Niente settimana lavorativa corta. O almeno: il progetto che i media locali nei giorni scorsi avevano attribuito alla nuova premier finlandese Sanna Marin per ora “non è nell’agenda del governo”. La notizia aveva fatto il giro del mondo, visto che l’idea di lavorare solo sei sei ore al giorno per quattro giorni a settimana è decisamente allettante. Ma l’account Twitter ufficiale dell’esecutivo di Helsinki martedì ha chiarito: “L’iniziativa non è al momento nel programma. Era stata proposta dalla premier in una tavola rotonda lo scorso agosto quando era ancora ministra dei trasporti, prima di essere eletta capo del governo a dicembre. Non vi sono state attività recenti sull’argomento”.

La proposta di tagliare drasticamente l’orario di lavoro era stata esposta dalla 34enne Marin in occasione del 120° anniversario del Partito socialdemocratico lo scorso 17 agosto. Allora aveva precisato: “La gente merita di trascorrere più tempo con le famiglie, con i propri cari e in altri attività. Questo potrebbe essere il prossimo passo nella nostra vita lavorativa. Una settimana di quattro giorni e sei al giorno, perché non potrebbe essere il prossimo passo? Sono le otto ore la verità?”. Parole che la futura premier aveva scritto sulla sua pagina Twitter e che sono state “ripescate” dai media locali.

Dallo scorso dicembre, tuttavia, mese in cui è stata eletta a capo del governo, l’idea dalla Marin non è stata più discussa. La ripresa da parte dei media locali delle parole della ex ministra, tuttavia, è stata sufficiente per riaccendere in Finlandia il dibattito su un maggiore equilibrio fra lavoro e vita privata, con diversi paesi e società che hanno sperimentato alternative alla tradizionale giornata lavorativa.

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