“Abbiamo la grande gioia di annunciarvi il nuovo priore: Sabino Chialà”.È lui la nuova guida della comunità monastica di Bose, fondata nel 1965 da Enzo Bianchi. Con uno stringato comunicato, apparso oggi sul sito della fraternità, è stato annunciato il nominativo di chi accompagnerà il cammino dei fratelli e delle sorelle per i prossimi anni. Chialà, 54 anni il prossimo 24 marzo, nativo di Locorotondo a cui resta particolarmente legato, succede a Luciano Manicardi che ha ricoperto il ruolo di priore dopo le dimissioni di Bianchi. Il monaco pugliese è entrato a far parte della comunità più di trent’anni fa e dopo un lungo periodo trascorso nella fraternità di Ostuni con pochi altri fratelli, è tornato in Piemonte richiamato da Manicardi per ricoprire il ruolo di maestro dei novizi. Studioso di lingue semitiche, in particolare siriaco, ha completato i suoi studi presso l’Università di Torino e l’Université Catholique de Louvain-la-Neuve.

Chialà si è occupato di apocrifi, pubblicando la traduzione commentata del Libro delle “Parabole di Enoc” e per la tradizione siriaca, si è soffermato in particolare sulla figura di Isacco di Ninive, traducendone in italiano alcuni scritti e fornendone alcuni studi introduttivi alla storia e al pensiero. Ha studiato anche del monachesimo siro-orientale e ha fatto parecchi viaggi nel mondo medio orientale di cui è uno dei massimi esperti. Il nuovo priore è autore di un centinaio di pubblicazioni a carattere scientifico o di alta divulgazione; è membro dell’Accademia Ambrosiana di Milano; è stato presidente di “Syriaca”, l’Associazione di studi siriaci in Italia e dal 2014 è anche rappresentante cattolico della Commissione mista internazionale per il dialogo teologico tra la Chiesa cattolica romana e la quella ortodossa.

La sua nomina per gli addetti ai lavori è apparsa scontata: da tempo nella comunità si faceva il suo nome ma l’elezione ufficiale da parte del Consiglio generale è avvenuta oggi  alla presenza del garante esterno, Erik Varden, vescovo di Trondheim e già abate trappista di Mount Saint Bernard, e del delegato pontificio padre Amedeo Cencini. La scelta di Sabino Chialà arriva al termine di un lungo periodo di tensioni che hanno portato all’allontanamento dalla comunità del fondatore (che ora vive a Torino) e di altri due monaci e una monaca. Un conflitto durato più di due anni con protagonisti Bianchi e Manicardi, che ha portato alla perdita di molti fratelli e sorelle che hanno lasciato per sempre Bose.

Una ferita nella Chiesa che ha segnato anche molte persone che erano vicine alla realtà ecumenica piemontese che oggi prova a ripartire con l’elezione di un monaco che avrà sicuramente il compito di rasserenare il clima. Un augurio che non è passato inosservato nella frase finale del comunicato che annuncia la nomina di fratel Sabino: “La comunità, in grande pace, ringrazia il Signore per la sua fedeltà e chiede a tutti voi di partecipare alla nostra gioia e alla nostra preghiera”.

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