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Agrigento, lettera di insulti e minacce al pm Patronaggio: “Intimidazioni su sbarchi dei migranti”

Il magistrato a gennaio scorso ha indagato Salvini per il caso della nave Diciotti. Questo è l'ennesimo messaggio intimidatorio. Qualche giorno fa aveva ricevuto un'altra busta con dentro un proiettile
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L’ennesima lettera, piena di insulti e minacce, è arrivata questa mattina, venerdì 28 giugno. Il destinatario è il procuratore capo di Agrigento, Luigi Patronaggio. Le ragioni delle intimidazioni, sono, ancora una volta, gli sbarchi dei migranti. Appena venti giorni fa, il 10 giugno, al magistrato era stata recapitata un’altra lettera con dentro un proiettile e un avvertimento: “La prossima volta, se continuerai a fare sbarcare gli immigrati, passiamo ai fatti. Contro di te e ai tuoi tre figli”. E non era la prima volta. La busta arrivata in giornata è stata intercettata dalle guardie giurate. L’indirizzo, “Dottor Patronaggio”, era scritto con un normografo per non lasciare indizi sulla grafia.

Patronaggio aveva già ricevuto minacce a gennaio scorso, nel periodo in cui stava indagando il ministro dell’Interno Matteo Salvini per sequestro di persona aggravato nell’ambito del caso della nave Diciotti. All’epoca aveva ricevuto una lettera contenente un proiettile da guerra e il messaggio: “Zecca sei nel mirino”. In quei giorni lo stesso Salvini espresse solidarietà al magistrato. Il 21 giugno la procura di Agrigento, coordinata dal pm Patronaggio, ha aperto un’indagine per traffico di esseri umani, arrestando due tunisini con l’accusa di aver fatto entrare illecitamente in Italia 43 profughi e altri sette libici ed egiziani per aver rimorchiato in acque italiane un barchino con 81 migranti, per poi abbandonarlo in precarie condizioni di sicurezza e fuggire verso la Libia.

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