Vive ricordando episodi tristi della sua infanzia. Soffre della sindrome di Tourette, insomma a volte, magari durante un concerto, improvvisamente abbaia, ulula. È dilaniato dal senso di colpa: quand’era in polizia, un suo collega è rimasto paralizzato a causa sua. Ed è innamorato, peccato che la donna della sua vita per mantenersi debba concedersi ad altri. Unica sua consolazione uno spinello, di tanto in tanto.
A grandi tratti, sono queste le caratteristiche di Marco Tobia, investigatore privato che risiede nell’isola di San Giulio, sul lago d’Orta, dove vivono le suore di clausura del monastero Mater Ecclesiae e, appunto, lui.
Marco Tobia, comunque, non è solo un antieroe e un essere imperfetto (come tutti noi). È un personaggio che ama ogni attimo della sua giornata, un uomo che usa la sua sensibilità per capire il mondo e indagare. Marco Tobia è una felice invenzione dello scrittore, giornalista e sceneggiatore Matteo Severgnini (nato a Omegna nel 1970), che vive e conosce come le sue tasche Orta, i suoi dintorni, e anche le contaminazioni letterarie (da Gianni Rodari, a Ernesto Ragazzoni, per arrivare a Laura Pariani e ai giallisti Marco Polillo ed Erica Gibogini eccetera eccetera) legate a questo splendido borgo, con isola annessa, in provincia di Novara.
Nell’ultimo libro di Severgnini, Le regole del rischio, pubblicato Todaro (piccola ma prestigiosa casa editrice di Lugano, che ha pubblicato giallisti di valore, come Barbara Garlaschelli) Marco Tobia deve svolgere una doppia indagine.
La prima indagine su cui lavorare è questa. Una donna sposata e senza figli, un giorno viene arrestata per traffico internazionale di droga al confine italo svizzero di Piaggio Valmara. Stava andando a lavorare, il marito, disoccupato, si rivolge alla escort di cui Tobia è innamorato. Lui accetta, e si muove tra Orta, il lago Maggiore e Lugano (nel primo libro di Severgnini, con Tobia protagonista: “La donna della luna” casa editrice Meridiano Zero, l’ambientazione era tra Orta, Pargini e Macugnaga). Ma deve anche, Marco Tobia, ricostruire il passato della donna accusata.
Seconda indagine. Una bimba, di nome Alice, chiede a Tobia di indagare sui draghi del Lago d’Orta. Negli occhi della bimba, Tobia, rivede se stesso, e di draghi, di fantasmi, di incubi, lui è un grande esperto.
Le regole del rischio, insomma una doppia indagine per l’investigatore Marco Tobia, di Matteo Severgnini, casa editrice Todaro, Lugano.
Remo Bassini
Giornalista e scrittore
Cultura - 8 Settembre 2021
Le regole del rischio, le indagini dell’investigatore Tobia nel nuovo giallo di Matteo Severgnini
Vive ricordando episodi tristi della sua infanzia. Soffre della sindrome di Tourette, insomma a volte, magari durante un concerto, improvvisamente abbaia, ulula. È dilaniato dal senso di colpa: quand’era in polizia, un suo collega è rimasto paralizzato a causa sua. Ed è innamorato, peccato che la donna della sua vita per mantenersi debba concedersi ad altri. Unica sua consolazione uno spinello, di tanto in tanto.
A grandi tratti, sono queste le caratteristiche di Marco Tobia, investigatore privato che risiede nell’isola di San Giulio, sul lago d’Orta, dove vivono le suore di clausura del monastero Mater Ecclesiae e, appunto, lui.
Marco Tobia, comunque, non è solo un antieroe e un essere imperfetto (come tutti noi). È un personaggio che ama ogni attimo della sua giornata, un uomo che usa la sua sensibilità per capire il mondo e indagare. Marco Tobia è una felice invenzione dello scrittore, giornalista e sceneggiatore Matteo Severgnini (nato a Omegna nel 1970), che vive e conosce come le sue tasche Orta, i suoi dintorni, e anche le contaminazioni letterarie (da Gianni Rodari, a Ernesto Ragazzoni, per arrivare a Laura Pariani e ai giallisti Marco Polillo ed Erica Gibogini eccetera eccetera) legate a questo splendido borgo, con isola annessa, in provincia di Novara.
Nell’ultimo libro di Severgnini, Le regole del rischio, pubblicato Todaro (piccola ma prestigiosa casa editrice di Lugano, che ha pubblicato giallisti di valore, come Barbara Garlaschelli) Marco Tobia deve svolgere una doppia indagine.
La prima indagine su cui lavorare è questa. Una donna sposata e senza figli, un giorno viene arrestata per traffico internazionale di droga al confine italo svizzero di Piaggio Valmara. Stava andando a lavorare, il marito, disoccupato, si rivolge alla escort di cui Tobia è innamorato. Lui accetta, e si muove tra Orta, il lago Maggiore e Lugano (nel primo libro di Severgnini, con Tobia protagonista: “La donna della luna” casa editrice Meridiano Zero, l’ambientazione era tra Orta, Pargini e Macugnaga). Ma deve anche, Marco Tobia, ricostruire il passato della donna accusata.
Seconda indagine. Una bimba, di nome Alice, chiede a Tobia di indagare sui draghi del Lago d’Orta. Negli occhi della bimba, Tobia, rivede se stesso, e di draghi, di fantasmi, di incubi, lui è un grande esperto.
Le regole del rischio, insomma una doppia indagine per l’investigatore Marco Tobia, di Matteo Severgnini, casa editrice Todaro, Lugano.
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Civitavecchia, 20 gen. - (Adnkronos) - Procedono spediti i lavori di realizzazione del prolungamento dell'antemurale Cristoforo Colombo che vedrà la diga foranea del Porto di Civitavecchia estendersi per ulteriori 400 metri in direzione nord ovest.
Sono in corso i lavori di realizzazione dello scanno di imbasamento (dove poggeranno i cassoni in calcestruzzo) con lo sversamento in mare del nucleo della scogliera costituita da massi di pezzatura ricompresa tra i 5 e i 1000 Kg. A breve verrà avviata la prefabbricazione dei cassoni in cls costituenti il corpo centrale della diga foranea di dimensioni 40x28x25 m.
"Tengo a sottolineare - dichiara il presidente dell'AdSP Pino Musolino - che stiamo rispettando tutti i tempi programmati per realizzare opere che doteranno il porto di Civitavecchia di infrastrutture adeguate e compatibili per il rilancio del settore portuale, con un occhio sempre attento alla transizione ecologica, alla sostenibilità e all'impatto ambientale".
Palermo, 20 gen. (Adnkronos) - "Qual è il suo sogno quando era piccolo?". "Questa è una domanda interessante, perché i sogni cambiano nel corso della vita, con l'età. Quando ero piccolo mi sarebbe piaciuto fare il medico, poi ho cambiato idea. Quando si è a scuola, crescendo, si studia un po' tutto. C'è un momento in cui bisogna scegliere cosa fare. Alla fine ho scelto il diritto, la legge". Così il Capo dello Stato Sergio Mattarella rispondendo ai bambini della scuola de Amicis di Palermo. "Non ho mai sognato di fare il calciatore perché non ero per niente bravo", ha aggiunto sorridendo.
Palermo, 20 gen. (Adnkronos) - "C'è molto di buono in questo paese, e questo mi conforta sempre". Così il Presidente della repubblica Sergio Mattarella ai bambini della scuola de Amicis di Palermo. "La fatica viene cancellate dal vedere cose buone che si vedono in Italia", ha detto.
Palermo, 20 gen. (Adnkronos) - "Le piacerebbe fare un altro lavoro?". Questa è stata a prima domanda rivolta dagli alunni della scuola de Amicis di Palermo al Capo dello Stato Sergio Mattarella, in visita a sorpresa questa mattina nel plesso. "Io sono vecchio - ha risposto - il mio lavoro non è quello che faccio adesso, il mio lavoro abituale era quello di insegnare Diritto costituzionale all'Università, ma ormai non lo faccio più da tempo. Questo impegno che svolgo ora non è un lavoro, è un impegno per la nostra comunità nazionale. E' faticoso, però è interessante perché consente di stare in contatto con la nostra società, con tutti i cittadini di ogni origine, ed è una cosa di estremo interesse".
Palermo, 20 gen. (Adnkronos) - "La musica, così come le iniziative sui libri, la cultura, sono il veicolo della vita, della convivenza, dell'apertura, della crescita personale e collettiva. E' quello che state facendo in questa scuola. Per me è davvero un motivo di soddisfazione essere qui e farvi i complimenti". Così il Capo dello Stato Sergio Mattarella incontrando i bambini della scuola De Amicis. Nel novembre scorso i bimbi della quinta C furono insultati mentre si esibivano davanti alla Feltrinelli, vestiti con abiti tradizionali africani. "Io ogni anno vado in una scuola per l'apertura dell'anno scolastico, ma non è frequente che vada in altre occasioni. Sono lietissimo di essere qui questa mattina- dice Mattarella- E ringraziarvi per quello che fate. Ringrazio i vostri insegnanti per quello che vi trasmettono e per come vi guidano nell'accrescimento culturale".
Palermo, 20 gen. (Adnkronos) - "Voi siete una scuola che con la cultura, la musica, la lettura, e altre iniziative di crescita culturale, esprime i valori veri della convivenza nel nostro paese e nel mondo, che sempre è più unito, connesso, sempre più senza confini. Ed è una ricchezza crescere insieme, scambiarsi opinioni e abitudini, idee, ascoltare gli altri. fa crescere e voi lo state facendo, per questo complimenti". Così il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella si è rivolto ai bambini della scuola De Amicis di Palermo. Nel novembre scorso i bimbi della quinta c, molti dei quali di origini africane, furono insultati per strada mentre si esibivano in uno spettacolo vestiti con abiti tradizionali. "Cercate di trovare la vostra strada secondo le vostre inclinazioni, auguri a tutti voi e complimenti", ha aggiunto. "Sono lietissimo di incontrarvi in questo auditorium che ci accoglie, ragazzi. Ringrazio la dirigente scolastica e i collaboratori, gli insegnanti e li ringrazio per quanto fanno. Voglio fare i complimenti a voi, siete bravissimi. Avete eseguito magistralmente questi due pezzi", ha detto ancora il Capo dello Stato parlando ai ragazzi che si sono esibiti in un breve concerto. "Non è facile con tanti strumenti ad arco, a fiato, a percussione. Complimenti ai vostri insegnanti e a voi".
Palermo, 20 gen. (Adnkronos) - “Vivere insieme, dialogare fa crescere. Rivolgo un sentito grazie ai vostri insegnanti. Insegnare è un’impresa difficile ma esaltante”. Lo ha detto il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, rivolgendosi agli alunni della scuola De Amicis-Da Vinci di Palermo dove si è recato a sorpresa questa mattina. I bambini, lo scorso novembre, furono insultati con epiteti razzisti davanti alla Feltrinelli di Palermo, dove si erano esibiti in uno spettacolo tradizionale. Molti dei bimbi della 5 c, visitata oggi da Mattarella, sono di origini africane. Oggi, tutt’altro che imbarazzati dalla presenza dell’ospite illustre, perché la visita è stata tenuta segreta dalla dirigente scolastica Giovanna Genco, i bambini hanno rivolto al Presidente alcune domande, consegnandogli dei doni. Sulla lavagna di classe spiccava un grande tricolore.
I bambini hanno poi scortato il presidente nell’aula magna dove l’orchestra dei ragazzi delle classi della secondaria ha suonato due brani di Giuseppe Verdi, il coro delle Zingarelle dalla Traviata e il 'Va, pensiero' dal Nabucco.