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Recovery Fund, il ministro Amendola sporge denuncia dopo la diffusione dei progetti da presentare a Bruxelles: “Sono provvisori”

Il titolare delle Politiche europee spiega che si tratta di "schede ricevute da fonte anonima con l'unico intento di creare confusione e disinformazione" perché "risalenti a uno stadio iniziale dei lavori con ipotesi e proposte già ampiamente superate"
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È furioso il ministro per le Politiche europee Vincenzo Amendola, coordinatore del Comitato interministeriale Affari europei, che ha annunciato in mattinata di aver sporto denuncia nel tentativo di individuare la “fonte anonima” che ha fatto arrivare sulle scrivanie di alcuni quotidiani italiani un primo, provvisorio documento con la lista dei 557 progetti presi in esame prima di essere presentati a Bruxelles per accedere ai fondi del Recovery Fund: “Questa mattina alcuni giornali e siti riportano un’elencazione di progetti per la definizione del Recovery plan italiano – ha dichiarato – Si tratta di schede ricevute da fonte anonima con l’unico intento di creare confusione e disinformazione“.

Questo, spiega, perché “i file pubblicati sono risalenti a uno stadio iniziale dei lavori con ipotesi e proposte già ampiamente superate. La presentazione ufficiale del progetto avverrà a gennaio 2021 e sarà a cura della Presidenza del Consiglio dei ministri”. Una precisazione che, comunque, si può ritrovare anche negli articoli delle testate che hanno deciso di diffondere la lista con i 557 progetti, per un valore totale di 677 miliardi di euro, più del triplo rispetto allo stanziamento deciso in sede di Consiglio Ue che consiste in 209 miliardi di euro. Si tratta infatti dei progetti presentati dai ministeri che dovranno passare dalla scrematura e dal confronto con la task force della Commissione Ue.

“Nel frattempo – aggiorna poi Amendola – la stesura del Piano di rilancio segue il cronoprogramma indicato, in costante confronto con Parlamento, enti locali e Regioni sulle linee guida, in attesa delle comunicazioni della Commissione europea. Per questi motivi ho sporto denuncia alla procura della Repubblica per individuare i responsabili della fuga di notizie”.

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