L’Antitrust Usa intensifica l’attacco contro Facebook. La Federal Trade Commission statunitense, guidata da due mesi dalla 37enne Lina Khan, ha presentato una versione rivista della denuncia nei confronti del social network, dopo che a giugno un giudice aveva respinto una prima contestazione riguardo a condotte anti competitive. Il gruppo di Mark Zuckerberg, che ha ora tempo fino al 4 ottobre per rispondere alle contestazioni, è accusato di avere abusato del suo potere di mercato per sopprimere la concorrenza. La Ftc e 48 Stati e distretti americani hanno fatto causa a Facebook nel dicembre 2020, accusando il colosso di schiacciare i concorrenti più piccoli anche attravreso lo spin-off forzato dei popolari servizi di messaggistica Instagram e WhatsApp.

Il nuovo reclamo, spiega Cnbc, è più ampio rispetto al precedente ma gli argomenti restano gli stessi: tra le contestazioni c’è il fatto che Facebook avrebbe utilizzato il social delle foto e quello della messaggistica istantanea per rafforzare il proprio monopolio e impedire ai rivali di accedere alla sua interfaccia di programmazione delle applicazioni. Il giudice distrettuale degli Stati Uniti James Boasberg aveva respinto la prima denuncia, contestando che la Ftc non aveva fornito dettagli sufficienti per provare che Facebook abbia il monopolio nel mercato dei social media. Ma aveva dato una seconda chance per rafforzare il reclamo.

Facebook a luglio aveva chiesto che Khan fosse rimossa dal caso per le sue passate prese di posizione critiche contro l’industria tech. Khan all’udienza di conferma ha spiegato di non avere conflitti finanziari che ne impongano la ricusazione in base alle norme etiche che regolano la professione.

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