Spesso diciamo che attraverso il passato possiamo leggere il presente. Io, invece, vorrei provare a invertire i termini: attraverso il presente possiamo leggere la nostra storia. Capire come è stato possibile arrivare a quel punto. Vedere ciò che abbiamo fatto e non dovevamo fare e ciò che non abbiamo fatto e dovevamo fare. Se vedo una spiaggia piena di cicche in una nazione che dovrebbe vivere di turismo, io mi chiedo come siamo potuti arrivare a massacrare la bellezza e a sprecare una risorsa che avrebbe potuto migliorare anche le nostre tasche.

Ieri sera sono entrato in una chiesa che fino a non molto tempo fa aveva tutte le pareti coperte da affreschi seicenteschi. Pochi passi nella navata e sono rimasto senza parole nel vedere uno scempio. Attraverso questo presente cerco di capire la nostra storia. Non è un modo di autoflagellarsi, al contrario è un prendere consapevolezza di un presente che va assolutamente cambiato per il bene nostro e di chi verrà dopo di noi. Avere ben chiaro il problema aiuta a non ripetere gli errori.

Con la cultura non si mangia, ci è stato detto. E tanti, ancora oggi lo sostengono, magari non apertamente, ma certo con un comportamento, con una politica che cerca di spegnere i sogni e le speranze creando servi consenzienti e incapaci di leggere la società in maniera più ampia. Si dice che la politica, non investa abbastanza nella cultura. È certo vero, ma la politica siamo noi. In Italia possediamo uno straordinario museo diffuso che distribuisce su tutto il territorio, e non in pochi punti, opere d’arte, paesaggi marittimi e alpestri, città e borghi che contribuiscono, oltre che a migliorare il nostro pensiero, anche a migliorare la nostra economia. Questa bellezza, però, va difesa e non lasciata marcire. A volte ci sottraiamo alle nostre responsabilità parlando di destino. Ma il destino è storia disegnata dall’uomo.

Non saper vedere l’importanza della cultura nelle nostre vite non dimostra l’inutilità della cultura, ma solo la nostra ignoranza. Il giudizio negativo di un analfabeta difronte alla Divina Commedia non dimostra la pochezza di Dante, ma solo l’ignoranza di chi lo afferma. La cultura è condivisione di valori che una società ha ritenuto fondanti e che servono a formare persone capaci di essere parte attiva, propositiva, anche critica, di un progresso volto al bene dell’uomo. L’arte è sogno e il sogno è il primo gradino della creazione. Se si vuole creare un qualcosa, bisogna prima sognarlo. Tanto in campo umanistico quanto scientifico. Chi ha inventato il telefonino ha dovuto prima sognarlo per poi realizzarlo. A ricordarlo è la letteratura: Don Chisciotte e Sancio Panza. Sogno e concretezza insieme.

Solo chi desidera creare ignoranza prova a dividere arte da scienza. Arte e scienza sono complementari: l’una ha bisogno dell’altra. L’arte sviluppa cultura e la cultura ti fa capire se ciò che stai inventando sarà un bene o un danno per l’uomo. Grazie alla cultura è possibile leggere le strategie di un potere che vorrebbe farci vestire i panni del docile, addomesticato consumatore. L’arte ricopre un ruolo sociale e civile donando libertà di pensiero. Il patrimonio artistico che ci è stato lasciato in eredità è una straordinaria fonte di crescita culturale ed economica e va difeso. Dobbiamo ritrovare la voglia e la forza di rialzarci ripartendo dalla nostra identità perché solo così potremo dialogare alla pari con altri Paesi.

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