Coronavirus, non c’è solo il corpo da curare e proteggere ma anche la salute mentale
Sono oltre otto mesi che non sentiamo altro che parlare di salute, salute, salute. Il tema è diventato all’ordine del giorno, anzi direi del minuto. Virologi, epidemiologi, biologi, immunologi sono entrati improvvisamente nelle nostre case, presenti nei tg, nei talk show, in qualunque momento informativo. Di per sé, un bene, finalmente la scienza ha avuto la sua rivincita – anche se per un motivo purtroppo tragico – in un paese dove l’ignoranza, anche degli stessi giornalisti, ha sempre tenuto lontani gli esperti dai luoghi dove si danno, appunto, le notizie.
Ma la salute non è solo fisica. C’è anche quella mentale, con la quale si intende qualcosa di fondamentale: ossia la tenuta psichica delle persone, il loro equilibrio, condizione perché le persone siano non solo funzionanti, ma non facciano del male a se stesse e agli altri. Insomma, qualcosa di cruciale, importantissimo. Già prima del virus, purtroppo, della salute mentale non importava niente a nessuno. In pochissimi ne parlavano, come se essa fosse scontata, quasi una precondizione: così non è, semmai è un esito, cioè il contrario.
Così nessuno, dico sia a livello informativo che istituzionale, si è mai granché preoccupato del fatto che oggi chi non ha soldi per pagarsi uno psicoterapeuta o uno psichiatra privato di fatto non ha nessun pronto soccorso. Né nessuno aiuto, perché i centri di salute mentale, quelli che restano, non sono in grado di dare un vero sostegno né ai malati meno gravi che a quelli gravi. I quali, chiusi i manicomi, oggi non sanno letteralmente dove andare. Gli esiti possono essere estremi, come il suicidio.
Oggi in Italia si tolgono la vita ben 4000 persone ogni anno, che non sempre si suicidano per motivi “privati”, ma per contesti, sociali, economici, culturali che aggravano le patologie individuali. Per non parlare dell’abuso incontrollato di psicofarmaci, una vera epidemia che nessuno controlla, anche se gli psicofarmaci a volte possono aggravare i sintomi più che curare.
In questo contesto già drammatico per la salute mentale, si è abbattuto il Covid-19. Che, come lo stesso Istituto Superiore di Sanità fa notare, aumenta i rischi di suicidio. E non è difficile capirlo: l’angoscia di essere contagiati e magari morire, la restrizione delle libertà personali, la crisi economica con disoccupazione, precarietà, povertà, la violenza domestica a causa del confinamento, il consumo di alcol, la riduzione dei servizi dedicati alla prevenzione del disagio mentale e del suicidio, lo stress e burn out degli operatori sanitari. Ce n’è abbastanza per dire che questa dovrebbe essere un’emergenza assoluta, che dovrebbe essere in primo piano, anche nelle parole degli esperti.
E invece la maggioranza di loro – mi riferisco ad esempio a Walter Ricciardi, Massimo Galli e altri del Comitato scientifico ma non solo – nelle loro richieste non prendono minimamente in considerazione le conseguenze sulla tenuta mentale delle persone delle misure che richiedono. Come se la tenuta mentale, ripeto, fosse scontata, come se non si rischiasse il collasso.
Ovviamente non è esattamente il loro ruolo, ma allora perché non mettere nel Comitato un esperto di salute mentale, uno/a psichiatra? Qualcuno che tenga viva in questo momento veramente tragico la bandiera degli effetti delle misure sulla psiche delle persone?
Penso che siamo a un punto in cui anche gli psicoterapeuti e gli psicoanalisti, insieme agli psichiatri, dovrebbero far sentire la loro voce, proprio come gli scienziati che scrivono per chiedere il lockdown. E penso anche che il governo dovrebbe cominciare ad investire dei soldi in strumenti di sostegno alle persone. Esiste un numero di emergenza pubblico che non sia solo quello legati ai sintomi fisici? Una app per il disagio mentale? Si è pensato a uno psicologo nelle scuole fatto per questo periodo in cui la crisi sta devastando la vita dei nostri minori? Si tratterebbe comunque di misure palliative, perché ci vorrebbe ben altro e soprattutto la salute mentale, come spiegano bene gli psicoanalisti, si costruisce in tempo di pace, ma almeno sarebbe un segno di interesse verso il tema.
E chi aiuta le famiglie dal punto di vista psicologico, famiglie che devono tenere insieme la sopravvivenza economica, la frequenza della scuola e il sostegno alla didattica a distanza, la cura dei figli non solo dal punto di vista fisco ma anche mentale? E’ dura per chi ha gli tutti strumenti economici, psicologici e culturali, figuriamoci per chi non li ha.
L’unico ad aver parlato degli effetti psicologici della crisi è stato, poiché settimane fa e come al solito isolato, il presidente Sergio Mattarella. Purtroppo, non ho sentito nessun altro politico che se ne sia occupato. E capisco certo che il presidente Giuseppe Conte e il governo, che in questo momento sono impegnati in una durissima ricerca di un equilibrio tra tutela della salute fisica e tutela dell’economia, siano presi da ben altro, ma qualche esponente della nostra classe politica, magari della cosiddetta “sinistra”, poteva spendersi per questo. Figuriamoci. Qui non si sa neanche di cosa si sta parlando. Un ruolo fondamentale ce l’ha, anche, l’informazione.
Come ho scritto in un precedente post, non aiuta, a mio avviso, il bollettino dei casi giornalieri dato con enfasi totale – ci sono paesi in cui questo non accade -, le continue aperture all’insegna del panico, del terrore, della paura, della chiusura. E che cosa dovrebbe fare la gente dopo aver letto certi titoli? Come fa, letteralmente, ad andare avanti? L’unica difesa è l’isolamento, il disinteresse. Eppure i giornali dovrebbero essere d’aiuto.
Se pure il Covid-19 passerà e arriverà un vaccino, sarà fondamentale ricostruire il sistema sanitario non solo per la cura dei disturbi fisici ma anche del malessere e della disperazione psicologica. Occorre pensare a chi si prende cura dei malati gravi e dove finiscono; occorre anche, importantissimo, che il sistema possa aiutare sul territorio tutte quelle persone non gravissime ma che l’abbandono o l’incuria finiscono per dirottare verso gli psicofarmaci o le droghe. E che si aggravano quando potrebbero essere curati, con conseguenze sulle persone che gli stanno vicine, specie se minori.
E poi, ovviamente, bisognerebbe occuparsi della salute mentale dei nostri minori, passati da una iperprotezione quasi patologica a una violenta pandemia che ha cambiato le loro vite. Vite che non torneranno probabilmente mai come prima, se è vero che la pandemia è un esempio degli choc che subiremo nei decenni futuri, segnati dalle conseguenze dei cambiamenti climatici. Per tutto questo è assolutamente urgente cominciare a prendersi cura anche delle nostre menti. La salute mentale è egualmente importante a quella fisica, perché senza di essa, letteralmente, non c’è vita. Pur nelle enormi difficoltà del momento, chi ci governa dovrebbe ricordarlo.
Gentile lettore, la pubblicazione dei commenti è sospesa dalle 20 alle 9, i commenti per ogni articolo saranno chiusi dopo 72 ore, il massimo di caratteri consentito per ogni messaggio è di 1.500 e ogni utente può postare al massimo 150 commenti alla settimana. Abbiamo deciso di impostare questi limiti per migliorare la qualità del dibattito. È necessario attenersi Termini e Condizioni di utilizzo del sito (in particolare punti 3 e 5): evitare gli insulti, le accuse senza fondamento e mantenersi in tema con la discussione. I commenti saranno pubblicati dopo essere stati letti e approvati, ad eccezione di quelli pubblicati dagli utenti in white list (vedere il punto 3 della nostra policy). Infine non è consentito accedere al servizio tramite account multipli. Vi preghiamo di segnalare eventuali problemi tecnici al nostro supporto tecnico
La Redazione
Mosca, 23 feb. (Adnkronos/Afp) - "Il dialogo tra due presidenti davvero straordinari è promettente. È importante che nulla ostacoli l'attuazione della loro volontà politica". Lo ha dichiarato il portavoce della presidenza russa Dmitri Peskov in un'intervista alla televisione, parlando della fermezza degli Stati Uniti nei confronti di Kiev e sulle dichiarazioni ostili di Trump nei confronti del presidente ucraino Volodymyr Zelensky.
Roma, 23 feb. - (Adnkronos) - Resterà per sempre il cantante di "Bandiera gialla", canzone simbolo della musica leggera degli anni '60: Gianni Pettenati è morto nella sua casa di Albenga (Savona) all'età di 79 anni. L'annuncio della scomparsa, avvenuta nella notte, è stato dato con un post sui social dalla figlia Maria Laura: "Nella propria casa, come voleva lui, con i suoi affetti vicino, con l'amore dei suoi figli Maria Laura, Samuela e Gianlorenzo e l'adorato gatto Cipria, dopo una lunga ed estenuante malattia, ci ha lasciato papà. Non abbiamo mai smesso di amarti. Ti abbracciamo forte. Le esequie si terranno in forma strettamente riservata".
Nato a Piacenza il 29 ottobre 1945, Gianni Pettenati debutta nel 1965, vincendo il Festival di Bellaria ed entra a far parte del gruppo degli Juniors e nel 1966, accompagnato dallo stesso gruppo, incide il suo primo 45 giri, una cover di "Like a Rolling Stone" di Bob Dylan intitolata "Come una pietra che rotola", seguita da quello che rimane il suo maggiore successo "Bandiera gialla", versione italiana di "The pied piper" incisa lo stesso anno da Patty Pravo (in lingua originale, come lato B del singolo "Ragazzo Triste" per la promozione del locale Piper Club di Roma, diventando il brano simbolo della famosa discoteca), diventata un evergreen, immancabile quando si gioca al karaoke o nelle serate revival nelle discoteche e nelle feste. Il 45 giri successivo, nuovamente con gli Juniors, è "Il superuomo" (cover di "Sunshine superman" di Donovan), mentre sul lato B del disco compare "Puoi farmi piangere" (cover di "I put a spell on you" di Screamin' Jay Hawkins, incisa con l'arrangiamento della versione di Alan Price), con il testo italiano di Mogol. Sempre nel 1967 Pettenati partecipa al Festival di Sanremo con "La rivoluzione", a Un disco per l'estate con "Io credo in te", al Cantagiro con "Un cavallo e una testa" (scritta da Paolo Conte) e a Scala Reale sul Canale Nazionale della Rai in squadra con il vincitore di quell'anno, Claudio Villa, e con Iva Zanicchi, battendo Gianni Morandi, Sandie Shaw e Dino.
Nel 1968 insieme ad Antoine entra in finale al festival di Sanremo con "La tramontana", brano molto fortunato che il cantante piacentino ha sempre riproposto nei suoi concerti. Seguono altri successi come "Caldo caldo", "Cin cin", "I tuoi capricci" e collaborazioni artistiche con diversi autori della canzone italiana. Critico musicale, Pettenati è autore di diversi libri sulla storia della musica leggera italiana tra cui "Quelli eran giorni - 30 anni di canzoni italiane" (Ricordi, con Red Ronnie); "Gli anni '60 in America" (Edizioni Virgilio); "Mina come sono" (Edizioni Virgilio); "Io Renato Zero" (Edizioni Virgilio); "Alice se ne va" (Edizioni Asefi). Nel 2018 era stata concessa a Pettenati la legge Bacchelli che prevede un assegno vitalizio di 24mila euro annui a favore di cittadini illustri, con meriti in diversi campi, che versino in stato di particolare necessità. (di Paolo Martini)
Parigi, 23 feb. (Adnkronos/Afp) - Tre persone, oltre al presunto autore, sono state arrestate per l'attacco mortale di ieri a Mulhouse, nell'est della Francia. Lo ha reso noto la Procura nazionale antiterrorismo. Il principale sospettato, nato in Algeria 37 anni fa, è stato arrestato poco dopo l'aggressione con coltello che ha ucciso un portoghese di 69 anni e ferito almeno tre agenti della polizia municipale.
Mosca, 23 feb. (Adnkronos/Afp) - "Il destino ha voluto così, Dio ha voluto così, se così posso dire. Una missione tanto difficile quanto onorevole - difendere la Russia - è stata posta sulle nostre e vostre spalle unite". Lo ha detto il presidente russo Vladimir Putin ai soldati che hanno combattuto in Ucraina, durante una cerimonia organizzata al Cremlino in occasione della Giornata dei Difensori della Patria.
Kiev, 23 feb. (Adnkronos/Afp) - Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha invocato l'unità degli Stati Uniti e dell'Europa per giungere a una "pace duratura", alla vigilia del terzo anniversario dell'invasione russa e sulla scia della svolta favorevole a Mosca presa da Donald Trump.
"Dobbiamo fare del nostro meglio per una pace duratura e giusta per l'Ucraina. Ciò è possibile con l'unità di tutti i partner: ci vuole la forza di tutta l'Europa, la forza dell'America, la forza di tutti coloro che vogliono una pace duratura", ha scritto Zelensky su Telegram.
Parigi, 23 feb. (Adnkronos/Afp) - Tre persone, oltre al presunto autore, sono state arrestate per l'attacco mortale di ieri a Mulhouse, nell'est della Francia. Lo ha reso noto la Procura nazionale antiterrorismo. Il principale sospettato, nato in Algeria 37 anni fa, è stato arrestato poco dopo l'aggressione con coltello che ha ucciso un portoghese di 69 anni e ferito almeno tre agenti di polizia municipale.
Beirut, 23 feb. (Adnkronos/Afp) - Decine di migliaia di persone si sono radunate per partecipare ai funerali di Hassan Nasrallah, in uno stadio alla periferia di Beirut. Molte le bandiere di Hezbollah e i ritratti del leader assassinato che ha guidato il movimento libanese, sostenuto dall'Iran, per oltre tre decenni. Uomini, donne e bambini provenienti dal Libano e da altri luoghi hanno camminato a piedi nel freddo pungente per raggiungere il luogo della cerimonia, ritardata per motivi di sicurezza dopo la morte di Nasrallah avvenuta in un massiccio attacco israeliano al bastione di Hezbollah a Beirut sud a settembre.
Mentre la folla si radunava, i media statali libanesi hanno riferito di attacchi israeliani in alcune zone del Libano meridionale, tra cui una località a circa 20 chilometri dal confine. L'esercito israeliano ha affermato di aver colpito nel Libano meridionale "diversi lanciarazzi che rappresentavano una minaccia imminente per i civili israeliani". Ritratti giganti di Nasrallah e di Hashem Safieddine (il successore designato di Nasrallah, ucciso in un altro attacco aereo israeliano prima che potesse assumere l'incarico) sono stati affissi sui muri e sui ponti nella parte sud di Beirut. Uno è stata appeso anche sopra un palco eretto sul campo del gremito Camille Chamoun Sports City Stadium, alla periferia della capitale, dove si svolgeranno i funerali dei due leader.
Lo stadio ha una capienza di circa 50mila persone, ma gli organizzatori di Hezbollah hanno installato decine di migliaia di posti a sedere extra sul campo e all'esterno, dove i partecipanti potranno seguire la cerimonia su uno schermo gigante. Hezbollah ha invitato alla cerimonia alti funzionari libanesi, alla presenza del presidente del parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, e del ministro degli Esteri Abbas Araghchi. Quest'ultimo, in un discorso da Beirut, ha descritto i leader assassinati come "due eroi della resistenza" e ha giurato che "il cammino della resistenza continuerà".
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Elisabetta Ambrosi
Giornalista e scrittrice
Società - 25 Ottobre 2020
Coronavirus, non c’è solo il corpo da curare e proteggere ma anche la salute mentale
Sono oltre otto mesi che non sentiamo altro che parlare di salute, salute, salute. Il tema è diventato all’ordine del giorno, anzi direi del minuto. Virologi, epidemiologi, biologi, immunologi sono entrati improvvisamente nelle nostre case, presenti nei tg, nei talk show, in qualunque momento informativo. Di per sé, un bene, finalmente la scienza ha avuto la sua rivincita – anche se per un motivo purtroppo tragico – in un paese dove l’ignoranza, anche degli stessi giornalisti, ha sempre tenuto lontani gli esperti dai luoghi dove si danno, appunto, le notizie.
Ma la salute non è solo fisica. C’è anche quella mentale, con la quale si intende qualcosa di fondamentale: ossia la tenuta psichica delle persone, il loro equilibrio, condizione perché le persone siano non solo funzionanti, ma non facciano del male a se stesse e agli altri. Insomma, qualcosa di cruciale, importantissimo. Già prima del virus, purtroppo, della salute mentale non importava niente a nessuno. In pochissimi ne parlavano, come se essa fosse scontata, quasi una precondizione: così non è, semmai è un esito, cioè il contrario.
Così nessuno, dico sia a livello informativo che istituzionale, si è mai granché preoccupato del fatto che oggi chi non ha soldi per pagarsi uno psicoterapeuta o uno psichiatra privato di fatto non ha nessun pronto soccorso. Né nessuno aiuto, perché i centri di salute mentale, quelli che restano, non sono in grado di dare un vero sostegno né ai malati meno gravi che a quelli gravi. I quali, chiusi i manicomi, oggi non sanno letteralmente dove andare. Gli esiti possono essere estremi, come il suicidio.
Oggi in Italia si tolgono la vita ben 4000 persone ogni anno, che non sempre si suicidano per motivi “privati”, ma per contesti, sociali, economici, culturali che aggravano le patologie individuali. Per non parlare dell’abuso incontrollato di psicofarmaci, una vera epidemia che nessuno controlla, anche se gli psicofarmaci a volte possono aggravare i sintomi più che curare.
In questo contesto già drammatico per la salute mentale, si è abbattuto il Covid-19. Che, come lo stesso Istituto Superiore di Sanità fa notare, aumenta i rischi di suicidio. E non è difficile capirlo: l’angoscia di essere contagiati e magari morire, la restrizione delle libertà personali, la crisi economica con disoccupazione, precarietà, povertà, la violenza domestica a causa del confinamento, il consumo di alcol, la riduzione dei servizi dedicati alla prevenzione del disagio mentale e del suicidio, lo stress e burn out degli operatori sanitari. Ce n’è abbastanza per dire che questa dovrebbe essere un’emergenza assoluta, che dovrebbe essere in primo piano, anche nelle parole degli esperti.
E invece la maggioranza di loro – mi riferisco ad esempio a Walter Ricciardi, Massimo Galli e altri del Comitato scientifico ma non solo – nelle loro richieste non prendono minimamente in considerazione le conseguenze sulla tenuta mentale delle persone delle misure che richiedono. Come se la tenuta mentale, ripeto, fosse scontata, come se non si rischiasse il collasso.
Ovviamente non è esattamente il loro ruolo, ma allora perché non mettere nel Comitato un esperto di salute mentale, uno/a psichiatra? Qualcuno che tenga viva in questo momento veramente tragico la bandiera degli effetti delle misure sulla psiche delle persone?
Penso che siamo a un punto in cui anche gli psicoterapeuti e gli psicoanalisti, insieme agli psichiatri, dovrebbero far sentire la loro voce, proprio come gli scienziati che scrivono per chiedere il lockdown. E penso anche che il governo dovrebbe cominciare ad investire dei soldi in strumenti di sostegno alle persone. Esiste un numero di emergenza pubblico che non sia solo quello legati ai sintomi fisici? Una app per il disagio mentale? Si è pensato a uno psicologo nelle scuole fatto per questo periodo in cui la crisi sta devastando la vita dei nostri minori? Si tratterebbe comunque di misure palliative, perché ci vorrebbe ben altro e soprattutto la salute mentale, come spiegano bene gli psicoanalisti, si costruisce in tempo di pace, ma almeno sarebbe un segno di interesse verso il tema.
E chi aiuta le famiglie dal punto di vista psicologico, famiglie che devono tenere insieme la sopravvivenza economica, la frequenza della scuola e il sostegno alla didattica a distanza, la cura dei figli non solo dal punto di vista fisco ma anche mentale? E’ dura per chi ha gli tutti strumenti economici, psicologici e culturali, figuriamoci per chi non li ha.
L’unico ad aver parlato degli effetti psicologici della crisi è stato, poiché settimane fa e come al solito isolato, il presidente Sergio Mattarella. Purtroppo, non ho sentito nessun altro politico che se ne sia occupato. E capisco certo che il presidente Giuseppe Conte e il governo, che in questo momento sono impegnati in una durissima ricerca di un equilibrio tra tutela della salute fisica e tutela dell’economia, siano presi da ben altro, ma qualche esponente della nostra classe politica, magari della cosiddetta “sinistra”, poteva spendersi per questo. Figuriamoci. Qui non si sa neanche di cosa si sta parlando. Un ruolo fondamentale ce l’ha, anche, l’informazione.
Come ho scritto in un precedente post, non aiuta, a mio avviso, il bollettino dei casi giornalieri dato con enfasi totale – ci sono paesi in cui questo non accade -, le continue aperture all’insegna del panico, del terrore, della paura, della chiusura. E che cosa dovrebbe fare la gente dopo aver letto certi titoli? Come fa, letteralmente, ad andare avanti? L’unica difesa è l’isolamento, il disinteresse. Eppure i giornali dovrebbero essere d’aiuto.
Se pure il Covid-19 passerà e arriverà un vaccino, sarà fondamentale ricostruire il sistema sanitario non solo per la cura dei disturbi fisici ma anche del malessere e della disperazione psicologica. Occorre pensare a chi si prende cura dei malati gravi e dove finiscono; occorre anche, importantissimo, che il sistema possa aiutare sul territorio tutte quelle persone non gravissime ma che l’abbandono o l’incuria finiscono per dirottare verso gli psicofarmaci o le droghe. E che si aggravano quando potrebbero essere curati, con conseguenze sulle persone che gli stanno vicine, specie se minori.
E poi, ovviamente, bisognerebbe occuparsi della salute mentale dei nostri minori, passati da una iperprotezione quasi patologica a una violenta pandemia che ha cambiato le loro vite. Vite che non torneranno probabilmente mai come prima, se è vero che la pandemia è un esempio degli choc che subiremo nei decenni futuri, segnati dalle conseguenze dei cambiamenti climatici. Per tutto questo è assolutamente urgente cominciare a prendersi cura anche delle nostre menti. La salute mentale è egualmente importante a quella fisica, perché senza di essa, letteralmente, non c’è vita. Pur nelle enormi difficoltà del momento, chi ci governa dovrebbe ricordarlo.
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Gentile lettore, la pubblicazione dei commenti è sospesa dalle 20 alle 9, i commenti per ogni articolo saranno chiusi dopo 72 ore, il massimo di caratteri consentito per ogni messaggio è di 1.500 e ogni utente può postare al massimo 150 commenti alla settimana. Abbiamo deciso di impostare questi limiti per migliorare la qualità del dibattito. È necessario attenersi Termini e Condizioni di utilizzo del sito (in particolare punti 3 e 5): evitare gli insulti, le accuse senza fondamento e mantenersi in tema con la discussione. I commenti saranno pubblicati dopo essere stati letti e approvati, ad eccezione di quelli pubblicati dagli utenti in white list (vedere il punto 3 della nostra policy). Infine non è consentito accedere al servizio tramite account multipli. Vi preghiamo di segnalare eventuali problemi tecnici al nostro supporto tecnico La Redazione
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Mosca, 23 feb. (Adnkronos/Afp) - "Il dialogo tra due presidenti davvero straordinari è promettente. È importante che nulla ostacoli l'attuazione della loro volontà politica". Lo ha dichiarato il portavoce della presidenza russa Dmitri Peskov in un'intervista alla televisione, parlando della fermezza degli Stati Uniti nei confronti di Kiev e sulle dichiarazioni ostili di Trump nei confronti del presidente ucraino Volodymyr Zelensky.
Roma, 23 feb. - (Adnkronos) - Resterà per sempre il cantante di "Bandiera gialla", canzone simbolo della musica leggera degli anni '60: Gianni Pettenati è morto nella sua casa di Albenga (Savona) all'età di 79 anni. L'annuncio della scomparsa, avvenuta nella notte, è stato dato con un post sui social dalla figlia Maria Laura: "Nella propria casa, come voleva lui, con i suoi affetti vicino, con l'amore dei suoi figli Maria Laura, Samuela e Gianlorenzo e l'adorato gatto Cipria, dopo una lunga ed estenuante malattia, ci ha lasciato papà. Non abbiamo mai smesso di amarti. Ti abbracciamo forte. Le esequie si terranno in forma strettamente riservata".
Nato a Piacenza il 29 ottobre 1945, Gianni Pettenati debutta nel 1965, vincendo il Festival di Bellaria ed entra a far parte del gruppo degli Juniors e nel 1966, accompagnato dallo stesso gruppo, incide il suo primo 45 giri, una cover di "Like a Rolling Stone" di Bob Dylan intitolata "Come una pietra che rotola", seguita da quello che rimane il suo maggiore successo "Bandiera gialla", versione italiana di "The pied piper" incisa lo stesso anno da Patty Pravo (in lingua originale, come lato B del singolo "Ragazzo Triste" per la promozione del locale Piper Club di Roma, diventando il brano simbolo della famosa discoteca), diventata un evergreen, immancabile quando si gioca al karaoke o nelle serate revival nelle discoteche e nelle feste. Il 45 giri successivo, nuovamente con gli Juniors, è "Il superuomo" (cover di "Sunshine superman" di Donovan), mentre sul lato B del disco compare "Puoi farmi piangere" (cover di "I put a spell on you" di Screamin' Jay Hawkins, incisa con l'arrangiamento della versione di Alan Price), con il testo italiano di Mogol. Sempre nel 1967 Pettenati partecipa al Festival di Sanremo con "La rivoluzione", a Un disco per l'estate con "Io credo in te", al Cantagiro con "Un cavallo e una testa" (scritta da Paolo Conte) e a Scala Reale sul Canale Nazionale della Rai in squadra con il vincitore di quell'anno, Claudio Villa, e con Iva Zanicchi, battendo Gianni Morandi, Sandie Shaw e Dino.
Nel 1968 insieme ad Antoine entra in finale al festival di Sanremo con "La tramontana", brano molto fortunato che il cantante piacentino ha sempre riproposto nei suoi concerti. Seguono altri successi come "Caldo caldo", "Cin cin", "I tuoi capricci" e collaborazioni artistiche con diversi autori della canzone italiana. Critico musicale, Pettenati è autore di diversi libri sulla storia della musica leggera italiana tra cui "Quelli eran giorni - 30 anni di canzoni italiane" (Ricordi, con Red Ronnie); "Gli anni '60 in America" (Edizioni Virgilio); "Mina come sono" (Edizioni Virgilio); "Io Renato Zero" (Edizioni Virgilio); "Alice se ne va" (Edizioni Asefi). Nel 2018 era stata concessa a Pettenati la legge Bacchelli che prevede un assegno vitalizio di 24mila euro annui a favore di cittadini illustri, con meriti in diversi campi, che versino in stato di particolare necessità. (di Paolo Martini)
Parigi, 23 feb. (Adnkronos/Afp) - Tre persone, oltre al presunto autore, sono state arrestate per l'attacco mortale di ieri a Mulhouse, nell'est della Francia. Lo ha reso noto la Procura nazionale antiterrorismo. Il principale sospettato, nato in Algeria 37 anni fa, è stato arrestato poco dopo l'aggressione con coltello che ha ucciso un portoghese di 69 anni e ferito almeno tre agenti della polizia municipale.
Mosca, 23 feb. (Adnkronos/Afp) - "Il destino ha voluto così, Dio ha voluto così, se così posso dire. Una missione tanto difficile quanto onorevole - difendere la Russia - è stata posta sulle nostre e vostre spalle unite". Lo ha detto il presidente russo Vladimir Putin ai soldati che hanno combattuto in Ucraina, durante una cerimonia organizzata al Cremlino in occasione della Giornata dei Difensori della Patria.
Kiev, 23 feb. (Adnkronos/Afp) - Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha invocato l'unità degli Stati Uniti e dell'Europa per giungere a una "pace duratura", alla vigilia del terzo anniversario dell'invasione russa e sulla scia della svolta favorevole a Mosca presa da Donald Trump.
"Dobbiamo fare del nostro meglio per una pace duratura e giusta per l'Ucraina. Ciò è possibile con l'unità di tutti i partner: ci vuole la forza di tutta l'Europa, la forza dell'America, la forza di tutti coloro che vogliono una pace duratura", ha scritto Zelensky su Telegram.
Parigi, 23 feb. (Adnkronos/Afp) - Tre persone, oltre al presunto autore, sono state arrestate per l'attacco mortale di ieri a Mulhouse, nell'est della Francia. Lo ha reso noto la Procura nazionale antiterrorismo. Il principale sospettato, nato in Algeria 37 anni fa, è stato arrestato poco dopo l'aggressione con coltello che ha ucciso un portoghese di 69 anni e ferito almeno tre agenti di polizia municipale.
Beirut, 23 feb. (Adnkronos/Afp) - Decine di migliaia di persone si sono radunate per partecipare ai funerali di Hassan Nasrallah, in uno stadio alla periferia di Beirut. Molte le bandiere di Hezbollah e i ritratti del leader assassinato che ha guidato il movimento libanese, sostenuto dall'Iran, per oltre tre decenni. Uomini, donne e bambini provenienti dal Libano e da altri luoghi hanno camminato a piedi nel freddo pungente per raggiungere il luogo della cerimonia, ritardata per motivi di sicurezza dopo la morte di Nasrallah avvenuta in un massiccio attacco israeliano al bastione di Hezbollah a Beirut sud a settembre.
Mentre la folla si radunava, i media statali libanesi hanno riferito di attacchi israeliani in alcune zone del Libano meridionale, tra cui una località a circa 20 chilometri dal confine. L'esercito israeliano ha affermato di aver colpito nel Libano meridionale "diversi lanciarazzi che rappresentavano una minaccia imminente per i civili israeliani". Ritratti giganti di Nasrallah e di Hashem Safieddine (il successore designato di Nasrallah, ucciso in un altro attacco aereo israeliano prima che potesse assumere l'incarico) sono stati affissi sui muri e sui ponti nella parte sud di Beirut. Uno è stata appeso anche sopra un palco eretto sul campo del gremito Camille Chamoun Sports City Stadium, alla periferia della capitale, dove si svolgeranno i funerali dei due leader.
Lo stadio ha una capienza di circa 50mila persone, ma gli organizzatori di Hezbollah hanno installato decine di migliaia di posti a sedere extra sul campo e all'esterno, dove i partecipanti potranno seguire la cerimonia su uno schermo gigante. Hezbollah ha invitato alla cerimonia alti funzionari libanesi, alla presenza del presidente del parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, e del ministro degli Esteri Abbas Araghchi. Quest'ultimo, in un discorso da Beirut, ha descritto i leader assassinati come "due eroi della resistenza" e ha giurato che "il cammino della resistenza continuerà".