Il ministero della Salute ha ultimato la circolare con le indicazioni per identificare e gestire i casi di Covid-19 in ambito scolastico. Il documento è stato elaborato dall’Istituto Superiore di Sanità, dal ministero della Salute, dal ministero dell’Istruzione e dalle Regioni e punta a favorire la didattica in presenza e rendere il più possibile omogenee a livello nazionale le misure di prevenzione attuate in ambito scolastico. È stato emesso il 3 novembre e a breve sarà inviato agli Uffici scolastici regionali e alle istituzioni scolastiche. Si prevede tra l’altro, come già emerso nelle bozze circolate in questi giorni, che non ci sia didattica a distanza se c’è un solo positivo in classe. Se sono due è invece prevista una quarantena “selettiva” a seconda se si sia vaccinati o meno, mentre si resta tutti a casa se i casi sono almeno tre, sia tra gli alunni che tra i docenti. La direttiva è nazionale e le modalità di prescrizione dei test seguirà l’organizzazione regionale delle Asl. Si prevede dunque una stretta collaborazione tra i dirigenti scolastici e il Dipartimento di prevenzione (Ddp) delle Asl, che innanzitutto dovranno identificare dei referenti per ogni scuola che verranno poi formati dal Ddp sulle modalità di testing del virus, in modo da poter intervenire in prima linea in caso di urgenza.

L’isolamento dei casi, la quarantena dei contatti e le tempistica per i rientro in classe sono sotto la responsabilità delle autorità sanitarie. Ma fino al loro intervento, “nell’immediatezza della conoscenza del caso positivo”, l’Istituto attiva una procedura “standardizzata”, che non comporta alcune valutazione discrezionale di carattere sanitario. In particolare, il dirigente scolastico o un suo delegato, come prima azione, informa il Dipartimento di Prevenzione (DdP) della presenza del caso positivo a scuola e individua i “contatti scolastici“, cioè “i bambini appartenenti alla stessa sezione/gruppo del caso positivo per i servizi educativi per l’infanzia e le scuole dell’infanzia”, “i compagni di classe del caso positivo (per la scuola primaria e secondaria)”, “il personale scolastico che ha svolto attività in presenza per almeno 4 ore nello stesso ambiente del caso positivo”. “Nel caso in cui le autorità sanitarie siano impossibilitate ad intervenire tempestivamente”, si legge nel documento, “Il dirigente scolastico venuto a conoscenza di un caso confermato nella propria scuola è da considerarsi quindi autorizzato, in via eccezionale ed urgente, a sospendere temporaneamente le attività didattiche in presenza nella classe/sezione/gruppo”. Una parte dei contatti potrà essere considerata a basso rischio – dato l’uso delle mascherine – con “l’introduzione di una strategia di ‘sorveglianza con testing’“.

Nel caso di un unico positivo in classe, i compagni dello studente (o del docente) positivo devono fare il ‘Tampone 0‘ (T0), che viene svolto il prima possibile da quando sono informati della positività. Dopo cinque giorni ne fanno un altro. Possono rientrare in classe se il risultato è negativo. Per i docenti che hanno svolto attività in presenza nella classe dell’alunno positivo i casi sono due: se sono vaccinati fanno il test e restano a scuola, se non lo sono vanno in quarantena per 10 giorni anche se il primo test è negativo. Rientrano se il nuovo tampone dà il via libera. Per le altre classi non sono previsti provvedimenti, salvo disposizioni diverse della Asl.

Se invece risultano due casi positivi si procede così: gli alunni vaccinati o negativizzati negli ultimi 6 mesi proseguono la sorveglianza con i due test, a zero e cinque giorni (Tempo 5 -T5: ulteriore test dopo 5 giorni dal momento T0 (es. il momento della comunicazione). Quelli non vaccinati invece vanno in quarantena 10 giorni anche se negativi al primo esame. Per i docenti si procede allo stesso modo (come già succedeva per un solo caso). Alle elementari e in prima media, frequentate da under 12, vanno tutti a casa 10 giorni. La Dad, cioè la didattica a distanza, scatta solo con tre casi: alunni e docenti vanno in quarantena dopo aver fatto il primo tampone, anche se negativo. L’isolamento dura 7 giorni per i vaccinati e 10 per i non vaccinati.

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