Una manifestazione inclusiva che negli anni continua a cercare di rendere la cultura accessibile a tutti allo stesso livello, senza eccezioni, sempre con nuovi stimoli. Si tratta del Festival Ti Ribalto organizzato dalla Piccola Accademia della Cooperativa Sociale Cascina Biblioteca di Milano. Giunta alla quinta edizione, l’evento 2019 andrà in scena dal 5 all’8 giugno presso il Teatro Verdi del capoluogo lombardo, in collaborazione con Frida Isola. Quest’anno sono diverse le innovazioni sceniche e di promozione della kermesse teatrale.

Il principale elemento di novità riguarda la campagna di sensibilizzazione di Ti Ribalto che, durante l’inverno, è stata raccontata attraverso due eventi di raccolta fondi, uno presso Il Faro teatrale e l’altro nello Spazio Fattoria della Fabbrica del Vapore a Milano. “In queste occasioni, le persone che hanno partecipato come pubblico (un centinaio) non conoscevano questo festival inclusivo e non sapevano che Cascina Biblioteca offrisse anche la cultura e l’arte come ‘servizio alla persona’. La sorpresa è stata piacevole per loro e fondamentale per noi attori e registi che organizziamo la manifestazione. Abbiamo potuto raccontare e recitare storie vere e trasmettere il senso del nostro lavoro e della nostra mission. L’incontro col diverso è bello, possibile e necessario” racconta a Ilfattoquotidiano.it Giulia Donelli, la coordinatrice di Piccola Accademia e ideatrice del festival.

I protagonisti dei vari spettacoli in scena sono circa 90 persone con disabilità, in aumento rispetto al passato. Quasi tutti disabili intellettivi, una decina con lievi ritardi, altri con deficit maggiori e spettro autistico, oltre che una decina di disabili anche motori, come ad esempio tetraplegici, ipovedenti, ipoudenti con autismo, persone con distrofia muscolare. Maschi e femmine in egual numero.

L’età media varia nei gruppi di lavoro, dai 15 anni fino ai 60. In tutto, i soggetti coinvolti nel progetto sono circa 140, compresi volontari e operatori specializzati. “L’altra grande novità – dice Donelli – riguarda propriamente la scenografia, con l’utilizzo di nuovi linguaggi universali che ancora non avevamo esplorato nelle passate edizioni (clownerie, maschere, acrobatica, balli popolari, meno prosa del solito) e la presenza di uno degli spettacoli di quest’anno, La Piccola Principe, frutto di un percorso completamente integrato di attori di tutte le abilità e adulti che condividono una passione e scelgono di metterla in scena, senza pregiudizi”.

Quali sono le principali soddisfazioni? “Durante e dopo il festival c’è la presa di coscienza che il teatro e l’arte mettano davvero sullo stesso livello di capacità e valorizzino tutti, indistintamente. Imbarazzo e paura, emozione e scoppi di adrenalina sono emozioni che accomunano tutti e ci fanno reagire in modi analoghi”, risponde l’ideatrice della kermesse teatrale. “Vedere i volontari che vengono sorpresi dall’abilità dei ragazzi, che si divertono genuinamente, rubarsi le risate a vicenda, avere scambi di energia in scena, collaborare ed esprimersi con linguaggi non convenzionali è uno dei migliori modi di comparare tutti senza bisogno di spiegarlo a parole, ma con i fatti”.

Quest’anno poi, per la prima volta in assoluto, Piccola Accademia ha potuto inserire due allievi come attori di alcuni spettacoli/animazioni per bambini a pagamento, effettuando la prima inclusione lavorativa di stampo culturale in Cascina Biblioteca. Lo stesso è avvenuto su tre animazioni per feste di compleanno con spettacolo teatrale, al quale hanno partecipato quattro allievi attori come volontari. Secondo Donelli l’obiettivo è quello di capire le attitudini di ognuno degli allievi interessati a coltivare le arti performative come professione e inserirli gradualmente nelle posizioni lavorative possibili che li valorizzino e li rendano soddisfatti nella vita.

“Mi piace partecipare al Festival come attore, le luci fanno caldo, ma loro sono miei amici. Mi piace ballare e recitare, essere grande e sentirmi grande. Totò è il mio mito e sono emozionatissimo” dice a Ilfattoquotidiano.it Francesco, 20enne con sindrome di Down. “Anche a me piace il teatro e lo faccio per mia madre che guarda da lassù” spiega Elda, signora di 40 anni circa, commovendosi. “Mi diverto molto in scena, sto bene, faccio un personaggio che sa fare tutto e vorrei essere anch’io cosi nella realtà. Mi sento un po’ male quando dimentico le battute, ma dicono che non importa, io però non vorrei. Vorrei fare tutto bene, ma è una gioia unica essere attrice al Festival Ti Ribalto”.

La coordinatrice di Piccola Accademia infine sottolinea che “di tanti eventi culturali che proponiamo in Italia, belli e numerosi per fortuna, lo spazio per raccontare il valore dell’incontro rimane ancora qualcosa di etichettato come sociale e non ci si rende conto, invece, che quello è già cultura. Incontri tra attori, tra loro e pubblico, tra storie e bagagli personali e punti di vista sul mondo – aggiunge Donelli – sono cultura e, se sviluppati e restituiti al pubblico, sono una forma d’arte. Noi lavoriamo con questa consapevolezza e questo obiettivo, per cui cultura e sociale si integrino sempre di più”.

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