Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha ricevuto alla Casa Bianca Sergio Mattarella. Al centro dell’incontro c’è la nuova guerra dei dazi tra Stati Uniti ed Europa che rischia di penalizzare soprattutto il settore dell’agroalimentare italiano. “Mi auguro che sia possibile trovare un metodo di confronto collaborativo che eviti una spirale di ritorsioni. E bisogna cercarlo subito”, ha tenuto a precisare il presidente della Repubblica. Rispondendo alle parole di Mattarella, il tycoon americano rimanda la palla nel campo europeo, dicendo che l’Ue non dovrebbe pensare a ritorsioni contro gli Usa dopo la decisione dell’Organizzazione mondiale del commercio (Wto) sugli aiuti ad Airbus.

La discussione ha subito virato sulla tassazione dell’import-export: “Mi sembra preferibile confrontarsi subito e tenere conto delle diverse posizioni – ha ribadito Mattarella – L’alternativa è il rischio di metterci su una strada che in ogni caso necessiterà di un punto d’incontro e allora tanto vale cercarlo subito. Le tensioni commerciali non giovano ad alcuno e la reciproca imposizione di dazi è controproducente e dannosa per le nostre economie”. Ma Trump è sembrato rimanere sulla sua posizione, rispondendo che “i dazi non sarebbero una ritorsione, perché l’Unione Europea ha già ottenuto dei vantaggi, si è approfittata dei precedenti presidenti” degli Stati Uniti. Anche se ha comunque promesso che gli Usa “non vogliono essere duri con l’Italia” e che “valuteranno attentamente” le rimostranze di Roma: “L’Italia ha un problema su come i 7,5 miliardi di dollari di dazi sono stati suddivisi, crede di avere avuto un ruolo minore rispetto ad altri paesi come la Francia o la Germania“, ha osservato il tycoon.

The Donald ha poi affrontato il tema dell’offensiva turca in Siria dichiarando che “i curdi sono molto ben protetti, non sono degli angeli. Il Pkk è una minaccia peggiore di Isis” e si è detto convinto che “le sanzioni (alla Turchia, ndr) sono più efficaci della presenza delle truppe Usa per mantenere la stabilità” nell’area. Poi, riferendosi al supporto russo in favore del governo di Bashar al-Assad, ha commentato: “La Siria può ottenere l’aiuto dalla Russia e va bene. C’è molta sabbia con cui giocare lì”. Poi ha concluso ribadendo la linea dell’amministrazione: “Lasciamo che la Turchia e la Siria combattano la loro guerra, non voglio far parte di una guerra tra Turchia e Siria”.

Il presidente Mattarella ha invece condannato duramente l’iniziativa turca nel nord-est siriano: “L’Italia ha condannato e condanna l’operazione in corso da parte della Turchia”, ha detto aggiungendo che l’Italia è “fortemente preoccupata per l’offensiva della Turchia contro i curdi. Ci sono già molte vittime anche tra i civili e molti sfollati. Rischiamo di offrire spazi impensati all’Isis”.

Altro tema caldo tra Italia e Stati Uniti è quello che riguarda il 5G. Donald Trump si è detto “molto soddisfatto” delle rassicurazioni fornite dall’Italia in tema di reti 5G e della presenza della cinese Huawei. Il governo italiano è stato “molto accomodante”, ha detto il presidente Usa ringraziando il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, e Sergio Mattarella. “L’Italia – ha dichiarato Mattarella – è molto attenta alle esigenze di sicurezza nazionale, lo è e lo sarà” anche in futuro.

Nella conferenza stampa congiunta a margine del bilaterale, il presidente americano invita poi l’Italia, come già fatto con gli altri membri della Nato, a rispettare gli accordi sui contributi all’organizzazione e portarlo dall’1% attuale al 2% del Pil: “Sembrerà incredibile – ha poi aggiunto -, ma la Turchia paga i suoi contributi alla Nato”. Il capo del Quirinale ha però risposto ricordando che “l’Italia resta il quinto contributore Nato e il secondo in termini militari dopo gli Usa. L’Italia è il paese che di più fornisce suoi militari per missioni Nato” dopo gli Usa.

Il tycoon si è poi congratulato con l’Italia per l’acquisto di “90 nuovissimi F35, il programma va molto bene”. Un’operazione da 14 miliardi di euro circa, come anticipato dal Corriere pochi giorni fa.

Una parentesi anche sulle rivelazioni sui contatti tra il ministro della Giustizia americano, William Barr, e i vertici dell’intelligence italiana, sui quali Trump ha assicurato di non conoscere “il rapporto del ministro, ma credo che scoprirà molta corruzione“, la discussione ha toccato il dossier siriano e l’offensiva del governo di Ankara nel nord-est a prevalenza curda. A chi gli chiede se pensa che l’Italia abbia giocato un ruolo importante nel Russiagate, ha risposto: “Si è cercato di nascondere ciò che è stato fatto in alcuni Paesi e uno di questi potrebbe essere l’Italia. Non conosco i dettagli”, dicendosi però certo che le elezioni del 2016 sono state “corrotte” e che la corruzione “potrebbe arrivare fino al presidente Obama“. “Presto verrà pubblicato un rapporto”, ha poi concluso.

Il presidente americano è poi passato a parlare della questione migratoria dicendo che “l’Italia non vuole i confini aperti e gli Usa neanche”, invitando l’Europa a una maggiore solidarietà nei confronti di Roma sulla questione degli sbarchi nel Mediterraneo: “La Libia ha portato una crisi migratoria che sta mettendo una pressione iniqua sull’Italia, spero che l’Ue affronti di più questo problema – ha detto – Abbiamo un ottimo rapporto commerciale con l’Ue”.

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