Berlino ha la prima sindaca eletta: è l’ex ministra della Famiglia Franziska Giffey (Spd), prima a ricoprire questo incarico dal 1951. L’unico precedente analogo era stato, tra il 1947 e il 1948, Louise Schroeder – anche lei socialdemocratica – che però guidò la capitale tedesca da commissaria. La sindaca Giffey guida una coalizione a tre con i Verdi e la Linke. Al contratto di coalizione si è giunti dopo quasi tre mesi di trattative tutt’altro che facili, ma come a livello federale senza fughe di notizie o punzecchiature. Alla fine si è raggiunta una squadra di punta tutta al femminile: a fianco della Giffey ci sono infatti per i Verdi Bettina Jarasch e per la Linke Katja Kippig.

La neosindaca Giffey, 43 anni, ha una carriera in rapida ascesa alle spalle: a 32 anni era consigliera per l’istruzione della circoscrizione di Berlino Neukölln a 39 è stata indicata come ministro della famiglia nel governo Merkel. A maggio aveva dovuto tuttavia lasciare l’incarico dopo che accuse di plagio le erano costate il ritiro del titolo di dottorato. Aveva avvertito, però: “Chi sono e cosa so fare non dipende da questo titolo”. La Spd alle elezioni di Berlino ha raccolto solo il 21,4% delle preferenze, il suo peggior risultato, ma comunque sufficiente per essere in testa e mantenere la guida della capitale. Un risultato ottenuto anche grazie a Franziska Giffey, che eredita così il timone della città dal compagno di partito Michael Müller. Le operazioni ai seggi, si ricorderà, erano state accompagnate da errori organizzativi e gli esiti di sei circoscrizioni erano stati impugnati il 19 novembre dal Commissario elettorale Georg Thiel, ma non ci sono state poi altre contestazioni.

Gli impegni che la nuova giunta deve affrontare sono molti, ma in altre occasioni la neosindaca Giffey ha tacitato gli scettici affermando che “c’è sempre e dappertutto chi ha dei dubbi e chi rende le cose possibili”. Le questioni sul tavolo della sindaca non sono poche. Come ha sottolineato il presidente della Camera di industria e commercio berlinese Daniel-Jan Girl la nuova giunta dovrà ora riformare l’amministrazione, digitalizzandola, promuovere nuovi investimenti nel campo dell’istruzione, e soprattutto creare spazi abitabili a prezzi possibili ed assicurare al contempo superfici commerciali.

Proprio nel settembre scorso, nel giorno in cui si è votato in Germania per le Politiche e a Berlino per le Comunali, in un referendum consultivo il 56,4 per cento dei votanti ha approvato l’espropriazione delle catene immobiliari con oltre 3mila appartamenti. Il principale target era la società Deutsche Wohnen con circa 113mila unità immobiliari. Anche se l’esito non è vincolante, si tratta di un campo minato per la tenuta della giunta. La Linke è apertamente favorevole all’intento referendario di mettere una museruola alla sete di profitto delle società immobiliari, i Verdi tentennanti e la Spd contraria. Una legge che operasse colpendo solo da una soglia arbitraria e con indennizzi che non potrebbero essere all’effettivo valore di mercato provocherebbe infatti una serie di controversie legali e richieste di danni all’amministrazione da parte delle società espropriate. Il caro casa, peraltro, è molto sentito nella capitale, gli inquilini sono spesso sfrattati dalle grosse società che rinnovano gli appartamenti e li reimmettono sul mercato in vendita a prezzi molto più elevati. Franziska Giffey è assolutamente contraria ad espropriazioni e per questo ha nominato ad assessore all’urbanistica Andreas Geisel chiamandolo a ovviare alla carenza di appartamenti in affitto, contemperando al contempo le esigenze dell’economia immobiliare.

In parallelo la nuova giunta deve affrontare i nodi del traffico e la Spd ha raccolto nella coalizione il desiderio di realizzare nuove linee della metropolitana. Un progetto che tuttavia andrà per le lunghe e non sarà immediatamente determinante per affrontare le questioni ambientali. Per ridurre le emissioni di CO2 invece la neo-assessora all’Ambiente, la verde Bettina Jarasch, vorrebbe progressivamente far uscire le auto a motore dal centro ed al contempo ridurre le aree di sosta rendendo la circolazione privata meno attrattiva. Una strada che però vede la Spd scettica. Quanto alla Linke, la conquista dell’assessorato agli affari sociali, affidato a Katja Kipping, vale anche a far digerire l’adesione alla coalizione all’ala scettica del partito di sinistra.

Il neo-governo della città-Stato oltre a interventi per contenere la pandemia, deve anche garantire investimenti per il miglioramento delle strutture ospedaliere, ammonisce il direttore della società ospedaliera berlinese Marc Schreiner, secondo il quale su questo fronte servirebbe una spesa nell’ordine di 350 milioni all’anno. Il Senato di Berlino martedì ha dichiarato lo stato di emergenza pandemica nel Land e la sindaca Giffey ha annunciato che lancerà una campagna per la vaccinazione dei bambini.

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