Quasi nulla dai diretti interessati, ministri e nomi di primo piano del M5s. Poco dai loro alleati, il Pd e le forze alla sua sinistra. Ad affannarsi a commentare il post con cui Beppe Grillo ha chiuso (in malomodo) la porta in faccia a Giuseppe Conte sono soprattutto esponenti delle forze più lontane e critiche verso il Movimento stesso. A partire dai big di Italia Viva, ringalluzziti dai toni impietosi verso l’odiato ex premier, per di più provenienti dal Garante pentastellato in persona. Per questo le loro agenzie seguono tutte lo stesso leitmotiv. “Tutto davvero molto bene e tutto secondo le previsioni #Controcorrente”, si compiace Matteo Renzi. “Non ha né visione politica, né capacità manageriali. Non ha esperienza di organizzazioni, né capacità di innovazione”, twitta invece la viceministra Teresa Bellanova citando le parole di Grillo. “Hanno bloccato il Paese per mesi per tenerselo presidente del Consiglio. E dopo mesi, arrivano alle nostre stesse conclusioni. Senza parole“. Pari pari fa Luciano Nobili, riportando lo stesso virgolettato e commentando: “Alla fine se n’è accorto anche #Grillo. Chi sarà il prossimo, Casalino? Orgoglioso di @ItaliaViva che lo ha capito prima e ha affidato il Paese a #Draghi”. Anche il leader di Azione Carlo Calenda non rinuncia alla frecciata: “La soddisfazione di non aver mai sostenuto #Conte. Alla fine anche Grillo ti dà ragione. A questo punto però ti assale il dubbio. Momento Zenone”.


Salvini: “Hanno torto entrambi”. Letta: “Travaglio complesso”Gli attori politici più “pesanti” a esporsi in qualche modo, finora, sono stati Matteo Salvini ed Enrico Letta. “Non so se ha ragione Grillo o se ha ragione Conte, secondo me hanno torto tutti e due e prima si allontanano dal governo del Paese tutti e due meglio è per l’Italia”, fa sapere da Bologna il leader del Carroccio. Mentre il segretario Pd sceglie un tono diplomatico: il dibattito interno al M5s “è un travaglio complesso“, a cui il Pd guarda “con grande rispetto e anche con un po’ di preoccupazione“, dice, specificando che “è il momento di unire, non di dividere, soprattutto in vista dell’elezione del presidente della Repubblica”, un passaggio in cui “bisogna essere uniti, avere idee chiare ed essere determinati”. Sulla tenuta dell’esecutivo Letta si dice fiducioso che non ci saranno scosse, perché, spiega “con la situazione in cui siamo nessuno farà sì che queste difficoltà finiscano per ripercuotersi su questo governo”.

Lombardi sta con Conte: “Non condivido una virgola” – Una delle poche figure di primo piano a esporsi nel Movimento, pur non scegliendo una parte della barricata, è l’ex ministro Danilo Toninelli, che in un tweet scrive: “Grillo e Conte sono la coppia migliore che la politica possa avere. Da una parte un visionario con i piedi ben piantati nel #M5S e dall’altra una persona capace e competente che ha già dato prova di sé. Questi sono fatti che vanno ben oltre le regole e gli statuti”. Il commento più netto a favore di Conte è invece quello di Roberta Lombardi, assessora alla Transizione ecologica della giunta Zingaretti in Regione Lazio e membro del Comitato di Garanzia del partito. Che all’AdnKronos non risparmia bordate al Garante: “Non so se trovo più folle le valutazioni su Conte, che ha guidato due governi tra crisi economica e pandemica, o il fatto di rimetterci nella gabbia di Rousseau. In ogni caso non condivido una virgola di quel post”, dichiara. L’ex ministro dello Sport Vincenzo Spadafora innsiste sulla ricerca di “mediatori di comprovata esperienza, no perditempo. Confido in uno scatto di orgoglio della comunità 5 Stelle”, scrive su Facebook. Mentre l’europarlamentare Dino Giarrusso è ancora convinto “che si possa comunque salvare il Movimento e il suo rapporto con Giuseppe Conte. I nostri avversari storici non vedono l’ora che noi ci distruggiamo da soli. Quindi nonostante sia un momento critico io invito tutti alla lucidità e a non disperdere il nostro patrimonio politico ed etico”, conclude.

La deputata Baldino: “Beppe, hai fatto un grandissimo errore” – A sera dice la propria con un duro post su Facebook la deputata Vittoria Baldino. “Non siamo stati noi ad attribuire la medaglia di elevato a chi oggi viene considerato senza visione e senza capacità. A questa persona abbiamo affidato per tre volte la guida del Paese e poi proposto di rifondare il MoVimento 5 Stelle. Quella decisione non fu condivisa, ma accettata da tantissimi con rinnovato entusiasmo e fiducia“, scrive, in polemica con il fondatore. “In tre anni di Movimento non più di lotta ma di governo abbiamo sperimentato tutta la fragilità di un sistema organizzativo impalpabile, da tutte le parti era avvertita la necessità di una reale e seria evoluzione verso una struttura forte, capillare, che desse una dignità al lavoro di migliaia di eletti che in solitudine affrontano decine di battaglie al giorno e caricano sulle loro spalle tutte le pressioni e le pulsioni di un popolo che pretende risposte, proposte e soluzioni ai loro problemi. Così come avevamo promesso loro. Si, è vero Beppe, tu hai fatto un miracolo e per questo da “miracolata” ti sarò per sempre riconoscente, ma non puoi pensare di essere esente da errori. Nessuno lo è. Nemmeno il più elevato tra gli elevati. E questa volta credo che tu, dal trono dell’altissimo, abbia fatto un grandissimo errore”.

Il caos sotterraneo nelle chat – E nelle chat dei parlamentari, a quanto si apprende, è già il caos. “Ragazzi per me è finita, chiuso, siamo alla follia“, scrive il deputato Roberto Rossini. La collega Valentina Corneli chiede di convocare una riunione urgente già in serata per fare il punto della situazione. “Anche domani pomeriggio dopo l’aula, in presenza”, rilancia Stefano Buffagni, ex viceministro dello Sviluppo economico. “Domani è tardi. Se non si fa subito l’assemblea, sarà fatta sulle pagine Facebook”, risponde Patrizia Terzoni. Ed è esattamente quello che sta accadendo in queste ore, con le bacheche dei “portavoce” (e dello stesso Grillo) letteralmente prese d’assalto dai militanti delusi. Poi arriva la comunicazione del direttivo M5S alla Camera: la riunione è convocata in presenza domani alle 19 presso l’auletta dei gruppi di Montecitorio, a causa della “mancanza di spazi di incontro per la giornata odierna”. I riflettori sono ora puntati sulle mosse dei parlamentari M5S nei prossimi giorni: molti guardano alla prospettiva di un partito di Conte e non sono esclusi nuovi addii a breve. Mentre qualche ex di peso approfitta del vuoto di potere per ventilare un proprio ritorno: come Nicola Morra, che si dice “pronto per mettermi a disposizione di un MoVimento 5 Stelle visionario e leader-less. Il MoVimento ha scelto di eleggere un Comitato direttivo eletto dagli iscritti, ho sempre condiviso questa direzione”.

FI e +E in ansia per le sorti del governo – Dagli ambienti centristi la preoccupazione è soprattutto che le tribolazioni pentastellate non influiscano sulla stabilità del Governo. Per il vicepresidente di Forza Italia Antonio Tajani “mettere in difficoltà Draghi in questo momento significherebbe fare un danno agli italiani che invece chiedono stabilità ed efficienza al governo. Speriamo prevalga il buon senso”. Il segretario (dimissionario) di +Europa, Benedetto Della Vedova: “Grillo non lascia a Conte il M5S della rivoluzione giacobina e populista ma raddoppia: ovvio. Il Pd aveva scommesso tutto su Conte e ha perso: previsto. Ora evitiamo che la guerra tra grillini faccia danni a Draghi”. Mentre da sinistra arrivano soprattutto parole di stima per l’avvocato pugliese. “Non entro nelle vicende interne del #M5S. Osservo solo che è curioso che proprio quelli che per anni ci hanno spiegato che non si poteva fare nessun accordo con un movimento eterodiretto dalla Casaleggio Associati e dalle bizze di #Grillo, oggi irridono il tentativo di #Conte“, twitta il dirigente nazionale di Articolo Uno-Mdp Alfredo D’Attorre. E il coordinatore Arturo Scotto auspica “che Giuseppe Conte continui a lavorare per rafforzare i progressisti in Italia. Se ci dividiamo, aiutiamo la destra”.

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