Roma, 28 feb. - (Adnkronos) - Il brano di Tommy Cash 'Espresso Macchiato', che rappresenterà l'Estonia all'Eurovision Song Contest, sta suscitando polemiche e perplessità, ma secondo Eddy Anselmi, autore ed esperto dell'Eurovision Song Contest, non ci sono gli estremi per escludere il brano dalla kermesse di Basilea o per chiederne la modifica. All’Adnkronos Anselmi ha minimizzato le possibili controversie legate all'uso della parola "mafioso" nel testo. "La canzone mi piace e non mi sembra offensiva", ha dichiarato. "Non più di quanto Joe Pesci fa su un certo tipo di italo-americano di Brooklyn in un film americano. Non penso che il brano prenda in giro l'Italia, ma un certo stereotipo di italiano all'estero". Anselmi paragona il linguaggio del brano al "broccolino", la varietà linguistica parlata dagli italo-americani di Brooklyn, e ai personaggi dei film interpretati da Joe Pesci. "Quel misto italiano-spagnolo con 'por favore' e 'bella' sembra uscito da un film del Padrino", osserva.
Per l'esperto, "non ci sono gli estremi né per l'esclusione né per richiedere la modifica del brano, e nemmeno per l'indignazione". Riguardo alla parola "mafioso", Anselmi afferma: "La parola mafia l’abbiamo inventata noi, ma fa parte del gergo internazionale come 'crescendo', 'bravo', 'caffè' e 'pizza'. Quando c'è la mafia russa si parla anche in inglese di 'mafia'. Purtroppo, abbiamo inventato anche una brutta parola, come gli olandesi del Sudafrica hanno inventato 'apartheid', che appartiene al gergo internazionale".
Anselmi cita anche il caso di ‘Occidentali's Karma’ di Francesco Gabbani, che conteneva riferimenti alle culture orientali, ma non suscitò polemiche. "Non ci fu nessun tipo di polemica, neanche a livello di appropriazione culturale", ricorda. L'esperto, però, esprime una riserva sul ritratto dell'Italia offerto da Gabry Ponte nel brano ‘Tutta l’Italia’ selezionato per il San Marino Song Contest, la competizione che l’8 marzo sceglierà il brano che rappresenterà il piccolo stato all’Eurovision: "Personalmente mi piace meno quel ritratto dell'Italia, che trovo greve. Se arrivasse a vincere la selezione sammarinese per cui è stato selezionato il riferimento a Craxi e alle monetine potrebbe essere modificato, in quanto potrebbe essere considerato un riferimento politico a una figura ancora controversa in Italia".
L'Eurovision da regolamento è un evento non politico e nel corso degli anni, diverse canzoni presentate al contest hanno subito modifiche o sono state ritirate a causa di riferimenti geopolitici. Eddy Anselmi cita alcuni esempi significativi. Nel 2007, la cantante ucraina Verka Serduchka dovette modificare il titolo del suo brano, inizialmente solo ‘Dancing’. Il ritornello conteneva la frase ‘Lasha Tumbai’, che, spiega Anselmi, "non vuol dire niente ma suonava come 'Russia goodbye'".
Questo provocò le proteste della Russia, che, nel contesto della prima Rivoluzione Arancione in Ucraina, fece ricorso all'Ebu. L'ente impose all'Ucraina di aggiungere ‘Lasha Tumbai’ al titolo della canzone. Nel 2015, l'Armenia presentò ‘Don't Deny’ (Non Negare) dei Genealogy, un brano che alludeva al genocidio armeno e che provocò le proteste della Turchia. Proteste accolte dall’Ebu e il titolo fu modificato in ‘Face the Shadow’.
Un altro caso recente è quello della Georgia del 2009. L'anno precedente, il paese aveva affrontato la guerra dei cinque giorni contro la Russia e le repubbliche separatiste di Ossezia del Sud e Abcasia. All'Eurovision di Mosca del 2009, la Georgia presentò ‘We Don't Wanna Put In’ di Stefane & 3G, un brano in inglese che, per i suoi presunti riferimenti a Vladimir Putin, suscitò immediate polemiche. L'Ebu chiese alla Georgia di modificare il testo o di presentare una nuova canzone. Il paese rifiutò e si ritirò dalla competizione. Senza contare che l’anno scorso la canzone di Israele che si chiamava ‘October rain’ fu modificata in ‘Hurricane’ perché il tema era considerato politicamente sensibile. "Tutti questi casi sono figli di tensioni geopolitiche", conclude Anselmi, un contesto ben diverso da quello del brano estone. (di Loredana Errico)
Cronaca - 3 Giugno 2021
2 giugno, Black Lives Matter in piazza a Roma contro il razzismo e per i diritti: “Repubblica incompleta, allargare il bacino della cittadinanza”
La Playlist Cronaca
Circa un centinaio di persone sono scese in piazza a Roma nella giornata dNoella Festa della Repubblica per dire no al razzismo e, soprattutto, per chiedere più diritti, come quello di riconoscere gli extracomunitari come cittadini. L’evento è stato organizzato dai Black Lives Matter della Capitale e ha visto l’adesione di tante organizzazioni vicine all’antifascismo, tra le quali i palestinesi italiani. “Non è solo una questione di Ius Soli, qui in piazza ci sono anche quarantenni che hanno la voglia di cambiare in meglio l’Italia”, ha spiegato Josef Yemane dei Black Lives Matter della Capitale. “Io sono figlia di genitori palestinesi ma sono nata a Roma, quindi mi sento legata ad entrambe le terre. Sono qui per cercare di sconfiggere tutte le ingiustizie presenti al mondo”, ha invece raccontato una giovane donna palestinese. Attimi di tensione si sono registrati quando le forze dell’ordine hanno provveduto a togliere uno striscione che ricordava Moussa Balde, il 23enne originario della Guinea trovato morto impiccato nel Centro di permanenza per il rimpatrio di corso Brunelleschi dove si trovava ristretto, che lo scorso 9 maggio, era stato accerchiato e preso a bastonate, calci e pugni da tre cittadini italiani.
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Bollette, bonus di tre mesi per famiglie e imprese contro il caro energia. Giorgetti: “Non è a debito”
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Usa: ora i generali dell’esercito possono attaccare anche oltre ‘campi di battaglia convenzionali’
Roma, 28 feb (Adnkronos) - "Tre miliardi di euro messi con tre mesi di ritardo. Speriamo che siano sufficienti. Nel frattempo la Meloni scappa anche dalle conferenze stampa, non solo dal Parlamento. Ormai parla solo attraverso video registrati, è diventata allergica alle domande. Doveva essere una lady di ferro, è sempre più “l’omino di burro” di Pinocchio". Lo scrive Matteo Renzi sui social.
Roma, 28 feb. -(Adnkronos) - "Oggi sono state presentate attività e obiettivi, il governo non può che essere accanto. Per esempio, nella parte dei fondi Pnrr per quanto riguarda i porti verdi” la comunità portuale ha “presentato 6 progetti e hanno già ottenuto oltre 8 milioni di euro”. È quanto affermato dal vice ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Vannia Gava, all’evento ‘Sblocchiamo il futuro’ organizzato da L’AdSP veneta e la Venezia Port Community.
L’obiettivo primario dell’incontro è stato approfondire e condividere i progetti e gli investimenti che mirano a rafforzare le prospettive di sviluppo sostenibile per gli scali lagunari, ragionando anche sulle modalità più efficaci, sostenibili e tempestive per superare gli ostacoli all’orizzonte per la portualità, una grande risorsa per il Veneto, per il Nord Est e per l’Italia.
“Anche per tutta la parte di autorizzazioni ambientali - riprende il vice ministro - stiamo facendo un grosso lavoro al ministero per quanto riguarda lo snellimento per ottenere le autorizzazioni e anche una serie di decreti che possono essere utili per quanto riguarda la parte dei dragaggi”, le sue parole.
Roma, 28 feb. (Adnkronos) - "Il provvedimento sulle bollette è debole e non strutturale. Il problema rimane quello delle rinnovabili iperincentivate che vendono anche quando il loro apporto è inutile, al prezzo del gas". Così Carlo Calenda sui social.
"Una follia in particolare su idroelettrico che arricchisce le imprese del settore a spese dei cittadini. Avevamo fatto una proposta chiara ma il governo non ha avuto il coraggio di attuarla. Molto positivo invece il primo passo fatto per il ritorno al nucleare, una battaglia che Azione ha condotto con forza dalla sua nascita".
Palermo, 28 feb. (Adnkronos) - "La politica di Trump di dazi mi preoccupa. Non mi sono mai pronunciato sino adesso, ma è chiaro che parlo anche da ex presidente del Senato. Sulla politica internazionale non mi compete esprimermi, potrei dire tanto ma mi taccio. Per quanto riguarda, invece, quella economica siamo preoccupati come credo lo siano tutti coloro che hanno a cuore l'andamento dell'economia italiana". Così il presidente della Regione siciliana, Renato Schifani, a margine della cerimonia di inaugurazione dell'anno giudiziario della Corte dei Conti.
"Le politiche protezionistiche non hanno mai risolto le tematiche economiche di un Paese, anche perché determinano controreazioni, dazi contro dazi - ha aggiunto -. Ho letto oggi sulla stampa che le quotazioni delle azioni di Trump e anche di Musk crollano e questa è una prima conseguenza. Mi auguro e sono certo che la reazione dell'Europa sarà univoca, ferma e dimostri una volta tanto di essere un'Europa anche dei popoli, non soltanto della moneta".
Roma, 28 feb. (Adnkronos) - La segretaria del Pd, Elly Schlein, risponderà domani a Repubblica sulla proposta, lanciata sul quotidiano da Michele Serra, per 'Una piazza per l'Europa'. Si apprende da fonti del Nazareno, interpellate sull'iniziativa.
Roma, 28 feb. (Adnkronos) - "Condivido e rilancio l'appello di Michele Serra su Repubblica: portiamo alta la bandiera Ue nelle piazze delle città capoluogo d'Italia, riaffermiamo con forza i valori di pace, libertà e democrazia che rappresenta, manifestiamo per la nostra Europa". Lo scrive sui social l'eurodeputato Pd, Matteo Ricci.
Roma, 28 feb. - (Adnkronos) - Il brano di Tommy Cash 'Espresso Macchiato', che rappresenterà l'Estonia all'Eurovision Song Contest, sta suscitando polemiche e perplessità, ma secondo Eddy Anselmi, autore ed esperto dell'Eurovision Song Contest, non ci sono gli estremi per escludere il brano dalla kermesse di Basilea o per chiederne la modifica. All’Adnkronos Anselmi ha minimizzato le possibili controversie legate all'uso della parola "mafioso" nel testo. "La canzone mi piace e non mi sembra offensiva", ha dichiarato. "Non più di quanto Joe Pesci fa su un certo tipo di italo-americano di Brooklyn in un film americano. Non penso che il brano prenda in giro l'Italia, ma un certo stereotipo di italiano all'estero". Anselmi paragona il linguaggio del brano al "broccolino", la varietà linguistica parlata dagli italo-americani di Brooklyn, e ai personaggi dei film interpretati da Joe Pesci. "Quel misto italiano-spagnolo con 'por favore' e 'bella' sembra uscito da un film del Padrino", osserva.
Per l'esperto, "non ci sono gli estremi né per l'esclusione né per richiedere la modifica del brano, e nemmeno per l'indignazione". Riguardo alla parola "mafioso", Anselmi afferma: "La parola mafia l’abbiamo inventata noi, ma fa parte del gergo internazionale come 'crescendo', 'bravo', 'caffè' e 'pizza'. Quando c'è la mafia russa si parla anche in inglese di 'mafia'. Purtroppo, abbiamo inventato anche una brutta parola, come gli olandesi del Sudafrica hanno inventato 'apartheid', che appartiene al gergo internazionale".
Anselmi cita anche il caso di ‘Occidentali's Karma’ di Francesco Gabbani, che conteneva riferimenti alle culture orientali, ma non suscitò polemiche. "Non ci fu nessun tipo di polemica, neanche a livello di appropriazione culturale", ricorda. L'esperto, però, esprime una riserva sul ritratto dell'Italia offerto da Gabry Ponte nel brano ‘Tutta l’Italia’ selezionato per il San Marino Song Contest, la competizione che l’8 marzo sceglierà il brano che rappresenterà il piccolo stato all’Eurovision: "Personalmente mi piace meno quel ritratto dell'Italia, che trovo greve. Se arrivasse a vincere la selezione sammarinese per cui è stato selezionato il riferimento a Craxi e alle monetine potrebbe essere modificato, in quanto potrebbe essere considerato un riferimento politico a una figura ancora controversa in Italia".
L'Eurovision da regolamento è un evento non politico e nel corso degli anni, diverse canzoni presentate al contest hanno subito modifiche o sono state ritirate a causa di riferimenti geopolitici. Eddy Anselmi cita alcuni esempi significativi. Nel 2007, la cantante ucraina Verka Serduchka dovette modificare il titolo del suo brano, inizialmente solo ‘Dancing’. Il ritornello conteneva la frase ‘Lasha Tumbai’, che, spiega Anselmi, "non vuol dire niente ma suonava come 'Russia goodbye'".
Questo provocò le proteste della Russia, che, nel contesto della prima Rivoluzione Arancione in Ucraina, fece ricorso all'Ebu. L'ente impose all'Ucraina di aggiungere ‘Lasha Tumbai’ al titolo della canzone. Nel 2015, l'Armenia presentò ‘Don't Deny’ (Non Negare) dei Genealogy, un brano che alludeva al genocidio armeno e che provocò le proteste della Turchia. Proteste accolte dall’Ebu e il titolo fu modificato in ‘Face the Shadow’.
Un altro caso recente è quello della Georgia del 2009. L'anno precedente, il paese aveva affrontato la guerra dei cinque giorni contro la Russia e le repubbliche separatiste di Ossezia del Sud e Abcasia. All'Eurovision di Mosca del 2009, la Georgia presentò ‘We Don't Wanna Put In’ di Stefane & 3G, un brano in inglese che, per i suoi presunti riferimenti a Vladimir Putin, suscitò immediate polemiche. L'Ebu chiese alla Georgia di modificare il testo o di presentare una nuova canzone. Il paese rifiutò e si ritirò dalla competizione. Senza contare che l’anno scorso la canzone di Israele che si chiamava ‘October rain’ fu modificata in ‘Hurricane’ perché il tema era considerato politicamente sensibile. "Tutti questi casi sono figli di tensioni geopolitiche", conclude Anselmi, un contesto ben diverso da quello del brano estone. (di Loredana Errico)