Cultura

Rimini, il palcoscenico diffuso del Santarcangelo Festival per rallentare con gentilezza

“Slow & Gentle” è il titolo della rassegna di teatro contemporaneo, danza e arti performative che anche quest'anno, dal 5 al 14 luglio, anima il comune romagnolo. Tanti i temi: dalle storie delle badanti che vivono in Italia alla censura

di Beatrice Manca

La censura. Il rapporto tra informazione, verità e percezione. I morti in mare nel Mediterraneo. Le donne straniere nelle nostre case. Ma anche la musica, il folklore, la fantasia: l’arte indaga il presente con occhi nuovi in questa edizione del Santarcangelo Festival, storica rassegna di teatro contemporaneo, danza e arti performative di Santarcangelo di Romagna, in provincia di Rimini. Dal 5 al 14 luglio tutto il paese diventa palcoscenico diffuso, animato dai più innovativi artisti internazionali, sotto la direzione artistica di Eva Neklyaeva e Lisa Gilardino. Filo conduttore dei tanti appuntamenti della rassegna è un nuovo sguardo sulle cose, l’occasione di rallentare e di vivere “lentamente e delicatamente” come recita il titolo della 49 edizione di Santarcangelo Festival: “Slow & Gentle”.

La “violenza liquida” del Mediterraneo – La rassegna non ha un solo tema, ma vuole diventare un’oasi per imparare ad osservare la realtà da altre prospettive, creando nuove relazioni e mettendo in discussione abitudini e visioni consolidate. La cronaca si intreccia quindi con la ricerca artistica, come nella videoinstallazione Liquid Violence del collettivo Forensic Oceanography: Lorenzo Pezzani e Charles Heller presentano una dettagliata ricerca di sul caso Iuventa, nave della ong tedesca Jugend Rettet sequestrata dalla magistratura italiana nell’agosto 2017, con l’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Proprio in questi giorni è stata lanciata una petizione su Change.org che chiede all’Italia di rinunciare ai procedimenti penali contro Pia Klemp, 35enne tedesca capitano della nave. Liquid Violence, attraverso sofisticate tecnologie digitali, indaga il regime di militarizzazione del Mediterraneo, analizzando le condizioni che hanno causato la morte di oltre 16mila persone negli ultimi 20 anni.

Censura, media e potere – Ad altre latitudini, l’arte incontra (e si scontra) con la politica: uno dei temi presenti in questa edizione di Santarcangelo è la censura. Per la prima volta in Italia sarà ospite del festival il gruppo brasiliano Dominio Publico, quattro artisti che in patria hanno subito la censura governativa. Molti artisti al Festival si interrogano sulle nostre capacità di indagine, tra fake news, ricerca delle fonti e tranelli mediatici. L’olandese Dries Verhoven, per esempio, con l’installazione video Guilty Landscapes, vuole esplorare il senso di colpa e di disagio che prova lo spettatore di fronte al telegiornale, continuamente esposto a tragedie e disastri.

Le badanti, donne “sospese” – Scopo del Festival è raccontare il mondo, ma anche il territorio: tessere relazioni e attivare la comunità locale. Nella video performance Lighter Than Woman, l’artista estone Kristina Norman raccoglie le storie di alcune donne migranti che vivono a Santarcangelo e Bologna, lavorando come badanti. Un lavoro durato tre anni, tra incontri e conversazioni, culminato in una performance che unisce proiezioni e interventi dal vivo: c’è Halina, una “badante di dolci”, che fa torte straordinarie, Marina, la poetessa che ha scritto dell’inno delle badanti, e tante altre donne che raccontano la loro condizione sospesa “tra qui e là”, di straniere di famiglia.

Draghi, baci e circo – Santarcangelo è un Festival giovane, animato da 500 bambini e ragazzi che hanno partecipato ai workshop, curato il programma e portato il loro contributo. Al Festival c’è spazio anche per la mitologia, il folklore, lo sport: i madrileni Pablo Esbert Lilienfeld e Federico Vladimir Strate Pezdirc danno vita a un dragone marino attraverso l’abilità di sei nuotatrici sincronizzate (nella foto), che trasformano la vasca in un mondo fantastico (Dragon, rest your head on the seabed). Sempre in acqua, il collettivo milanese MACAO invece allena il pubblico a “non fare nulla”. Sulla terraferma, Alessandro Sciarroni prova a salvare dall’estinzione l’antica Polka Chinata, misteriosa danza bolognese, praticata solo da cinque persone. Ilenia Caleo e Silvia Calderoni creano una performance collettiva di baci senza sosta (Kiss). E poi spettacoli circensi in piazza, musica dal vivo e dj set nel bosco fino all’alba.

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