Il Lazio continua a procurarsi spazi nella città di Roma da dedicare a chi ha contratto il Coronavirus. Nella giornata di lunedì, è arrivato l’accordo con la prima clinica privata di imprenditoria laica, l’Icc Istituto Clinico Casal Palocco, che diventerà il quarto Covid Hospital della Capitale, una emanazione dell’hub principale, l’istituto Lazzaro Spallanzani. La firma del protocollo fra l’ente regionale laziale e il gruppo emiliano Gmv di Ettore Sansavini è giunta quasi in contemporanea alla presentazione da parte del premier Giuseppe Conte del nuovo decreto che permetterà alle Regioni di sottoscrivere accordi con la sanità privata , e per lo stesso motivo che l’accordo non è stato chiuso già lo scorso weekend.

I primi 12 letti di terapia intensiva e i 20 di degenza ordinaria saranno già utilizzabili mercoledì, mentre ci vorrà un po’ di più prima di liberare il reparto di medicina interna alla torre 8 del Policlinico Tor Vergata. A regime, Casal Palocco sarà in grado di ospitare 98 posti: 30 letti di terapia intensiva, 18 di sub-intensiva e 50 ordinari. “Al momento non è stato affrontato l’aspetto economico – fanno sapere dalla Gmv – Ci hanno chiesto disponibilità e ci siamo fatti trovare pronti”. Il presidente del gruppo, Sansavini, ha commentato: “In questo momento di emergenza non esiste differenza fra sanità pubblica e privata”.

Leodori: “Aiutare la Lombardia? Abbiamo già iniziato” – Nella stessa giornata sono partiti anche il Covid Hospital 2 alla Columbus del Policlinico Gemelli (di proprietà dell’università Cattolica di Roma) con i primi 32 posti letto ordinari e 21 di terapia intensiva, e il nuovo reparto malattie infettive all’odontoiatrica Eastman dell’Umberto I. “Con i posti nelle province arriviamo ad una rete complessiva di circa 1500 posti a disposizione dell’emergenza in tutta la Regione Lazio”, afferma l’assessore regionale alla Sanità, Alessio D’Amato. I prossimi giorni saranno decisivi per capire se i 4 Covid Hospital saranno sufficienti o se bisognerà attrezzarsi ulteriormente.

Il bollettino di lunedì parla di 534 casi in tutto il Lazio – di cui 169 nella città di Roma – con 267 ricoverati ordinari e 31 in terapia intensiva (guariti 32 e deceduti 19). I numeri dei contagi sono tutto sommato confortanti, visto che da 7 giorni nel Lazio si viaggia ad un incremento costante fra i 70 e i 90 positivi al giorno – rispetto ai 300 previsti dalla Protezione civile regionale – trend che consentirebbe alla Capitale e al suo hinterland di affrontare il “picco” di fine settimana sotto i 1000 contagi totali. A quel punto si potrebbe pensare di dare una mano alla Lombardia. “Ma lo stiamo già facendo – conferma a ilfattoquotidiano.it il vicepresidente del Lazio, Daniele Leodori – Ci sono già 2 casi ricoverati nella nostra regione. L’Italia è una sola: se serve siamo pronti”.

“Autista positivo”, subbuglio in Atac. Raggi: “Soluzioni per gli homeless” – Intanto, in una Capitale “spettrale” come l’ha definita la sindaca Virginia Raggi durante una diretta Facebook, si registrano forti pressioni nel campo dei trasporti. In mattinata, sulle chat di autisti e macchinisti Atac è iniziata a girare la notizia di un conducente del deposito di Grottarossa trovato positivo al Coronavirus. Poche ore dopo, un altro autista avrebbe fatto scendere i passeggeri e lasciato il suo autobus in sosta appena ricevuta la presunta notizia della positività della fidanzata. È bene specificare: si tratta di tutte voci non verificate che però stanno alimentando il malcontento dei lavoratori. Il risultato è che in molti hanno iniziato a chiedere giorni di malattia, recupero ferie, prolungamenti della 104 e congedo parentale.

Tutto ciò mentre la prima cittadina, sui suoi social, ha annunciato nuove misure di accoglienza “h24” per i senza fissa dimora. “L’amministrazione – ha spiegato Raggi – sta verificando la disponibilità degli enti gestori per ampliare ulteriormente i posti del Piano freddo, così come per utilizzare per l’accoglienza le strutture dei servizi del Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati oggi dismessi”.

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