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Coronavirus, Fontana premia Annalisa Malara, il medico che scoprì il ‘paziente 1’ a Codogno

La Rosa Camuna è un riconoscimento assegnato dalla Lombardia a chi si distingue per il suo impegno sociale. Il governatore: "Premiando lei si premiano tutti medici, infermieri, volontari che in questa pandemia hanno dimostrato una forza, determinazione, disponibilità davvero commovente"
Coronavirus, Fontana premia Annalisa Malara, il medico che scoprì il ‘paziente 1’ a Codogno
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Nel giorno in cui il presidente della Repubblica Sergio Mattarella visita Codogno per rendere omaggio alle vittime della pandemia, il governatore della Lombardia Attilio Fontana premia Annalisa Malara, l’anestesista di turno la notte in cui Mattia, il “paziente 1”, fu portato in ospedale. Fu lei, di fronte alla situazione critica del 38enne, a pensare all’impossibile: a quel Covid-19 che tante vittime mieteva in Cina ma che qui sembrava solo una minaccia lontana. E che invece circolava già in Italia. Quella diagnosi, che permise di salvare la vita di Mattia, verrà premiata con la Rosa Camuna, uno dei principali riconoscimenti della Regione assegnato a chi si distingue particolarmente per il suo impegno sociale.

“Uno dei premi Rosa Camuna di quest’anno sarà dedicato alla dottoressa Annalisa Malara che per prima ha avuto il coraggio di individuare il paziente 1. Credo che si debba un grazie a lei – ha detto il governatore in diretta Facebook al Cittadino di Lodi – per questa scelta coraggiosa e che premiando lei si premiano tutti medici, infermieri, volontari che in questa pandemia hanno dimostrato una forza, determinazione, disponibilità nei confronti degli altri che è davvero commovente“.

“Era giovane, sano, senza patologieaveva raccontato la dottoressa Malara ai microfoni di Skytg24, ricordando la notte del 21 febbraio – nell’arco di pochissime ore la polmonite all’inizio leggera è diventata gravissima senza nessuna risposta alla terapia messa in atto in quel momento. La gravità di questa polmonite ha acceso un campanello dall’allarme proprio perché non guariva“. Non si poteva escludere nulla a priori, ha detto, perché Mattia stava morendo. La decisione di fare il tampone condivisa con il primario e con il reparto di malattie infettive, poi la diagnosi: sia l’uomo che la moglie – incinta – avevano contratto il coronavirus. Ad oggi sconosciuta la catena dei contagi che possano far individuare il ‘paziente zero’.

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