Eccola lì, la sorpresa è servita già in gara1. L’Olimpia Milano, testa di serie numero uno, viene strapazzata dall’ottava squadra sulla griglia dei playoff, e cioè Avellino. I biancorossi, senza le stelle Mike James e Nemanja Nedovic (che forse non vedremo nel corso della serie), sono costretti a inseguire per quasi tutta la partita. La Scandone (senza il suo miglior giocatore, Caleb Green, e l’esperto Demetris Nichols) ci mette più grinta e la porta a casa. Per l’Olimpia si mette già male: ora ha tutto da perdere, mentre i campani possono continuare a giocare con leggerezza.

La seconda del campionato, la Vanoli Cremona, batte Trieste in un match tiratissimo. E lo fa con la difesa negli ultimi quattro minuti di gioco. Note negative, pur nella vittoria: solo 10 punti dalla panchina, un Vojislav Stojanovic inguardabile (0/7 dal campo e -10 di valutazione) e cinque giocatori quasi sempre in campo. Dall’altra parte, note positive per l’Alma, pur col ko: punti e minuti distribuiti su dieci giocatori (che in una serie lunga può aiutare) e la sconfitta di misura nonostante le 19 palle perse.

Per Sassari è il decimo centro consecutivo in campionato. La squadra di Gianmarco Pozzecco non si ferma più. E la sensazione è che Brindisi, che ha a disposizione meno giocatori con punti tra le mani (il nuovo innesto Phil Greene ha deluso, con 0/6 dal campo) e più leggeri in molti ruoli, debba fare una mezza impresa. Venderà cara la pelle, soprattutto in terra pugliese. Ma in gara1 i sardi sono sempre stati avanti e hanno vinto con margine.

La più classica delle partite sporca, brutta e cattiva se la aggiudica la Reyer Venezia nonostante una partenza fulminante di Trento (2-19). La squadra di casa, sin qui per profondità di roster ed esperienza ritenuta ancora l’anti-Milano, la spunta malgrado le 17 palle perse e il 28% da tre punti. Da questo punto di vista l’Aquila riesce a fare pure peggio (2/13, cioè 15%). Se Trento scenderà sul parquet con la stessa voglia, lotterà fino alla sirena anche in gara2. La serie, con buone probabilità, andrà per le lunghe.

E ora la cronaca delle partite.

MILANO 74 AVELLINO 82

Otto minuti alla fine. Luca Campogrande, guardia di Avellino, prende un rimbalzo nel cuore dell’area avversaria, esce indisturbato verso l’arco dei tre punti, si sistema e spara: canestro, e Scandone che va sul +6, 62 a 56. È questa la fotografia della partita, con una Milano molle, che passeggia sul parquet (47 a 37 i rimbalzi complessivi per i campani) e si lascia scappare tra le mani, senza mai reagire davvero, una partita che doveva vincere. Nei primi minuti l’unico a tenere a galla l’Olimpia è il “professore” Vlado Micov, con dieci punti a referto in un amen (20 a 13 il parziale). In apertura di secondo quarto il play italo-argentino Ariel Filloy dà la scossa ai suoi con 5 punti consecutivi. I giocatori biancorossi sono imprecisi in attacco e distratti in difesa, così la Scandone rientra e si porta sul +6 col piccolo ma esplosivo Keifer Sykes protagonista realizzativo, e con Ike Udanoh e Campogrande che si buttano su ogni pallone. Il primo tempo si chiude 39 a 33 per gli ospiti, che fanno meglio anche a rimbalzo (25 a 19). Il secondo tempo continua sulla falsariga del secondo quarto: Avellino allunga sul +12, mettendo in luce i limiti difensivi dell’Olimpia visti soprattutto in Eurolega, con Milano che prova a ricucire ma che senza gioco in attacco si infrange sulla difesa più aggressiva degli avversari. A 4’45” al termine della partita, è sotto solo di 2. Poi Udanoh sale in cattedra (18 punti con 9 rimbalzi) e Avellino vola: 74 a 82 il punteggio finale. Fischi dal Forum.

SASSARI 89 BRINDISI 73

Gli ospiti tengono per quasi tre quarti di partita, ma si sciolgono negli ultimi dieci minuti contro il fisico e l’atletismo di Sassari, più presente a rimbalzo (42 a 28) e più precisa da dietro l’arco (12/21 contro 9/29). Match equilibrato nei primi minuti, con l’Happy Casa che trova un insperato realizzatore in Tony Gaffney (10 punti nel parziale), a cui però rispondono Jack Cooley, che ne mette altrettanti, e Rashawn Thomas. Il Banco fa la voce grossa vicino al ferro e chiude avanti di 6 lunghezze (25 a 19). Il secondo quarto è tutto di Riccardo Moraschini, che manda segnali di fumo all’allenatore della Nazionale, Meo Sacchetti, con 10 punti. Alla guardia brindisina rispondono le due triple di un altro italiano, Achille Polonara, e il solito Thomas. Primo tempo di un match piacevole che si chiude sul 42 a 38 per i padroni di casa, che vincono a rimbalzo (19 a 13) e sono più precisi dall’arco (4/8 contro 4/16). Nella ripresa a fare la differenza è l’ala Dyshawn Pierre (che chiuderà a 21 punti, miglior marcatore di serata) e, come detto, i tiri da 3: i sardi si portano sul +8 alla fine del terzo quarto (67-59). Brindisi è eroica e prova a tenere il passo dei padroni di casa con la difesa (Sassari perderà 16 palloni) e la classe di Adrian Banks (18 punti). Ma la stazza e il gioco più fluido del Banco hanno la meglio: Sassari allunga e l’Happy Casa è costretta ad alzare bandiera bianca: 89 a 73 il finale.

CREMONA 82 TRIESTE 75

Partita tiratissima che Cremona porta a casa grazie alla difesa nella fase finale del match, concedendo solo 4 punti agli avversari negli ultimi 5′ di gioco. Sugli scudi il 37enne play biancoazzurro, Travis Diener, con 18 punti, e Mangok Mathinag (11+18 rimbalzi); dall’altra parte 16 per Zoran Dragic, e 10 a testa per due sorprendenti Matteo Da RosArtūrs Strautiņš. Le due squadre corrono e si divertono per metà tempo. La guardia slovena di Trieste tiene i suoi in partita con 11 punti nel primo quarto. Ma le troppe palle perse dell’Alma aiutano una Cremona imprecisa da 3 punti a chiudere davanti le prime due frazioni col punteggio di 46 a 44. Gli ospiti provano l’allungo nel terzo quarto, grazie alla fluidità offensiva e approfittando degli errori dall’arco dei padroni di casa. Cremona rientra con un prepotente break di 10 a zero chiuso da Juan Fernandez con una bomba da casa sua. Il quarto quarto si apre con Trieste avanti di uno (63 a 62) e con quattro minuti scoppiettanti: Michele Ruzzier e Diener trovano il centro da tre, subito dopo rispondono Strautins e Daniele Cavaliero. Altra bomba di Ruzzier e Cremona è sul +2 a 4′ dalla fine. Da lì le maglie della difesa si chiudono e Trieste non segna più; sale di colpi l’mvp del campionato, Drew Crawford e Cremona si porta a casa una soffertissima gara1.

VENEZIA 67 TRENTO 57

La partenza dell’Aquila è stordente. I giocatori di coach Maurizio Buscaglia corrono e ci mettono energia mentre quelli della Reyer rimangono a guardare, confermando che i fantasmi visti nell’ultima parte di campionato sonnecchiano ancora negli spogliatoi del Taliercio. 11 a 23 il primo parziale, col solo Andrea De Nicolao a salvarsi per i padroni di casa con 8 punti. Nel secondo quarto Venezia sistema le cose in difesa, Trento non trova il fondo della retina per 5′ e i padroni di casa tornano sotto. Il primo tempo, non esaltante dal punto di vista offensivo, si chiude sul 28 a 31. La ripresa è targata Marquez Haynes, che tra triple e assist porta avanti i suoi di 4; dall’altra parte risponde Devyn Marble ma la Reyer strappa un +8 in chiusura di terzo quarto. L’ultima frazione prosegue sui binari dell’equilibrio: a 5′ dalla fine il punteggio, basso, recita 54 a 50. Da segnalare, l’uscita dal campo di Mitchell Watt e Austin Daye per 5 falli. Haynes e Gasper Vidmar mettono canestri importanti, ma a chiudere la partita è la tripla di Bruno Cerella (+9 a poco più di un minuto dalla fine). Risultato finale: 67-57.

A cura di Daniele Fiori, Alberto Marzocchi e Andrea Tundo

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