Il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede ha annunciato questa mattina l’avvio di una grande consultazione pubblica sulle pratiche anticorruzione, anche con lo scopo di “difendere” i quasi duecento miliardi di euro che verranno stanziati per riparare ai danni sociali ed economici causati dalla pandemia. Stando alle prime indicazioni i fondi destinati a sostenere la ripresa economica godranno infatti di una sorta di corsia preferenziale. Atti e provvedimenti emanati delle strutture guidate da sei manager scelti dal ministero dell’economia e dalla presidenza del Consiglio, per l’impiego dei 196 miliardi di euro del Recovery fund, non saranno infatti soggetti a controllo preventivo da parte della Corte dei conti.

“L’emergenza della pandemia sarà accompagnata da un ingente sostegno finanziario” e per “impedire la dispersione e l’accaparramento criminale” di queste risorse ho firmato il decreto costitutivo di un’iniziativa intitolata ‘Alleanza contro la corruzione: una grande consultazione pubblica di esperti di diversa provenienza professionale e di varia estrazione disciplinare, con l’intento di fare il punto sull’assetto messo in campo dal nostro Paese nei settori della prevenzione e del contrasto alla corruzione”. Così il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede.

Poco dopo l’annuncio arriva però il primo mugugno, da Italia Viva. “La smania da task force si sta diffondendo. Ora anche il ministro Bonafede ne crea una, dimenticando che il compito che dovrebbe assolvere è già svolto dall’Autorità Nazionale anticorruzione creata da Renzi”, hanno dichiarato i parlamentari di Italia Viva Lucia Annibali, capogruppo in Commissione Giustizia alla Camera, e Giuseppe Cucca, vicepresidente dei senatori di Italia Viva

L’’Alleanza contro la corruzione coinvolgerà circa sessanta esperti che – partecipando a titolo gratuito – si confronteranno in vari tavoli sulle prospettive e gli aspetti più importanti della lotta alla corruzione: parteciperanno economisti, studiosi del diritto e del processo penale, esperti del diritto amministrativo, magistrati, avvocati, statistici, operatori della comunicazione e della scuola: tutti chiamati a confrontarsi, in appositi gruppi di lavoro, sui diversi aspetti del fenomeno.

Nella squadra Visco, Davigo, Cafiero de Raho, Busia – A comporre il Comitato scientifico costituitosi per l’iniziativa ci sono Giorgio Lattanzi (presidente della Scuola superiore della magistratura e presidente emerito della Corte Costituzionale), David Ermini (vice-presidente del Consiglio superiore della magistratura), Pietro Curzio (Primo presidente della Corte di Cassazione), Filippo Patroni Griffi (presidente del Consiglio di Stato), Guido Carlino (presidente della Corte dei Conti), Giovanni Salvi (procuratore generale presso la Corte di Cassazione), Ignazio Visco (governatore della Banca D’Italia), Raffaele Piccirillo (capo di gabinetto del Ministero della Giustizia), Giuseppe Busia (presidente Autorità Nazionale Anticorruzione), Federico Cafiero de Raho (procuratore nazionale Antimafia e Antiterrorismo), Maria Masi (presidente facente funzioni del Consiglio Nazionale Forense), Paola Severino (vicepresidente dell’Università Luiss ed ex ministro della Giustizia), Piercamillo Davigo (ex presidente di sezione della Suprema Corte di Cassazione), Marco D’Alberti (professore ordinario di diritto amministrativo a La Sapienza di Roma), Francesco Palazzo (professore emerito università di Firenze) e Gabrio Forti (professore ordinario di diritto penale e criminologia e direttore dell’alta scuola sulla Giustizia Penale alla Cattolica)

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