Lo avevano chiesto sia la Procura che la difesa, e nel pomeriggio è arrivata anche la decisione della Corte d’Appello di Sassari che ha deciso di sospendere il procedimento d’estradizione, richiesta dalla Spagna, nei confronti dell’ex presidente della Generalitat catalana, Carles Puigdemont. Accogliendo la richiesta della procuratrice generale Gabriella Pintus e dell’avvocato Agostinangelo Marras, il collegio presieduto da Salvatore Marinaro e composto da Plinia Azzena e Maria Teresa Lupinu ha ritenuto fondata l’opportunità di attendere la definizione del procedimento pendente su Puigdemont, relativo all’immunità, e alla questione pregiudiziale al vaglio della Corte di Giustizia europea.

Una sentenza attesa, dato che lo stesso Puigdemont, così come altri leader indipendentisti ricercati in patria che lo hanno seguito per manifestargli sostegno, ha deciso di tornare in Sardegna, dove era stato arrestato alla fine di settembre, per prendere parte all’udienza. “Sono molto contento” sono state le uniche parole pronunciate dall’ex presidente catalano all’uscita dal tribunale. “Riteniamo di aver ottenuto un risultato assolutamente positivo, la Corte ha accolto le conclusioni che sono state formulate dal procuratore generale e da me”, ha commentato invece l’avvocato Marras.

La giornata era iniziata con la richiesta del giudice spagnolo Pablo Llarena che aveva inviato una comunicazione ufficiale alla Corte d’Appello sarda ricordando che, come nel caso di Puigdemont, sono validi ordini d’arresto da lui emessi anche per Clara Ponsatí e Toni Comín, ex assessori regionali che hanno raggiunto il leader catalano nella regione per offrirgli sostegno. Nei giorni scorsi il giudice aveva chiesto la “consegna immediata” di Puigdemont. “Abbiamo un’immunità di movimento che rimane attiva e, soprattutto, il mandato d’arresto (nei nostri confronti) è sospeso, a prescindere da quello che dica il giudice Llarena, dal momento in cui lui stesso ha chiesto il parere della Corte di Giustizia dell’Ue”, aveva replicato Comín.

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