Sono molte le questioni che si imporranno all’ordine del giorno della prossima presidenza Biden. La strategia per contrastare la Cina è stata al centro della politica estera della presidenza Trump e sarà difficile per Joe Biden accantonare questo tema, che si concretizza con un conflitto globale estremamente sofisticato con diversi livelli di confronto sempre aperti e latenti. La guerra economica totale e la strategia di contenimento politico è posta in essere da entrambe le parti, con particolari ripercussioni per i rapporti con gli alleati degli Stati Uniti che hanno interesse a trattare con la Cina.

Se analizziamo il panorama internazionale focalizzando l’attenzione sul Medio Oriente è probabile che i rapporti Usa-Cina comportino delle conseguenze nei confronti di Russia e Iran. Il futuro delle relazioni con l’Iran non dovrebbe essere visto con la lente del passato, poiché sul campo le situazioni sono diverse. Il regime di sanzioni imposto all’Iran ha creato instabilità interna; in questo caso la strategia di contenimento dell’influenza iraniana nella regione è stata quella di creare problemi interni allo stato. Di conseguenza, dal Libano alla Siria, Iraq e Azerbaijan la situazione non è più a favore dell’Iran. Inoltre, i recenti passi dei conservatori in Iran per violare l’accordo nucleare e iniziare l’arricchimento dell’uranio hanno creato un conflitto politico interno che renderà estremamente difficile il ripristino dell’accordo precedente alle medesime condizioni.

Dal punto di vista della sicurezza nazionale, Biden dovrà valutare l’attuale situazione in Iran e cercare di contenere l’influenza iraniana in Libano, Siria e Iraq. Inoltre, sarà probabilmente necessario domare le politiche ostili dell’Iran non solo in riferimento alle ambizioni nucleari ma anche ai missili balistici tattici e spiegamento delle milizie.

Nello scacchiere mediorientale, Biden dovrà continuare a trattare con la Turchia e con le politiche antagoniste del presidente Erdogan che si concentrano sugli Stati Uniti e sui suoi alleati. Per la Nato è importante fare pressione su Biden affinché si occupi dei missili russi S400 che la Turchia ha schierato. Mentre per gli Eu è obbligatorio mettere fine alla politica turca – ostile sia nell’est del Mediterraneo sia verso la stabilità interna dei paesi europei – dalla retorica aggressiva al sostegno di movimenti radicali e islamisti.

Se l’argomento trattato dall’amministrazione americana riguarderà il processo di pace in Medio Oriente, il presidente vorrà sfruttare i progressi storici che Trump ha compiuto per una pace arabo-israeliana. La recente mossa palestinese di dichiarare il ripristino del coordinamento con Israele aiuta a superare le questioni relative alla mancanza di negoziati diretti tra Israele e palestinesi. Sarà fondamentale garantire che i trattati di pace arabo-israeliani non siano visti come un espediente per evitare la pace più importante, quella palestinese-israeliana. Da questo punto di vista, è allettante per qualsiasi amministrazione americana cogliere l’attimo e continuare sulla strada intrapresa dal precedente presidente.

Mentre paesi come il Marocco e il Sudan, Eau e Bahrain possono scegliere di stipulare un trattato di pace con Israele, l’Arabia Saudita è obbligata a fare i conti come sponsor della iniziativa araba per la pace (Arab Peace Initiative) e dovrà mantenere la struttura esistente, con poco spazio per eventuali modifiche e flessibilità. Nonostante ciò, l’imperativo politico per l’Arabia Saudita è di utilizzare ogni processo per migliorare i propri interessi strategici prima di intraprendere qualsiasi passo verso la dichiarata normalizzazione delle relazioni con Israele.

Questo potrebbe spiegare perché i sauditi stanno mostrando attualmente un alto grado di flessibilità nella risoluzione di alcuni problemi, come la crisi del Golfo con il Qatar, dimostrando la volontà di dialogare con gli iraniani. Sebbene la normalizzazione delle relazioni con Israele non sia ancora facile da ottenere per i sauditi se non è legata a una soluzione completa della questione palestinese, così i sauditi cercano alcuni vantaggi politici e strategici e tentano di evitare qualsiasi pressione della nuova amministrazione.

Da un punto di vista pratico, la nuova amministrazione Biden dovrà fare i conti con l’eredità dell’amministrazione Trump e mentre ci sono aspettative di cambiamenti di approccio e posizione, i fatti sul terreno probabilmente imporranno le priorità.

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