Quando nel marzo 2020, la maggior parte di noi si accontentava di fingere di godersi le videochiamate cogli amici o di sfornare pane o dolci in gran quantità, Enrico “Drigo” Salvi, noto per essere il chitarrista della band Negrita, era impegnato a setacciare una montagna di brogliacci e schizzi di disegni, appunti e altro materiale, sapendo che un giorno tutto avrebbe maturato un senso. Già perché Drigo è un artista a 360 gradi: disegna, dipinge, scatta foto, sperimenta, colora, crea e ovunque si trovi, con sé ha sempre uno zaino con dentro matite, carta, pennarelli, taccuini, quaderni (col video allegato a questo articolo potete farvi unidea, ndr).

Vivo in un ambiente frequentato da gente che è sempre positiva e che ti accoglie col sorriso sulle labbra, è stato naturale per me durante tutti questi anni, prendere appunti, fissare con un disegno o su foto, momenti che mi hanno colpito particolarmente, durante le nostre tournée. In pochi secondi tratteggio, poi magari ci torno sopra coi colori. Rientrato in hotel o durante gli spostamenti, sono quelli i momenti in cui raccolgo le mie riflessioni, in cui appunto i miei pensieri e faccio disegni. Quello che in tanti anni ho verificato con la formula del disegno è che c’è un tipo di comunicazione molto simile al modo in cui mi approccio alla chitarra. Entrambe sono comunicazioni non verbali, vibrazioni date dalle corde della chitarra e dai colori”.

Nelle sue opere Drigo ritrova l’armonia del tempo e dell’azione che ha intorno: “Il tratto del disegno equivale al tocco delle corde della chitarra, un movimento rapido e immediato. Il colore è il suono. Ho sempre avuto l’esigenza di esprimermi oltreché con la musica anche con altre forme d’arte: con la scrittura, per esempio, quando pubblicai il libro Rock Notes uscito per la Mondadori. Di fronte al mio iniziale imbarazzo, venni spinto a raccogliere i miei pensieri che avevo annotato nei miei taccuini”.

E così, dopo che il cantante della band aretina, Pau (Paolo Bruni), ha aperto un sito in cui espone e vende le sue opere, anche Drigo si è cimentato in una inedita – per lui – forma d’arte: da pochi giorni, infatti, ha inaugurato una linea di tappeti tutti suoi, raffiguranti suoi disegni alcuni dei quali sono presenti nel libro Rock Notes. Un fan che mi segue su Instagram e che lavora in una azienda dove producono moquette con un criterio molto all’avanguardia, siccome aveva assistito alla tournée teatrale dei Negrita, in cui si ricreava un salotto, mi ha contattato chiedendomi se fossi interessato a realizzare dei tappeti raffiguranti miei disegni per il nostro tour. Proposi questa cosa alla band, ma non ricevette troppe attenzioni. Poi però, essendo rimasto in contatto con questo ragazzo, abbiamo iniziato a sperimentare, poi altre persone nell’azienda si sono fatte avanti e mi hanno chiesto di testare. Sono dovuto entrare nel loro mondo, capire i limiti che può avere quel tipo di formato, ma anche le potenzialità.

In un anno è venuta fuori questa cosa e ora siamo pronti a partire. È un’operazione a numero limitato, produrremo una quindicina di tappeti per quattro modelli. La linea si chiama Place To Be, un nome tratto dal titolo di una canzone di Nick Drake, ed è una esperienza stimolante, perché creare su un grande formato mi attira da sempre, opere che esponi non su una parete bensì sul pavimento”.

Ma non è il solo progetto che ha messo su: Drigo infatti ha da poco iniziato una collaborazione con La Tipografa Toscana, “una ragazza davvero in gamba conosciuta durante una cena dopo un concerto coi Negrita. Il progetto si chiama Drigo Limited 2021 ed esplora il mondo dell’arte a 360 gradi. L’ispirazione, i pennelli e i colori e la musica che incontra un mestiere antico, la tipografia. La stampa con i suoi passaggi lenti, così lontani dai ritmi frenetici del quotidiano. L’arte esplorata e quella ancora da esplorare. Metodo e tecnica mixati a intuito e spontaneità. Insieme facciamo una vera e propria jam session. Il progetto iniziale contiene due opere stampate in serigrafia e un poster stampato con caratteri mobili e tirabozze tipografico. Un’edizione limitata di soli 40 esemplari interamente stampati a mano, numerati, firmati e timbrati”.

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