L’infezione da Covid-19 può essere più dura e più duratura di quanto immaginiamo. Nuovi dati, in attesa di uno studio che sia pubblicato su una rivista scientifica peer review, suggeriscono che quasi un paziente inizialmente guarito su tre viene poi ricoverato in ospedale entro 5 mesi e uno su otto muore per complicazioni. Questi risultati preliminari arrivano dall’analisi condotta dalla Leicester University e dall’Office for National Statistics (ONS) nel Regno Unito. Lo studio è al momento disponibile sul server di pre-stampa medRxiv ed è subito rimbalzato su molti media internazionali.
In particolare, lo studio ha rilevato che su 47.780 persone dimesse dall’ospedale durante la prima ondata nel Regno Unito, il 29,4 per cento è ritornato in ospedale entro 140 giorni e il 12,3 per cento non è sopravvissuto. Sembra infatti che Covid-19 possa avere devastanti effetti a lungo termine: l’infezione può portare molti sopravvissuti a sviluppare problemi cardiaci, diabete e malattie croniche del fegato e dei reni. Ormai ci sono pochi dubbi.
“Il nostro è il più grande studio sulle persone dimesse dall’ospedale dopo essere state ammesse con Covid”, commenta al Daily Telegraph l’autore dello studio Kamlesh Khunti, professore alla Leicester University, secondo il quale “un sacco di persone” dimesse vengono poi riammesse in ospedale. “I numeri sono così grandi”, ammette Khunti. In effetti anche se al momento lo studio deve essere ancora sottoposto a revisione paritaria, i ricercatori sono davvero sorpresi che siano così tanti i pazienti che ritornano in ospedale con una diagnosi diversa da quella iniziale, segno che molti sviluppano complicazioni in seguito. Dopo l’infezione può succedere di ricevere una diagnosi di diabete. “Non sappiamo se è perché Covid ha distrutto le cellule beta che producono l’insulina che si sviluppa il diabete di tipo 1, o se provoca insulino-resistenza e quindi si sviluppa il diabete di tipo 2, ma stiamo assistendo a queste nuove sorprendenti diagnosi di diabete”, dice Khunti.
Inoltre, lo studio fa luce su quanto potrebbero essere errate le attuali stime relative ai morti per la pandemia. Attualmente il governo britannico registra un decesso come correlato a Covid se il paziente muore entro 28 giorni dopo esser risultato positivo al test. Ma, come quest’ultimo studio dimostra, il bilancio reale delle vittime potrebbe essere molto più alto. Se migliaia di sopravvissuti a Covid vengono davvero riammessi in ospedale con gravi problemi di salute mesi dopo aver contratto la malattia, allora i conti ufficiali potrebbero non tornare.
A dicembre, l’Ons ha stimato che una persona su 10 che si è ammalata ha continuato a soffrire di “long Covid” per tre mesi o più. I sintomi comuni di questa infezione “duratura” includono estrema stanchezza, mancanza di respiro e problemi di memoria e concentrazione. Come c’era d’aspettarsi, quest’ultimo studio britannico ha già alimentato i timori di parte della comunità scientifica, specialmente nel Regno Unito. “Questo lavoro è molto importante: Covid è molto più di decessi o guarigioni. Ci sono troppi casi di effetti a lungo termine”, ha twittato Christina Pagel, direttrice dell’Unità di ricerca operativa clinica presso l’University College London.
Secondo l’Ons, il 10 per cento dei pazienti Covid continua a sperimentare sintomi fino a dopo tre mesi dalla prima infezione. Se a questo aggiungiamo i numeri sempre molto alti dei contagi, i timori di un collasso del sistema sanitario sono più che giustificati. “In Inghilterra in media ogni 30 secondi viene ricoverato un paziente con Covid-19”, dichiara Sir Simon Stevens, direttore del servizio sanitario nazionale inglese (Nhs). “I fatti sono molto chiari e non ho intenzione di addolcirli, gli ospedali e il personale sono sotto estrema pressione”, aggiunge. Le speranze sono riposte sui vaccini. “Ora speriamo nella campagna vaccinale e nella risposta della popolazione alla somministrazione delle dosi immunizzanti”, conclude Sir Stevens.
Lo studio su MedRxiv
Scienza
Long Covid, lo studio: “Quasi un paziente su tre viene di nuovo ricoverato entro 5 mesi e uno su 8 muore per complicazioni”
Questi risultati preliminari arrivano dall'analisi condotta dalla Leicester University e dall'Office for National Statistics (ONS) nel Regno Unito su 47.780 persone dimesse dall'ospedale durante la prima ondata
L’infezione da Covid-19 può essere più dura e più duratura di quanto immaginiamo. Nuovi dati, in attesa di uno studio che sia pubblicato su una rivista scientifica peer review, suggeriscono che quasi un paziente inizialmente guarito su tre viene poi ricoverato in ospedale entro 5 mesi e uno su otto muore per complicazioni. Questi risultati preliminari arrivano dall’analisi condotta dalla Leicester University e dall’Office for National Statistics (ONS) nel Regno Unito. Lo studio è al momento disponibile sul server di pre-stampa medRxiv ed è subito rimbalzato su molti media internazionali.
In particolare, lo studio ha rilevato che su 47.780 persone dimesse dall’ospedale durante la prima ondata nel Regno Unito, il 29,4 per cento è ritornato in ospedale entro 140 giorni e il 12,3 per cento non è sopravvissuto. Sembra infatti che Covid-19 possa avere devastanti effetti a lungo termine: l’infezione può portare molti sopravvissuti a sviluppare problemi cardiaci, diabete e malattie croniche del fegato e dei reni. Ormai ci sono pochi dubbi.
“Il nostro è il più grande studio sulle persone dimesse dall’ospedale dopo essere state ammesse con Covid”, commenta al Daily Telegraph l’autore dello studio Kamlesh Khunti, professore alla Leicester University, secondo il quale “un sacco di persone” dimesse vengono poi riammesse in ospedale. “I numeri sono così grandi”, ammette Khunti. In effetti anche se al momento lo studio deve essere ancora sottoposto a revisione paritaria, i ricercatori sono davvero sorpresi che siano così tanti i pazienti che ritornano in ospedale con una diagnosi diversa da quella iniziale, segno che molti sviluppano complicazioni in seguito. Dopo l’infezione può succedere di ricevere una diagnosi di diabete. “Non sappiamo se è perché Covid ha distrutto le cellule beta che producono l’insulina che si sviluppa il diabete di tipo 1, o se provoca insulino-resistenza e quindi si sviluppa il diabete di tipo 2, ma stiamo assistendo a queste nuove sorprendenti diagnosi di diabete”, dice Khunti.
Inoltre, lo studio fa luce su quanto potrebbero essere errate le attuali stime relative ai morti per la pandemia. Attualmente il governo britannico registra un decesso come correlato a Covid se il paziente muore entro 28 giorni dopo esser risultato positivo al test. Ma, come quest’ultimo studio dimostra, il bilancio reale delle vittime potrebbe essere molto più alto. Se migliaia di sopravvissuti a Covid vengono davvero riammessi in ospedale con gravi problemi di salute mesi dopo aver contratto la malattia, allora i conti ufficiali potrebbero non tornare.
A dicembre, l’Ons ha stimato che una persona su 10 che si è ammalata ha continuato a soffrire di “long Covid” per tre mesi o più. I sintomi comuni di questa infezione “duratura” includono estrema stanchezza, mancanza di respiro e problemi di memoria e concentrazione. Come c’era d’aspettarsi, quest’ultimo studio britannico ha già alimentato i timori di parte della comunità scientifica, specialmente nel Regno Unito. “Questo lavoro è molto importante: Covid è molto più di decessi o guarigioni. Ci sono troppi casi di effetti a lungo termine”, ha twittato Christina Pagel, direttrice dell’Unità di ricerca operativa clinica presso l’University College London.
Secondo l’Ons, il 10 per cento dei pazienti Covid continua a sperimentare sintomi fino a dopo tre mesi dalla prima infezione. Se a questo aggiungiamo i numeri sempre molto alti dei contagi, i timori di un collasso del sistema sanitario sono più che giustificati. “In Inghilterra in media ogni 30 secondi viene ricoverato un paziente con Covid-19”, dichiara Sir Simon Stevens, direttore del servizio sanitario nazionale inglese (Nhs). “I fatti sono molto chiari e non ho intenzione di addolcirli, gli ospedali e il personale sono sotto estrema pressione”, aggiunge. Le speranze sono riposte sui vaccini. “Ora speriamo nella campagna vaccinale e nella risposta della popolazione alla somministrazione delle dosi immunizzanti”, conclude Sir Stevens.
Lo studio su MedRxiv
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‘In Ucraina è guerra per procura’: a dirlo è il segretario di Stato Usa Marco Rubio. E il Cremlino plaude
Roma, 6 mar. (Adnkronos) - "Più che le conclusioni del Consiglio europeo sembrano un bollettino di guerra, con i nostri governanti che, in un clima di ubriacatura collettiva, programmano una spesa straordinaria di miliardi su miliardi per armi, missili e munizioni. E la premier Meloni cosa dice? 'Riarmo non è la parola adatta' per questo piano. Si preoccupa della forma e di come ingannare i cittadini. Ma i cittadini non sono stupidi! Giorgia Meloni come lo vuoi chiamare questo folle programma che, anziché offrire soluzioni ai bisogni concreti di famiglie e imprese, affossa l’Europa della giustizia e della civiltà giuridica per progettare l’Europa della guerra?". Lo scrive Giuseppe Conte sui social.
"I fatti sono chiari: dopo 2 anni e mezzo di spese, disastri e fallimenti in Ucraina anziché chiedere scusa agli italiani, Meloni ha chiesto a Von der Leyen di investire cifre folli in armi e spese militari dopo aver firmato sulla nostra testa a Bruxelles vincoli e tagli sugli investimenti che ci servono davvero su sanità, energia, carovita, industria e lavoro. Potremmo trovarci a spendere oltre 30 miliardi aggiuntivi sulle armi mentre ne mettiamo 3 scarsi sul carobollette".
"Stiamo vivendo pagine davvero buie per l’Europa. I nostri governanti, dopo avere fallito con la strategia dell’escalation militare con la Russia, non hanno la dignità di ravvedersi, anzi rilanciano la propaganda bellica. La conclusione è che il blu di una bandiera di pace scolora nel verde militare. Dai 209 miliardi che noi abbiamo riportato in Italia dall'Europa per aziende, lavoro, infrastrutture, scuole e asili nido, passiamo a montagne di soldi destinati alle armi".
Roma, 6 mar. (Adnkronos) - "Much appreciated". Lo scrive Elon Musk su X commentando un post in cui si riporta la posizione della Lega e di Matteo Salvini sul ddl Spazio e Starlink. Anche il referente in Italia del patron di Tesla, Andrea Stroppa, ringrazia via social Salvini: "Grazie al vice PdC Matteo Salvini per aver preso posizione pubblicamente".
Roma, 6 mar. (Adnkronos) - Gianfranco Librandi, presidente del movimento politico “L’Italia c’è”, ha smentito categoricamente le recenti affermazioni giornalistiche riguardanti una presunta “coalizione di volenterosi” per il finanziamento di Forza Italia. Librandi ha dichiarato: “Sono tutte fantasie del giornalista. Smentisco assolutamente di aver parlato di una coalizione di volenterosi che dovrebbero contribuire al finanziamento del partito”.
Roma, 6 mar. (Adnkronos) - "Il vergognoso oltraggio del Museo della Shoah di Roma è l'ennesimo episodio di un sentimento antisemita che purtroppo sta riaffiorando. È gravissima l'offesa alla comunità ebraica ed è gravissima l'offesa alla centralità della persona umana e all'amicizia tra i popoli. Compito di ognuno deve essere quello di prendere decisamente le distanze da questi vergognosi atti, purtroppo sempre più frequenti in ambienti della sinistra radicale infiltrata da estremisti islamici , che offendono la memoria storica e le vittime della Shoah. Esprimo la mia più sentita solidarietà all'intera Comunità ebraica con l'auspicio che tali autentici delinquenti razzisti antisemiti siano immediatamente assicurati alla giustizia ". Lo ha dichiarato Edmondo Cirielli, Vice Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.
Roma, 6 mar. (Adnkronos) - "Meloni ha perso un'occasione rispetto a due mesi fa quando si diceva che sarà il ponte tra l'America di Trump e l'Europa e invece Trump parla con Macron, con Starmer e lo farà con Merz. Meloni è rimasta un po' spiazzata. Le consiglio di non essere timida in Europa perchè se pensa di sistemare i dazi un tete a tete con Trump, quello la disintegra. Meloni deve stare con l'Europa e Schlein quando le dice di non stare nel mezzo tra America e Europa è perchè nel mezzo c'è l'Oceano e si affoga". Lo dice Matteo Renzi a Diritto e Rovescio su Rete4.
Roma, 6 mar. (Adnkronos) - "La politica estera cambia la vita delle famiglie, aiuta la gente a capire e anche gli errori fatti. In Italia il casino sui consumi lo ha fatto Salvini: ha fatto una norma sul codice della strada per ridurre gli incidenti e va bene ma non è giusto fare una campagna terroristica sul vino. E poi c'è Trump che fa i dazi ma la roba nostra piace nel mondo e se ci mettono i dazi, ci fregano. I sovranisti di casa nostra dicono 'viva Trump' ma Trump ci distrugge l'economia". Lo dice Matteo Renzi a Diritto e Rovescio su Rete4. "E poi c'è anche l'Europa che è un po' troppo burocratica".
Roma, 6 mar. (Adnkronos) - “La sicurezza delle telecomunicazioni è fondamentale, nell’interesse italiano sarebbe singolare scegliere un soggetto francese (con partecipazione azionaria anche cinese?) anziché un sistema tecnologicamente più sviluppato ed all’avanguardia come quello americano. Peraltro notiamo con stupore che, come già avvenuto per alcune case farmaceutiche durante il Covid, un titolo francese abbia guadagnato in Borsa più del 500% in pochi giorni. Siamo certi che, in una fase delicata come questa, ogni scelta vada ponderata esclusivamente nel nome dell’interesse nazionale italiano, senza pregiudizi ideologici, ritenendo gli Usa un partner imprescindibile per la sicurezza e la crescita del nostro Paese”. Così in una nota Paolo Borchia, capo delegazione Lega al Parlamento europeo, e Paolo Formentini, deputato Lega, responsabile dipartimento Esteri della Lega.