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Ultimo aggiornamento: 11:41 del 22 Maggio 2019

Aborto, il video-appello alle istituzioni: “In alcune regioni impossibile interrompere gravidanza. Fate rispettare la legge”

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Il 22 maggio si celebra il 41esimo anniversario della 194, una legge fortemente disattesa, a dispetto della volontà popolare. Le statistiche indicano che il 68% dei ginecologi sposa l’obiezione di coscienza. Ciò sta portando in alcune regioni (come il Molise) all’impossibilità per la donna di abortire. Un sondaggio condotto da Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica attraverso SWG rivela che ben il 31% della popolazione – in forte aumento rispetto al 19% del 2016 – ritiene che la legge vada cambiata, a tutela dell’applicabilitàil 50% degli intervistati chiede, inoltre, di migliorare l’IVG farmacologica con RU486 consentendo il regime ambulatoriale o a casa come nel resto del mondo, e il 27% reclama la gratuità della contraccezione: si tratta di dati in controtendenza rispetto all’inerzia politica sul tema.

L’ Associazione Luca Coscioni lancia un video appello alle istituzioni, con protagoniste donne simbolicamente mascherate.

“Vogliamo richiamare l’attenzione sul costante attacco alla Legge 194 da una parte di Paese impegnato in continui tentativi nel disapplicare la norma, rendendo i percorsi di accesso all’Interruzione Volontaria di Gravidanza molto difficili – dichiarano l’Avv. Filomena Gallo e Mirella Parachini, Segretario e vice Segretario di Associazione Luca Coscioni -. A questi si aggiunge un vuoto totale di politiche concrete per l’informazione e la contraccezione. Lottiamo contro lo stigma che da sempre accompagna l’aborto in Italia, costringendo le donne che ricorrono all’IVG ad ‘indossare una maschera’. Se negli Usa emanano leggi che vietano l’aborto addirittura nei casi di stupro e incesto, anche in Italia purtroppo non si scherza: alla “Marcia per la vita” svoltasi a Roma lo scorso sabato e oramai ripetuta annualmente, il clima di odio contro le donne e le loro scelte in materia di interruzione di gravidanza era palpabile”.

Questi presupposti hanno portato anche alla proposta di legge regionale Aborto al sicuro, coordinata dalla dottoressa Sara Martelli e promossa dall’Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica con Radicali Italiani, e lanciata per la prima volta in Lombardia (dove son state raccolte più di 8000 firme sulle 5000 necessarie), ma a breve sarà replicata anche in Lazio, Liguria e Marche, Emilia Romagna e Friuli Venezia Giulia. Qui la firma per l’appello.

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