Mancava solo l’ufficialità, perché la riunione di ieri sera in hotel aveva prodotto sì una decisione, ma non era stata comunicata con tutti i crismi del caso. Ad ogni modo l’ufficialità è arrivata a mezz’ora dall’inizio della gara contro l’Austria, valevole per gli ottavi di finale di Euro 2020. A darla è stato il capitano azzurro Giorgio Chiellini ai microfoni di Raisport: “Se ci inginocchieremo prima della partita? Credo non ci sia stata nessuna richiesta” ha detto il difensore della Juve, che poi ha spiegato quali saranno le prossime mosse della squadra. “Quando ci sarà la richiesta da parte dell’altra squadra, ci inginocchieremo, per sentimento di solidarietà e sensibilità verso l’altra squadra”. Solidarietà e sensibilità verso l’altra squadra, quindi, non per vicinanza alla protesta contro il razzismo di cui il gesto del movimento Black Lives Matter è simbolo. Si tratta dell’ennesimo controsenso all’interno di una vicenda gestita malissimo dalla Federazione italiana gioco calcio e dalla stessa nazionale guidata da Roberto Mancini. Questo significa che i calciatori azzurri sono razzisti? Certo che no, come spiega Chiellini: “Cercheremo di combattere il razzismo in un altro modo, con iniziative insieme alla Federazione nei prossimi mesi”.

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