Mentre nel mondo si moltiplica il numero dei Paesi che introducono o prolungano misure restrittive più stringenti, anche in Cina dove il virus sembrava sconfitto, il Covid continua a diffondersi. Ancora molto alti i contagi in Gran Bretagna, dove la variante inglese del virus continua a diffondersi in tutto il Paese: sono 47.525 i nuovi casi registrati nelle ultime 24 ore, con ben 1.564 decessi, un nuovo record negativo che fa superare le 100mila morti dall’inizio della pandemia. Numeri che per il primo ministro, Boris Johnson, rappresentano “un rischio sostanziale” per gli ospedali britannici, sul fronte d’una saturazione di posti letto in terapia intensiva, come ha dichiarato in un’audizione parlamentare in commissione, pur aggiungendo di non essere in grado di “predire” quando questa saturazione possa essere raggiunta.

Negli Stati Uniti nelle ultime 24 ore quasi 4.500 persone hanno perso la vita a causa di complicanze legate al coronavirus: si tratta di un nuovo record negativo, visto che è la prima volta che il numero delle vittime giornaliere sfonda il muro delle 4mila. Sono invece 235mila i nuovi casi confermati dalla Johns Hopkins negli Usa, dove circa 131mila persone sono ricoverate per Covid.

Ieri Angela Merkel ha avvertito che il lockdown duro potrà proseguire almeno per altri due mesi. Oggi i dati del Robert Koch Institute, l’agenzia incaricata dal governo di Berlino di monitorare l’andamento della pandemia in Germania, sembrano confermare i timori della cancelliera: i nuovi casi sono più di 19.600, un dato in crescita. Inoltre, sono 1.060 i decessi per complicanze legate all’infezione.

Sono 38.869 i casi nelle ultime 24 ore in Spagna che ha registrato così il più alto picco giornaliero di infezioni dall’inizio della pandemia superando i 25.595 positivi registrati il 30 ottobre. I decessi sono 195. Il ministro della Salute, Salvador Illa, ha descritto l’aumento come “molto preoccupante” e ha avvertito che la pressione sugli ospedali e sulle unità di terapia intensiva sta aumentando. “Chiedo alle persone di rispettare scrupolosamente le misure adottate da ogni regione autonoma”, ha detto Illa. “È l’unico modo che abbiamo per controllare il virus”.

Il primo ministro danese, Mette Frederiksen, ha annunciato la proroga delle restrizioni, in scadenza il 17 gennaio, nel quadro delle misure per combattere la diffusione del Covid-19. “Credo che una proroga delle restrizioni sia chiaramente necessaria. Non da ultimo per garantire che la variante britannica non si diffonda”, ha dichiarato. E la Scozia ha deciso di vietare il sistema ‘clic-and-collect’: ossia del ritiro di persona da parte degli utenti degli ordini takeaway, che potranno essere da adesso solo consegnati a domicilio. Fra le altre misure, la first minister Nicola Sturgeon ha annunciato lo stop al consumo di alcolici per strada nelle zone “in allerta 4”, nonché obblighi più stringenti sia sull’uso delle mascherine nei negozi aperti, sia per imporre alle aziende un più diffuso ricorso al lavoro da casa, e controlli di polizia più severi contro ogni tentativo di approfittare oltre misura del permesso di uscire per ragioni essenziali.

Giro di vite anche in Svizzera, dove il governo federale ha deciso di prolungare la chiusura di ristoranti, offerte culturali e impianti sportivi fino alla fine di febbraio, mentre da lunedì saranno chiusi anche i negozi che non vendono beni di prima necessità e il telelavoro diventerà obbligatorio.

Da lunedì, per entrare in Austria, sarà obbligatorio effettuare una registrazione elettronica. Vanno indicati tramite un modulo online nome, data di nascita, email, indirizzo di soggiorno, data di ingresso, eventuale data di partenza e i Paesi visitati negli ultimi 10 giorni e l’obbligo vale per tutte le persone che entrano nel Paese, ad eccezione di pendolari, dei viaggiatori in transito per raggiungere un altro Paese e per urgenze in ambito familiare, come per esempio funerali. Resta in vigore la quarantena obbligatoria di 10 giorni, che può essere accorciata a 5 giorni con un tampone negativo a proprie spese.

In Cina si è registrato nelle ultime 24 ore un record giornaliero di nuovi casi di coronavirus Sars-CoV-2 rispetto agli ultimi 5 mesi, con 3 città già in lockdown, quelle di Shijiazhuang, Xingtai e Langfang. Il maggior numero di contagi è stato registrato vicino a Pechino, nella provincia dell’Hebei, ma anche in quella di Heilongjiang, come riferiscono dati ufficiali. La Commissione sanitaria nazionale spiega in una nota di aver registrato 115 nuovi casi in patria rispetto ai 55 del giorno precedente, il che rappresenta il numero più alto di contagi dal 30 luglio. La provincia settentrionale cinese di Heilongjiang, che conta oltre 37 milioni di persone, ha introdotto lo “stato di emergenza”, chiedendo ai cittadini di non lasciare i propri territori se non strettamente necessario e di annullare conferenze e raduni, mentre la città di Suihua, che conta 5,2 milioni di abitanti, è entrata in lockdown.

Russia – “Dobbiamo passare da una vaccinazione su larga scala ad una vaccinazione di massa”, ha detto Vladimir Putin in una riunione con il governo, notando come l’industria abbia superato i volumi di produzione previsti di vaccino Sputnik V. La vice premier Tatyana Golikova, che ha la delega sulla lotta al coronavirus, ha detto che il sistema “è pronto” e che la vaccinazione di massa inizierà il “18 gennaio”.

Svezia – La Svezia ha registrato 5.337 nuovi casi nelle ultime 24 ore, secondo le statistiche dell’Agenzia sanitaria. I decessi sono 167, registrati nell’arco di diversi giorni, che portano il totale a 9.834.

Giappone – Il governo giapponese conferma l’entrata in vigore dello stato di emergenza in altre 7 prefetture dell’arcipelago, oltre a Tokyo e le tre regioni confinanti, nello stesso giorno in cui i contagi nel Paese, dall’inizio della pandemia del coronavirus, superano quota 300 mila. “La situazione rimane molto seria e le misure diventano inevitabili. Dobbiamo lavorare assieme per vincere questa sfida”, ha detto il premier Yoshihide Suga durante la conferenza stampa di presentazione dei provvedimenti.

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