“È in corso un negoziato molto positivo con l’Italia” sul Recovery fund. Usa poche parole, ma ben calibrate, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen nel rispondere alla domanda di un giornalista sullo stato dei lavori per l’erogazione dei fondi Ue destinati alla ripresa post-Covid. Parole che suonano come un assist al governo Conte proprio mentre il premier è arrivato alla resa dei conti finale con Italia viva sulla crisi evocata da oltre un mese. Von der Leyen spiega che i negoziati sono ottimi così “come con tutti gli altri governi”, poi però aggiunge: “Nello specifico, ci sono buoni progressi“.

Vengono ulteriormente smentite, quindi, le accuse di ritardi da parte dell’Italia nella presentazione del Piano. La deadline è fissata per tutti i Paesi Ue per inizio febbraio: se dovesse essere sforata, è a rischio la prima tranche di aiuti “anticipati”. Un’eventualità che, come ha spiegato più volte il presidente del Consiglio, l’Italia non può permettersi. È anche per questo che Palazzo Chigi e gli altri pezzi della maggioranza vedono come lunare l’apertura di una crisi al buio in un momento delicato come questo. Pd e Movimento 5 stelle considerano “da irresponsabili” l’atteggiamento dei renziani, che metterebbero a rischio non solo la presentazione del Recovery plan da 209 miliardi, ma anche la ripresa delle lezioni a scuola, la lotta ai contagi in risalita e il prosieguo della campagna di vaccinazione.

La dichiarazione di Von der Leyen è anche l’ennesimo attestato di stima da parte di Bruxelles nei confronti di Conte, fra i protagonisti della trattativa che all’inizio dell’estate scorsa ha portato all’accordo sui fondi per la ripartenza, composti per la prima volta non solo da prestiti ma anche da contributi a fondo perduto. A giugno 2020 la presidente della Commissione aveva partecipato anche agli Stati generali indetti dal premier con un videomessaggio: “Grazie Italia. L’Europa s’è desta”, aveva esordito in italiano. Poi l’elogio al governo giallorosso, meritevole a suo dire di aver preso “misure coraggiose, chiedendo alle gente di stare a casa per lunghe settimane e mesi, indicando la strada ad altri Stati membri”.

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