Decine di coltellate, colpi insistiti sulle articolazioni, forse nel tentativo di sezionare il corpo. Giovanni Fabbrocini, 65, una vita da incensurato, ha ucciso così la convivente, Maria Adalgisa Nicolai, 59 anni, ricercatrice di agraria alla Federico II. Un delitto originato, secondo le prime ricostruzioni, dal rifiuto di lui di andare in vacanza, come chiesto da lei: era terrorizzato da settimane dalla pandemia da coronavirus e per questo viveva da qualche tempo barricato in casa. Fabbrocini, dopo aver ucciso la convivente, si è lanciato dal quarto piano del palazzo di Portici in cui abitava la coppia.

Tutto, come ricostruisce il Mattino, è avvenuto poco prima di cena, quando i vicini di casa dei due hanno sentito il tonfo del corpo di Fabbrocini sulle impalcature per la ristrutturazione del palazzo. A quel punto è scattato l’allarme e i carabinieri hanno fatto irruzione nell’appartamento trovato la 59enne in una pozza di sangue. Sul suo corpo sono state trovate ferite in particolare sulle articolazioni del corpo.

La coppia, hanno riferito i vicini ai carabinieri, era molto riservata. Non era una storia di violenza domestica o maltrattamenti, per quello che è stato possibile ricostruire. Ma il rapporto si era deteriorato con il lockdown che aveva causato diversi litigi. L’ultimo ieri: Maria Adalgisa, secondo le testimonianze una donna allegra e apprezzata in ambito universitario, voleva andare in vacanza, Giovanni si era ancora una volta rifiutato di uscire da casa perché da tempo viveva con ansia i rischi del coronavirus.

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