La pandemia da Covid sta generando anche un’altra categoria di pazienti, quelli che vengono chiamati long-haulers, ovvero coloro che dopo 8 o 9 mesi dall’infezione iniziale (spesso lieve o moderata, in poche parole in ospedale non sono mai stati ricoverati e l’hanno superata a casa) non riescono ancora a guarire. “È importante comprendere che in questa definizione “non” rientrano coloro che sono stati dimessi dopo settimane o mesi di rianimazione e che hanno avuto danni in vari organi dal cytokine storm del Covid”, precisa Alessandro Santin, responsabile del team di ricerca dello Smilow Cancer Center e direttore del dipartimento di oncologia di Yale School of Medicine.
Non è comune sentir parlare della sindrome dei long-haulers
Tra i problemi post-Covid questo non ha ancora avuto sufficiente esposizione mediatica, la maggioranza delle persone inclusi i medici a cui si rivolgono per consigli ne sanno pochissimo
Cosa comporta?
Rimangono incapacitati dato che la maggioranza non respira più bene (SOB) e non può quindi più tornare a lavorare o a fare qualsiasi tipo di attività fisica/sport e in aggiunta presentano una serie di altri sintomi cronici come costanti dolori al petto e al cuore, sintomi intestinali, mal di testa, incapacità a concentrarsi, perdita di memoria, tachicardia passando da sdraiati a seduti per descrivertene solo alcuni
Chi è soggetto a questa sindrome aveva altre malattie concomitanti?
La stragrande maggioranza erano perfettamente sani senza malattie prima di infettarsi. Adesso sappiamo è che il virus persiste nei Covid long-haulers come si può leggere nello studio della Rockefeller University dove si dimostra che il Covid rimane vivo e infettivo dopo oltre sei mesi nell’intestino del 50% dei long-haulers.
Cosa spiega questo fenomeno?
Sulla base dello studio citato riteniamo che il virus riesca a persistere in piccole quantità nascondendosi in alcuni organi nel corpo dei long-haulers (che “non” sono comunque normalmente infettivi) ma il sistema immunitario continua a percepirne la presenza e in particolare le mast cells (mastociti, o mastcellule, sono cellule immunitarie, ndr) e i macrofagi (cellule del sistema immunitario) continuano a secernere non più una “tempesta di citochine” ma una “pioggia di citochine”che sono segno di infiammazione cronica persistente e che causano i sintomi debilitanti e l’incapacità a guarire. Non solo, ma confermando i casi della Rockefeller circa la permanenza di virus vitale, in alcuni di questi soggetti l’infezione parzialmente sotto controllo per mesi può riattivarsi in caso di immunocompromissione. Esistono infatti casi pubblicati di pazienti long-haulers che dopo mesi dall’infezione acuta e multipli tamponi negativi a causa di altre patologie (cancro) e delle conseguenti cure che possono portare a immunocompromissione, il virus si “riattiva” e causa una acutizzazione della sua virulenza e un aggravamento importante della malattia.
Qual è la scoperta più importante in questo campo, come si può trattare la patologia?
Una delle scoperte più importanti è a mio avviso quella di Larry Afrin esperto di mast cells (mastociti, ndr) e altri ematologi con cui collaboro che sembrano avere finalmente almeno parzialmente capito come mai i long-haulers non riescono più a guarire e sulla base di questa scoperta/ipotesi stanno trattando con successo decine di pazienti long haulers con una serie di farmaci venduti in America senza necessità di ricetta medica (vedi anti-istaminici H1/H2 come Pepcid/famotidina e Zyrtec/cetirizina per citartene solo alcuni che come l’aspirina sono super economici e potenzialmente sicuri, in aggiunta a supplementi di vitamina D e C).
Come funziona questo trattamento?
Questi trattamenti di cui pochi long haulers (e aggiungo pochi medici) sono al momento a conoscenza sembrano migliorare drasticamente la qualità della vita dato che riducono la sintomatologia (causata dalla pioggia di citochine) e possono far tornare ad una vita quasi normale. Questi farmaci sono normalmente utilizzati con successo nei pazienti con “mast cells activation syndrome” (MCAS). Per inciso, le mast cells sono potentissime cellule del sistema immunitario con funzione di sentinella che contengono centinaia di mediatori di infiammazione (istamina, citochine, chemokine, etc), che sono i mediatori di infiammazione alla base sia della “tempesta” (forma severa di Covid) o “pioggia” di citochine (per i long-haulers) pronte ad essere rilasciate durante l’infezione.
I medici ignorano questa patologia dei long-haulers?
Sfortunatamente, al momento, la risposta è sì. La maggioranza dei medici ignora quasi completamente la patologia dei long haulers e la sindrome MCAS. Infatti, questi malati Covid cronici vengono etichettati come persone ipocondriache o ansiose a cui vengono prescritti ansiolitici e riferiti allo psichiatra. Sulla base di questa situazione esistono adesso associazioni via Internet (Body Politic, etc) di long-haulers che contano centinaia di migliaia di componenti (la maggioranza dei quali in Usa si è ammalata in febbraio/marzo). Divulgare questa realtà può aiutare enormemente queste persone (un numero già importante anche in Italia) e anche i loro medici (al momento in generale all’oscuro e impossibilitati di aiutarli con consigli e/o farmaci adatti).
Ci sono altre sindromi post Covid?
La Multisystem Inflammatory Syndrome diagnosticata sempre di più sia nei bambini (MIS-C) che negli adulti (MIS-A), la maggioranza dei quali è giovane e sana (senza alcuna comorbidità prima dell’infezione). Questa sindrome causa febbre (nella maggioranza ma non tutti i bambini e/o adulti) ed un’infiammazione sistemica nel corpo che può portare a danni permanenti in vari organi (cervello, polmoni, cuore, fegato e reni) e che può essere mortale se non identificata precocemente dai medici
Cosa può succedere con la seconda reinfezione dopo che la prima è stata superata in modo lieve asintomatico?
Quello che sospettiamo è che molti di questi soggetti avevano già incontrato il Covid (pur non avendo prodotto anticorpi) dato che avevano superato l’infezione in forma asintomatica. Una volta infettati la malattia si manifesta in molti sotto forma di MIS-C and MIS-A in quanto il sistema immunitario è già stato sensibilizzato dalla prima infezione (e le mast cells attivate pochi mesi prima sono adesso ancora presenti in grandi quantità nei vari organi sede di infezione come polmoni, cuore, cervello, intestino, etc) ma non avendo questi soggetti durante la prima infezione prodotto una risposta immunitaria efficace e completa (che è basata normalmente sia su anticorpi neutralizzanti anti Spike 1 (S1) che linfociti T specifici), rimangono suscettibili all’infezione e adesso reagiscono in modo esagerato con il loro sistema immunitario.
In Italia quanti sono i long-haulers?
Stimiamo che fino al 10% (alcuni ricercatori sostengono fino al 30%) degli infettati in forma lieve/moderata in Italia (e nel mondo) possa appartenere a questa categoria. Considerando che il numero di casi confermati è già altissimo sia in Italia che nel mondo e che l’Oms stima che il numero di persone che hanno già incontrato il Covid sia in realtà circa 8-10 volte superiore al numero di casi confermati con tamponi, il numero di long-haulers è già astronomico.
Lo studio di Larry Afrin
Scienza
Covid, chi sono i long-haulers: infettati non ospedalizzati che non riescono a guarire. Le ipotesi per migliorare le loro condizioni
L'INTERVISTA - Alessandro Santin, responsabile del team di ricerca dello Smilow Cancer Center e direttore del dipartimento di oncologia di Yale School of Medicine spiega: "Riteniamo che il virus riesca a persistere in piccole quantità nascondendosi in alcuni organi nel corpo ma il sistema immunitario continua a percepirne la presenza". E i pazienti "rimangono incapacitati dato che la maggioranza non respira più bene"
La pandemia da Covid sta generando anche un’altra categoria di pazienti, quelli che vengono chiamati long-haulers, ovvero coloro che dopo 8 o 9 mesi dall’infezione iniziale (spesso lieve o moderata, in poche parole in ospedale non sono mai stati ricoverati e l’hanno superata a casa) non riescono ancora a guarire. “È importante comprendere che in questa definizione “non” rientrano coloro che sono stati dimessi dopo settimane o mesi di rianimazione e che hanno avuto danni in vari organi dal cytokine storm del Covid”, precisa Alessandro Santin, responsabile del team di ricerca dello Smilow Cancer Center e direttore del dipartimento di oncologia di Yale School of Medicine.
Non è comune sentir parlare della sindrome dei long-haulers
Tra i problemi post-Covid questo non ha ancora avuto sufficiente esposizione mediatica, la maggioranza delle persone inclusi i medici a cui si rivolgono per consigli ne sanno pochissimo
Cosa comporta?
Rimangono incapacitati dato che la maggioranza non respira più bene (SOB) e non può quindi più tornare a lavorare o a fare qualsiasi tipo di attività fisica/sport e in aggiunta presentano una serie di altri sintomi cronici come costanti dolori al petto e al cuore, sintomi intestinali, mal di testa, incapacità a concentrarsi, perdita di memoria, tachicardia passando da sdraiati a seduti per descrivertene solo alcuni
Chi è soggetto a questa sindrome aveva altre malattie concomitanti?
La stragrande maggioranza erano perfettamente sani senza malattie prima di infettarsi. Adesso sappiamo è che il virus persiste nei Covid long-haulers come si può leggere nello studio della Rockefeller University dove si dimostra che il Covid rimane vivo e infettivo dopo oltre sei mesi nell’intestino del 50% dei long-haulers.
Cosa spiega questo fenomeno?
Sulla base dello studio citato riteniamo che il virus riesca a persistere in piccole quantità nascondendosi in alcuni organi nel corpo dei long-haulers (che “non” sono comunque normalmente infettivi) ma il sistema immunitario continua a percepirne la presenza e in particolare le mast cells (mastociti, o mastcellule, sono cellule immunitarie, ndr) e i macrofagi (cellule del sistema immunitario) continuano a secernere non più una “tempesta di citochine” ma una “pioggia di citochine”che sono segno di infiammazione cronica persistente e che causano i sintomi debilitanti e l’incapacità a guarire. Non solo, ma confermando i casi della Rockefeller circa la permanenza di virus vitale, in alcuni di questi soggetti l’infezione parzialmente sotto controllo per mesi può riattivarsi in caso di immunocompromissione. Esistono infatti casi pubblicati di pazienti long-haulers che dopo mesi dall’infezione acuta e multipli tamponi negativi a causa di altre patologie (cancro) e delle conseguenti cure che possono portare a immunocompromissione, il virus si “riattiva” e causa una acutizzazione della sua virulenza e un aggravamento importante della malattia.
Qual è la scoperta più importante in questo campo, come si può trattare la patologia?
Una delle scoperte più importanti è a mio avviso quella di Larry Afrin esperto di mast cells (mastociti, ndr) e altri ematologi con cui collaboro che sembrano avere finalmente almeno parzialmente capito come mai i long-haulers non riescono più a guarire e sulla base di questa scoperta/ipotesi stanno trattando con successo decine di pazienti long haulers con una serie di farmaci venduti in America senza necessità di ricetta medica (vedi anti-istaminici H1/H2 come Pepcid/famotidina e Zyrtec/cetirizina per citartene solo alcuni che come l’aspirina sono super economici e potenzialmente sicuri, in aggiunta a supplementi di vitamina D e C).
Come funziona questo trattamento?
Questi trattamenti di cui pochi long haulers (e aggiungo pochi medici) sono al momento a conoscenza sembrano migliorare drasticamente la qualità della vita dato che riducono la sintomatologia (causata dalla pioggia di citochine) e possono far tornare ad una vita quasi normale. Questi farmaci sono normalmente utilizzati con successo nei pazienti con “mast cells activation syndrome” (MCAS). Per inciso, le mast cells sono potentissime cellule del sistema immunitario con funzione di sentinella che contengono centinaia di mediatori di infiammazione (istamina, citochine, chemokine, etc), che sono i mediatori di infiammazione alla base sia della “tempesta” (forma severa di Covid) o “pioggia” di citochine (per i long-haulers) pronte ad essere rilasciate durante l’infezione.
I medici ignorano questa patologia dei long-haulers?
Sfortunatamente, al momento, la risposta è sì. La maggioranza dei medici ignora quasi completamente la patologia dei long haulers e la sindrome MCAS. Infatti, questi malati Covid cronici vengono etichettati come persone ipocondriache o ansiose a cui vengono prescritti ansiolitici e riferiti allo psichiatra. Sulla base di questa situazione esistono adesso associazioni via Internet (Body Politic, etc) di long-haulers che contano centinaia di migliaia di componenti (la maggioranza dei quali in Usa si è ammalata in febbraio/marzo). Divulgare questa realtà può aiutare enormemente queste persone (un numero già importante anche in Italia) e anche i loro medici (al momento in generale all’oscuro e impossibilitati di aiutarli con consigli e/o farmaci adatti).
Ci sono altre sindromi post Covid?
La Multisystem Inflammatory Syndrome diagnosticata sempre di più sia nei bambini (MIS-C) che negli adulti (MIS-A), la maggioranza dei quali è giovane e sana (senza alcuna comorbidità prima dell’infezione). Questa sindrome causa febbre (nella maggioranza ma non tutti i bambini e/o adulti) ed un’infiammazione sistemica nel corpo che può portare a danni permanenti in vari organi (cervello, polmoni, cuore, fegato e reni) e che può essere mortale se non identificata precocemente dai medici
Cosa può succedere con la seconda reinfezione dopo che la prima è stata superata in modo lieve asintomatico?
Quello che sospettiamo è che molti di questi soggetti avevano già incontrato il Covid (pur non avendo prodotto anticorpi) dato che avevano superato l’infezione in forma asintomatica. Una volta infettati la malattia si manifesta in molti sotto forma di MIS-C and MIS-A in quanto il sistema immunitario è già stato sensibilizzato dalla prima infezione (e le mast cells attivate pochi mesi prima sono adesso ancora presenti in grandi quantità nei vari organi sede di infezione come polmoni, cuore, cervello, intestino, etc) ma non avendo questi soggetti durante la prima infezione prodotto una risposta immunitaria efficace e completa (che è basata normalmente sia su anticorpi neutralizzanti anti Spike 1 (S1) che linfociti T specifici), rimangono suscettibili all’infezione e adesso reagiscono in modo esagerato con il loro sistema immunitario.
In Italia quanti sono i long-haulers?
Stimiamo che fino al 10% (alcuni ricercatori sostengono fino al 30%) degli infettati in forma lieve/moderata in Italia (e nel mondo) possa appartenere a questa categoria. Considerando che il numero di casi confermati è già altissimo sia in Italia che nel mondo e che l’Oms stima che il numero di persone che hanno già incontrato il Covid sia in realtà circa 8-10 volte superiore al numero di casi confermati con tamponi, il numero di long-haulers è già astronomico.
Lo studio di Larry Afrin
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Tel Aviv, 25 feb. (Adnkronos) - Ofri Bibas, sorella dell'ostaggio liberato Yarden Bibas, ha criticato duramente il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, nonché i notiziari, gli utenti dei social media e i diplomatici pubblici, per aver descritto in dettaglio, contro la volontà della famiglia, gli omicidi avvenuti durante la prigionia della moglie di Yarden, Shiri, e dei suoi figli piccoli Ariel e Kfir. Pubblicare tali informazioni nonostante le ripetute richieste della famiglia è stato "un abuso fine a se stesso nei confronti di una famiglia che ha attraversato 16 mesi di inferno e che deve ancora affrontare il peggio", ha sritto Ofri Bibas su Facebook.
Netanyahu ha descritto l'omicidio dei ragazzi in modo molto dettagliato in un discorso tenuto davanti all'America Israel Public Action Committee e, mentre teneva in mano una foto delle vittime, durante una cerimonia militare tenutasi ieri, in seguito alla quale, la famiglia Bibas ha inviato una lettera di diffida a Netanyahu e ad altri uffici governativi, chiedendo loro di smettere di pubblicare dettagli non approvati sugli omicidi, riporta il sito di notizie Ynet.
Washington, 25 feb. (Adnkronos) - "Questa decisione lacera l'indipendenza di una stampa libera negli Stati Uniti". Lo ha detto il presidente della White House Correspondents' Association Eugene Daniels, criticando l'amministrazione del presidente degli Stati Uniti Donald Trump per aver affermato che d'ora in poi sarà lei stessa a decidere quali giornalisti potranno seguire gli eventi della Casa Bianca. "In un paese libero, i leader non devono scegliere le testate" da accreditare, ha aggiunto.
Washington, 25 feb. (Adnkronos) - La portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, ha dichiarato durante il briefing di oggi che l'amministrazione determinerà quali organi di stampa faranno parte del pool stampa della Casa Bianca. Attualmente la White House Correspondents Association aiuta a coordinare la copertura del pool.
La Leavitt ha affermato che alle "testate tradizionali" sarà comunque consentito di unirsi al pool, ma ha osservato che l'amministrazione consentirà l'adesione anche ad altri siti. "Sono orgogliosa di annunciare che restituiremo il potere alle persone che leggono i vostri giornali, che guardano i vostri programmi televisivi e che ascoltano le vostre stazioni radio", ha aggiunto.
(Adnkronos) - L'indagine su Twitter International Uk vede due indagati - si tratta di due ex amministratori (un irlandese e un indiano) - che si sono succeduti negli ultimi anni alla guida del social poi rilevato da Elon Musk a fine 2022. L'indagine nasce da un controllo fiscale della Gdf, concluso ad aprile 2024, proprio sulla piattaforma americana, che oggi si chiama 'X', sulla scia delle stesse verifiche fatte su Meta. Il fascicolo è affidato dal pm Giovanni Polizzi, già protagonista di altre indagini sui colossi del web.
Il punto centrale del fascicolo affidato a Polizzi, lo stesso che si è occupato dell'inchiesta su Meta, è l'idea che debbano essere tassate come transazioni commerciali le iscrizioni gratuite alle piattaforme online in cambio della cessione dei propri dati personali, che hanno un valore economico, visto che consentono la profilazione degli utenti.
Solo lo scorso dicembre la procura di Milano ha notificato l'avviso di conclusione delle indagini preliminari nei confronti dei rappresentanti legali della società di diritto irlandese Meta, titolare dei social Facebook e Instagram. L'inchiesta - ancora aperta - ipotizza per il colosso l'omessa dichiarazione e mancato pagamento - tra il 2015 e il 2021 - dell'Iva per un totale di oltre 877 milioni di euro.
Washington, 25 feb. (Adnkronos) - La Casa Bianca attribuisce il grosso livido sulla mano destra di Donald Trump, che era visibile durante l'incontro di ieri con il presidente francese Emmanuel Macron, alle strette di mano del presidente americano.
"Il presidente Trump è un uomo del popolo", ha affermato la portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt, aggiungendo: "Il suo impegno è incrollabile e lo dimostra ogni singolo giorno. Il presidente Trump ha lividi sulla mano perché lavora costantemente e stringe mani tutto il giorno, tutti i giorni".
Roma, 25 feb. (Adnkronos) - Sono due i momenti della replica di Daniela Santanchè sottolineati dalle opposizioni, che oggi hanno votato compatte la mozione di sfiducia alla ministra del Turismo. Il primo quello sull''intemerata' del tacco 12 e il glamour, della sinistra che odia la ricchezza. Un tentativo di 'buttarla in caciara' e uscire dal merito, grave, della vicenda, dicono le opposizioni. L'altro passaggio è meno di colore e più inquietante, sostengono, ed è quando la ministra ha detto che alla prossima udienza valuterà le dimissioni "ma lo farò da sola - ha scandito- con me stessa, senza nessuna costrizione e forzatura". Una sottolineatura che, secondo le opposizioni, è un chiaro messaggio a Giorgia Meloni. E fa crescere l'interrogativo: perché la premier Meloni si fa trattare in questo modo? E' la domanda dei parlamentari di minoranza in Transatlantico.
Giuseppe Conte intervenendo in aula nelle dichiarazioni di voto ha dato una sua versione: "Ci sono solo due plausibili spiegazioni. La prima è che lei, Santanchè, ricatta Meloni. Può darsi che all'opposizione abbiate condiviso segreti che oggi mettono in imbarazzo la presidente del Consiglio e allora comprenderemmo perché ogni giorno Meloni dice che non è ricattabile... La seconda è che Fdi dopo aver avuto come motto 'legge e ordine', oggi che siete al potere si sentite casta intoccabile. Il caso Delmastro è l'esempio di questa vostra convinzione di essere al di sopra della legge".
Anche Elly Schlein si rivolge alla premier Meloni: "Cosa le impedisce di far dimettere Santanchè? Come è possibile accettare in silenzio, dopo che Santanchè ha detto che del pressing di Fdi se ne frega, che lei e solo lei decide se dimettersi come se non esistesse una presidente del Consiglio?". E insiste: "Meloni è stata campionessa mondiale di richieste di dimissioni e oggi ha disertato quest'aula, come fa non vergognarsi della sua incoerenza, come fa a non rendersi conto di quanto sia vigliacco il suo atteggiamento di continua fuga da quest'aula e dalla realtà? Dove si è nascosta la premier? Forse sta registrando un altro video, un contributo da inviare a una convention fra motoseghe e saluti nazisti?".
Conte ribatte anche al passaggio 'tacco 12' della ministra: "Lei ha detto che odiamo la ricchezza, ma non dica baggianate, siete voi che avete fatto la guerra ai poveri, che odiate i poveri. Noi odiamo o meglio ancora contrastiamo, la disonestà". Una questione, quella dei tacchi e delle borsette, che fa sbottare Schlein: "Lei viene qui a difendere le borsette, chi difende gli italiani dalla bollette? Noi non siamo qui per fare un processo ma per porre una gigantesca questione di opportunità politica: davanti ad accuse così gravi, per non ledere le istituzioni, avrebbe dovuto dimettersi".
La segretaria del Pd si rivolge quindi alla maggioranza: "Speriamo in un sussulto della maggioranza e dei singoli parlamentari. Se oggi salvate Santanchè dimostrate che a voi interessa difendere i vostri più che difendere l'onore delle istituzioni. Questa non è difesa nazionale, è difesa tribale". Per Elisabetta Piccolotti che interviene a nome di Avs, "il problema non è la ricchezza della ministra, il problema è che quando si è ricchi e non si pagano" gli stipendi ai lavoratori e si umiliano "le persone più povere".
Anche Iv, Più Europa e Azione che non avevano sottoscritto la mozione di sfiducia, hanno comunque dichiarato il voto a favore in aula. "Noi sappiamo che la mozione di sfiducia non sarà approvata, ma chiunque si è accorto che la ministra Santanchè non è sfiduciata da coloro che hanno presentato questa mozione ma dalla sua stessa maggioranza, dalla premier Meloni", dice Davide Faraone di Iv. Per Azione Antonio D'Alessio spiega: "Le mozioni di sfiducia non ci piacciono" e "la ministra non è colpevole fino a prova contraria" ma "è il quadro complessivo che finisce con il restituirci una politica rispetto alla quale scivolano via situazioni che non consentono una azione della ministra libera di condizionamenti". Linea simile a Riccardo Magi di Più Europa: "Per noi Santanché dovrebbe dimettersi" non per le questioni giudiziarie, ma "perché ha inanellato una serie di fallimenti da ministro". Intanto in serata l'aula ha respinto la sfiducia con 206 voti.
Londra, 25 feb. (Adnkronos/Afp) - Il primo ministro britannico Keir Starmer ha confermato che ospiterà colloqui sull'Ucraina con gli alleati nel fine settimana, dopo essere tornato dall'incontro con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump alla Casa Bianca. "Ospiterò diversi paesi questo fine settimana per continuare a discutere di come procedere insieme come alleati alla luce della situazione che ci troviamo ad affrontare", ha detto ai giornalisti.