Come è gestita nelle vostre città l’emergenza Coronavirus? Come si comportano le autorità e i cittadini? E nelle vostre vite, c’è qualche aspetto positivo o inatteso nell’isolamento forzato? Abbiamo chiesto ai nostri Sostenitori di raccontarcelo, inviando testimonianze, osservazioni e spunti per la redazione al Blog Sostenitore. Mai come stavolta il contributo della nostra comunità è fondamentale: con il Paese in zona rossa, ogni segnalazione è importante. Abbiamo bisogno di voi. Sosteneteci: se non siete ancora iscritti, ecco come potete farlo.

di Elisa Zaccagnini

E’ da settimane che, a seguito dell’emergenza Coronavirus, stiamo tutti a casa, o per lo meno la maggior parte di noi. E’ da settimane che ci sentiamo più soli, che abbiamo paura, che cerchiamo di fronteggiare e sconfiggere un nemico invisibile che ha messo il mondo in ginocchio. Ma è proprio in questa solitudine che, paradossalmente, possiamo sentirci più uniti. E’ proprio in tale momento che abbiamo bisogno di collaborazione, spirito di gruppo, solidarietà e rispetto delle regole da parte di ogni individuo.

Per evitare un contagio estremamente facile e veloce, è necessario seguire pedissequamente le direttive poste dal Governo uscendo di casa solo in ipotesi tassative. C’è chi rispetta questi precetti, e chi, invece, non smentendosi nemmeno in tali occasioni, le viola, mettendo a rischio la propria incolumità e quella altrui. Dobbiamo fare quanto più nelle nostre capacità per tutelare la nostra salute, quella delle persone che amiamo ma anche di quelle che non conosciamo, ponendoci in una condizione di vicinanza emotiva.

E possiamo farlo rimanendo a casa, dove, sì, abbiamo il dovere di restare ma dove ci sentiamo più al sicuro: è il nostro rifugio sicuro, il nostro nido. Un nido che, a maggior ragione in un periodo di difficoltà generale, dovremmo fortemente apprezzare in considerazione del fatto che ci sono persone che non hanno la possibilità di viverlo in sicurezza o che addirittura non lo hanno affatto.

Non vorrei fare del moralismo ma limitarmi semplicemente ad osservare la realtà circostante: penso alle vittime di violenza domestica e ai clochard a cui, nel nostro piccolo, dovremmo rivolgere un pensiero di vicinanza e dalla cui situazione dovremmo imparare a percepire il poter stare a casa come un privilegio. Ed è proprio a casa che possiamo cominciare a migliorarci e a vivere il tempo a disposizione dedicandoci alle nostre passioni o riscoprendone di nuove.

Ho la fortuna di abitare in campagna e mai come in questo momento di sedentarietà sto assaporando la natura che mi circonda e spero che, una volta usciti da questa terribile emergenza sanitaria, saremo tutti più sensibili verso una concezione ecosostenibile del pianeta Terra, pianeta che a causa dell’incuranza, dell’ignoranza e della superbia dell’essere umano è sempre più in serio pericolo.

Secondo alcuni studi, il Covid-19 ha potuto diffondersi dall’animale all’uomo nell’ambiente urbano proprio a causa della distruzione dell’ecosistema, di quelle barriere naturali che avrebbero potuto rappresentare un argine al contagio. Deforestazioni, allevamenti intensivi, emissione smodata di gas serra etc: l’essere umano, in un delirio di onnipotenza, a volte dimentica di far parte di una categoria più generale, quella degli esseri viventi che dovrebbe rispettare e tutelare.

Spero con tutto il cuore, auspicandomi di non essere una povera illusa, che da questa pandemia se ne esca e se ne esca migliori. Confido che l’umanità possa guardarsi un po’ intorno prendendosi cura del pianeta Terra, considerato nella sua interezza e bellezza.

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