Sono cinque anni che Thomas G. Thompson è in prigione. Voi direte: che c’è di strano? Migliaia di persone scontano pene dietro le sbarre ben più lunghe di cinque anni. Certo, solo che il caso di Thompson è particolare. Intanto perché è un cacciatore di tesori, anzi da quando è in carcere è diventato un ex cacciatore di tesori. Secondo perché ha completato il suo quinto anno di prigione in quanto non ha voluto svelare ai funzionari del Tesoro statunitense dove si trovano nascoste le monete d’oro recuperate vent’anni fa da un piroscafo affondato nel 1857. Thompson, infatti, fondò nel 1988 con altri soci la SS Central America, società attrezzata per recuperare antiche imbarcazioni naufragate e affondate.

Il caso del piroscafo affondato nel 1857 dopo un uragano al largo della Carolina del Sud mentre trasportava tonnellate di lingotti e monete d’oro gli è però stato fatale. Con lui nell’impresa si erano avventurati anche altri soci che avevano investito una loro quota per poi ottenere una percentuale sul recupero del tesoro. Spartizione del bottino che non sembra essere avvenuta in maniera regolare. Tanto che nel 2012 Thompson è stato citato in giudizio dai soci furenti, ma si è dato celere alla macchia, finendo per essere rintracciato e arrestato in Florida nel 2015. Thompson, oggi 68enne, nel 1988 raccolse più di 12 milioni di dollari da 161 investitori per finanziare la sua caccia al tesoro.

Oggi molti di loro, tra cui anche alcuni discendenti di chi era presente sull’imbarcazione affondata a fine ottocento, quindi legittimi proprietari dell’oro trasportato, sostengono di non aver mai avuto la parte pattuita. Thompson comunque nega di aver nascosto alcunché. O meglio fino a qualche tempo fa sosteneva di averlo depositato su un fondo fiduciario del Belize, fatto comunque mai verificato. L’uomo era poi stato dichiarato nel 2012 colpevole di oltraggio alla corte per non essere comparso in tribunale ed è stato condannato a due anni di carcere e a una multa di 250.000 dollari. Nell’ipotesi di patteggiamento c’era la richiesta dei pubblici ministeri di aiutarli nel recupero delle monete. Solo che l’ex cercatore d’oro si è rifiutato di aiutarli e ha accettato di rimanere in carcere. Ad oggi sono cinque gli anni di reclusione per non aver confessato il nascondiglio in cui si trovano le monete d’oro. Di recente Thompson avrebbe anche fatto richiesta di sospensione della pena per motivi di salute ma la richiesta è stata rigettata.

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