È l’ultimo consigliere coinvolto nell’inchiesta sul Csm rimasto al suo posto, nonostante sia autosospeso ormai da settimane. Adesso Paolo Criscuoli ha chiesto di essere collocato in aspettativa. Il consigliere togato che si era autosospeso dopo il suo coinvolgimento – senza essere indagato – nella vicenda delle riunioni organizzate dal pm romano Luca Palamara, con Cosimo Ferri e Luca Lotti sulle nomine ai vertici delle procure, a cominciare da quella di Roma. Altri quattro consiglieri presenti a quegli incontri si sono intanto dimessi da Palazzo dei marescialli e sono stati riassegnati dal Csm ai loro uffici giudiziari di provenienza. Nei confronti di tutti loro, il pg della Cassazione Riccardo Fuzio e il ministro della Giustizia hanno promosso l’azione disciplinare.

Proprio oggi Palazzo dei Marescialli ha accolto all’unanimità le dimissioni anticipate dello stesso pg della Cassazione, che lascerà la magistratura domenica prossima e non il 20 novembre come era stato in un primo momento concordato con il Comitato di presidenza del consiglio superiore della magistratura. Fuzio ha comunicato nei giorni scorsi la decisione di andare via prima perché non c’erano più “le condizioni interne per garantire la piena funzionalità della Procura generale della Cassazione”. Un riferimento legato al fatto che il pg è stato iscritto nel registro degli indagati della procura di Perugia per rivelazione di segreto d’ufficio. “Qualcuno ha messo in dubbio la mia lealtà e onestà professionale, fino al punto di ipotizzare che avessi potuto celare le carte relative alle intercettazioni con Palamara. E questo era inaccettabile”.

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