Da Roma, a Torino, a Milano. I lavoratori del settore wedding e i futuri sposi che, causa Covid, hanno dovuto rinviare le nozze, sono scesi in piazza lunedì 26 aprile per protestare contro la mancata ripartenza dei matrimoni.

In Piazza Montecitorio sono arrivati da tutta Italia per chiedere la possibilità di ritornare a realizzare i sogni di tanti innamorati. “Non ci capacitiamo di come il governo possa essersi dimenticato di noi – spiega Stefania Mismara, presidente dell’associazione organizzatrice dell’evento – Siamo stati dimenticati nei decreti ristori e ora nel decreto per le ripartenze“. “Siamo disponibili a qualsiasi tipo di protocollo – rincara – e siamo una filiera di persone responsabili”. In piazza anche alcune spose che hanno dovuto rinviare le nozze: “È la quarta volta che rimando il mio matrimonio – racconta Angela Di Iorio – e come me ci sono migliaia di coppie”. In piazza a Roma anche un prete, venuto per solidarietà a tutte le coppie di fidanzati che, ad oggi, non hanno ancora una data certa per il matrimonio.

Anche a Milano le categorie hanno fatto sentire la loro voce dandosi appuntamento sotto al palazzo della Regione Lombardia. “Il governo ci indichi una data per la ripartenza del settore – spiegano i manifestanti, molti dei quali vestiti di nero, in segno di lutto – Dopo 14 mesi di inattività chiediamo risposte, sappiamo come lavorare in sicurezza”.

A Torino i manifestanti si sono dati appuntamento in piazza Castello, anche in questo caso vestiti “a lutto”. “È da un anno che siamo fermi – spiegano – e lavorare è nostro diritto, sempre seguendo le regole per il Covid. Ci è stato tolto il diritto al lavoro, ci siamo trovati da un giorno all’altro a casa senza sapere cosa fare il giorno dopo”.

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