Ci saranno le misure sulle concessioni balneari, non gli interventi contro il rincaro delle bollette. È quanto trapela da fonti di Palazzo Chigi in merito al consiglio dei ministri che si dovrebbe tenere domani. La convocazione ancora non c’è, quindi non è dato sapere l’eventuale orario inizio della riunione di governo. Il tema, invece, è noto ed arriva dopo che in giornata la maggioranza ha cercato il dialogo alla Camera per definire una possibile mozione unitaria sulla direttiva Bolkestein, in concomitanza con la discussione in Aula della mozione presentata da FdI proprio su questo tema, da sempre molto caro al centrodestra. Di mozione unitaria ha parlato Sergio Battelli, del M5s, invocando lo stop a eventuali proroghe. Alessandro Battilocchio, di FI, nel suo intervento ha elencato “gli impegni che Forza Italia chiederà di sottoscrivere alle altre forze politiche nell’ambito di una eventuale mozione. Sono le ragionevoli richieste del settore”.

In tal senso la mozione presentata da Fratelli d’Italia (prima firma della stessa Giorgia Meloni) sull’applicazione in Italia della direttiva Bolkestein in sostanza chiede di escludere i balneari e gli ambulanti dalla direttiva e, in attesa di un intervento normativo ad hoc, di prorogare di altri 15 anni le concessioni demaniali in essere. Per quel che riguarda il voto, potrebbe slittare nei prossimi giorni ma anche alla prossima settimana. In attesa dell’esame dell’aula ci sono infatti alcuni decreti (proroga stato di emergenza da Covid e milleproroghe) che l’aula deve approvare prima della scadenza.

Il tutto arriva nell’ennesima giornata di protesta da parte delle associazioni dei balneari: “Siamo sotto un attacco inaudito da circa un mese a questa parte. Riteniamo che ci sia un piano ben organizzato e con un regista preciso – ha commentato all’Ansa il presidente di Assobalneari, Fabrizio Licordari- Abbiamo di fronte la magistratura e Palazzo Chigi che sta cercando di fare tutto il possibile per mettere in liquidazione le spiagge italiane, oltre all’attacco da parte dei soliti media organizzato e ben confezionato”. Secondo Licordari “Lega e FI stanno cercando di difenderci ma allo stesso tempo sorreggono il governo. Anche loro non conoscono il testo che andrà domani in cdm”.

Circolata e poi smentita, invece, l’ipotesi circolata nelle prime ore del pomeriggio che il governo possa riuscire a intervenire già martedì con un nuovo decreto sul caro-energia. Il testo potrebbe invece approdare in Cdm venerdì. Secondo quanto scritt dall’Adnkronos, il nuovo dl dovrebbe prevedere altri 4 miliardi di euro per calmierare le bollette dopo i 10 già messi sul piatto nei precedenti interventi. L’ennesimo intervento, peraltro, potrebbe non essere l’ultimo, a riprova che la fase emergenziale è destinata a durare. Resterebbe tuttavia ferma la volontà del ministero dell’Economia e e di Palazzo Chigi di non procedere, almeno per ora, a un nuovo scostamento di bilancio. Le coperture arriveranno da risparmi di spesa o dalle maggiori disponibilità rese possibili da un 2021 andato meglio del previsto. Ricorrendo, ancora una volta, alle aste per il consumo di anidride carbonica. Sullo sfondo l’opzione di una tassa sugli extra-profitti delle società che producono energia. Se finora il contribuito – circa 1,5 mld – è stato chiesto solo agli operatori delle rinnovabili, resta in campo l’ipotesi di bussare anche al settore delle fonti fossili.

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