Dai sopralluoghi effettuati dall’associazione Antigone emerge che quasi il 30% dei detenuti assume una terapia psichiatrica sotto prescrizione medica. Circa un quarto della popolazione detenuta, invece, ha problemi di tossicodipendenza. La loro permanenza in carcere, denuncia il rapporto, costa ogni anno circa 70 milioni di euro. Una somma enorme che, spiega Antigone, potrebbe essere portata a circa 30 milioni se si decidesse di farli assistere in delle strutture socio-assistenziali adeguate. A preoccupare è anche il numero, in aumento, dei suicidi. Secondo il dato raccolto da Ristretti orizzonti nel 2018 sono stati 64 i detenuti che hanno scelto di togliersi la vita, sei solo nell’istituto di Taranto. “In carcere ci si uccide quasi 18 volte più che in libertà”, si legge nel rapporto, dove vengono evidenziati anche i casi di autolesionismo, anche questi in aumento. Nel 2018 gli “eventi critici” sono stati 10368, quasi mille in più rispetto all’anno precedente. Cresce anche l’utilizzo dell’isolamento, soprattutto quello scelto come misura disciplinare. Un numero aumentato di 10 volte in soli cinque anni: i casi sono stati 207 nel 2013 e 2367 nel 2018. “Proprio allo scopo di prevenire i suicidi in carcere, Antigone ha presentato nei mesi scorsi una proposta di legge che puntasse, tra le altre cose, a una riforma complessiva del regime dell’isolamento”, spiega l’associazione.

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