Economia

Il Fondo monetario lima le stime sulla crescita mondiale. Migliorano quelle per l’Italia: pil a +5,8%. Ma disoccupazione ancora in salita

La ripresa globale "continua, ma lo slancio si è indebolito, ostacolato dalla pandemia", scrive l'organismo di Washington, spiegando che "i rischi per la salute abbondano, frenando un pieno ritorno alla normalità". Il downgrade dipende anche dalle strozzature lungo le catene di approvvigionamento che si stanno manifestando nelle economie avanzate e con il peggioramento della situazione sanitaria nelle economie emergenti

Un’economia in forte accelerazione, ma anche un rapporto debito/Pil a livelli record. Dal Fondo monetario internazionale arriva l’aggiornamento delle stime sull’economia globale, con un focus sui singoli Paesi. Per l’Italia il Fondo si allinea alle stime dell’esecutivo, stimando una crescita vicina al 6% nel 2021. Nel suo World Economic Outlook per l’Italia stima una crescita del 5,8% nel 2021, seguita da un +4,2% nel 2022. In precedenza il Fondo stimava per l’Italia un incremento del 4,9% nel 2021 e del 4,2% nel 2022. Non va meglio, invece, sul fronte occupazionale. Secondo il Fmi la disoccupazione in Italia si attesterà al 10,3% nel 2021 e salirà all’11,6% nel 2022 (per la Spagna la stima è del 15,4% e per la Grecia del 15,8% per la Grecia).

Livelli record per il rapporto deficit/Pil: dopo il 9,5% del 2020, l’Fmi prevede un 10,2%, mai raggiunto prima nella storia dell’Italia. Il deficit dovrebbe scendere dal 2022, portandosi al 4,7%, fino al 2,4% nel 2026. Il debito Pil è atteso in calo al 154,8% del Pil dopo il 155,8% del 2020. Poi dovrebbe scendere nel 2022 rimanendo al di sopra del 150%, al 150,4%, per scendere al 146,5% soltanto nel 2026.

La ripresa globale “continua, ma lo slancio si è indebolito, ostacolato dalla pandemia”, scrive il Fmi, spiegando che “alimentato dalla variante Delta altamente trasmissibile, il bilancio delle vittime globali di Covid-19 registrate è aumentato di quasi 5 milioni” di individui “e i rischi per la salute abbondano, frenando un pieno ritorno alla normalità”. Per questo il Fondo ha rivisto lievemente al ribasso l’outlook sulla crescita del Pil globale dal +6% previsto a luglio al +5,9%. Per il 2022 è confermata la stima di crescita al tasso del 4,9%. L’istituzione di Washington ha motivato il downgrade con le strozzature delle catene di approvvigionamento che si stanno manifestando nelle economie avanzate e con il peggioramento della situazione sanitaria nelle economie emergenti.

Il Fmi ha tagliato l’outlook, in particolare, relativo al Pil Usa del 2021 di 1 punto percentuale a +6%. Riviste al ribasso anche le stime del Pil di Spagna e Germania del 2021, in entrambi i casi di 0,5 punti percentuali, e del Pil del Canada, ridotto di 0,6 punti percentuali, sempre relativo al 2021. Per la Germania, l’Fmi prevede ora una crescita del Pil del 3,1% quest’anno e del 4,6% nel 2022. Per la Spagna la stima per il 2021 è stata rivista al ribasso per l’appunto di 0,5 punti, al tasso di espansione del 5,7%. L’outlook per il 2022 è stato però migliorato di 0,6 punti percentuali a +6,4%. Per la Francia il Fondo prevede una crescita del 6,3%.