Il cartello è in bella vista nel centro di Bergamo, fotografato dall’assessora alla Cultura Nadia Ghisalberti: “Disponibile vaccino omeopatico antinfluenzale 2020”. Un altro a Breno, provincia di Brescia: “In questa farmacia è disponibile il nuovo vaccino antinfluenzale omeopatico”. “Previeni l’influenza con l’omeopatia: prenota il vaccino omeopatico Influenzinum”, incoraggia sui social un farmacista di La Spezia. E a Fara in Sabina, nell’alto Lazio, si celebra “il nuovo vaccino omeopatico, formulato col ceppo influenzale dell’anno in corso, consigliato anche per neonati e donne in gravidanza”. Sono decine le farmacie italiane che, sotto il falso nome di “vaccino”, pubblicizzano rimedi omeopatici contro l’influenza stagionale. Una prassi non nuova, ma più pericolosa adesso che i vaccini antinfluenzali – quelli veri – sono richiestissimi in funzione anti-Covid e, almeno nelle farmacie, ancora introvabili. Il rischio è che i clienti, condizionati dalla pubblicità ingannevole, si affidino all’omeopatia illudendosi che abbia lo stesso effetto. Quando non lo ha affatto: “I vaccini omeopatici semplicemente non esistono e come tutte le preparazioni omeopatiche non hanno alcuna dimostrata efficacia, non contenendo alcun principio attivo”, dice al fattoquotidiano.it Roberto Burioni, ordinario di Virologia all’università Vita-Salute San Raffaele. E anche gli ordini regionali dei Farmacisti annunciano provvedimenti.

Quasi ovunque il prodotto spacciato per vaccino è l’Influenzinum, un rimedio omeopatico in granuli prodotto, tra gli altri, dall’azienda francese Boiron e dall’italiana Oti. Si tratta di una diluizione 9CH del ceppo virale dell’influenza: una parte di virus è diluita in 99 di soluzione idroalcolica con il procedimento ripetuto per nove volte, il che porta la concentrazione del virus nel prodotto finale 1/1.000.000.000.000.000.000 (uno su un miliardo di miliardi). Il prezzo online per quattro tubetti monodose si aggira intorno ai 15 euro, ma in farmacia arriva a costarne 30. La posologia consiglia di assumere un tubetto monodose una volta al mese per quattro mesi, facendo sciogliere i granuli sotto la lingua: sulla confezione e nel bugiardino, per obbligo di legge, c’è scritto che il medicinale non ha indicazioni terapeutiche approvate. E d’altra parte è la stessa Boiron che sul proprio sito web lo scrive a caratteri cubitali: “Influenzinum homeopathic medicine is not a vaccine”, non è un vaccino. Posizione ribadita nelle scorse ore da Silvia Nencioni, presidente e amministratore delegato di Boiron Italia: “L’omeopatia non sostituisce in alcun modo la vaccinazione, che riveste un ruolo fondamentale in materia di salute pubblica”. “Come associazione di categoria ci dissociamo da chiunque parli dell’esistenza di vaccini omeopatici”, precisa anche il presidente di Omeoimprese, Giovanni Gorga.

Ma i farmacisti che cantano le lodi del loro “vaccino” danno un’altra versione: “Si chiama vaccino perché è prodotto a partire dai ceppi, è una valida alternativa per chi non vuol fare l’iniezione”, sostiene una titolare a cui chiediamo lumi. “È proprio come il vaccino classico – rassicura una collega -, i pazienti che lo provano tornano a chiederlo gli anni successivi”. Sulla definizione si minimizza: “Per noi vaccino è qualsiasi composto che contiene il ceppo dell’influenza”. E se i consumatori ci cascano? “In ogni caso noi non lo consigliamo”, si schermisce, “lo proponiamo solo ai clienti che lo chiedono in modo esplicito”. “Per chi ci crede, fa effetto”, sintetizza candidamente un’altra farmacista.

“È molto grave che simili preparazioni vengano vendute in farmacia e magari prescritte da medici, perché possono dare ai pazienti la falsa illusione di essere protetti, mentre la protezione è garantita solo dal vaccino vero e proprio”, attacca Burioni. “Se un anziano omette la vaccinazione vera contro l’influenza può morire. È legale raccontare bugie così pericolose per la salute pubblica? Gli ordini dei Medici e dei Farmacisti non hanno nulla da dire?”, si chiedeva già lo scorso anno sulla sua pagina Facebook Medical Facts. E a questo proposito una dura presa di posizione arriva al fattoquotidiano.it proprio da Andrea Mandelli, presidente della Federazione degli ordini dei farmacisti: “Pubblicizzare questi prodotti come vaccini è assolutamente scorretto”, dice. “L’unico vaccino è quello che supera test e sperimentazioni per validare un’ipotesi scientifica. In un momento in cui la ricerca del vaccino è spasmodica, c’è il rischio che tante persone spaventate e prive di strumenti caschino nella trappola: per questo i professionisti devono farsi portatori di informazioni corrette e non sviare i propri clienti. Segnaleremo i casi agli ordini regionali, non ci possono essere dubbi su temi così delicati”. Ma lancia anche un allarme: “Le Regioni hanno ordinato 18 milioni di vaccini. Se non ne destineranno una quota alle farmacie, per noi sarà impossibile recuperarli”. E sempre più esercenti saranno tentati dalla truffa delle etichette.

Riceviamo e pubblichiamo:
“In merito all’articolo pubblicato su ilfattoquotidiano.it in cui si parla di vaccini omeopatici, OTI – Officine Terapie Innovative tiene a precisare che, in ottemperanza alle disposizioni del Decreto 219/2006 non ha mai fatto pubblicità a medicinali omeopatici, né fornite indicazioni terapeutiche, attenendosi sempre e rigorosamente a quanto disposto dalla normativa vigente. La OTI declina ogni responsabilità e prende le distanze da chiunque presenti i suoi prodotti associandoli a messaggi fuorvianti. Il medicinale cui fa riferimento l’articolo è preparato con un ceppo omeopatico descritto in farmacopea e denominato Influenzinum, ma OTI non lo ha mai commercializzato come vaccino influenzale. Anzi, laddove ci sono state segnalate comunicazioni non autorizzate e ingannevoli, ci siamo prontamente mossi attraverso il nostro ufficio legale, diffidando formalmente gli autori”.

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