone nel rapporto. La percentuale cala di poco, in realtà. Erano il 34,27% al 31 dicembre 2017, 33,9% al 31 dicembre 2018 e sono attualmente il 33,6%. Eppure, se nel 2003 su ogni cento stranieri residenti regolarmente in Italia l’1,16% degli stessi finiva in carcere, oggi la percentuale è scesa allo 0,36% (considerando anche gli irregolari). “La sicurezza dal crimine non è garantita dalla identità nazionale”, si legge ancora nel rapporto, che porta ad esempio la comunità rumena, la più numerosa in Italia. In dieci anni, nonostante sia aumentata la popolazione di origine rumena, il suo tasso di detenzione è calato di oltre un terzo. Anche i cittadini dell’Africa nera, in termini assoluti, non sono molti e, in media, commettono reati meno gravi. Solo un quinto del totale dei detenuti stranieri proviene dall’Africa sub-sahariana. La nazionalità più rappresentata nelle carceri italiane è quella marocchina con 3.808 detenuti al 31 marzo 2019, un numero quasi corrispondente al totale dei detenuti provenienti dall’Africa nera. L’affollamento delle carceri nell’ultimo anno, comunque, è principalmente dovuto agli italiani che, inoltre, commettono reati più gravi.

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